Lavoro sommerso, Macerata 77° in Italia
Leonori: “Gli artigiani sono i più colpiti”

LA CLASSIFICA - In base agli ultimi rilievi Istat le Marche sono 14esime in Italia per irregolarità. 8,3% gli occupati in nero in provincia ben al di sotto del 12,4% della media nazionale. Il presidente di Confartigianato Imprese: "L'uso improprio della parola abusivo per i lavoratori non iscritti all'albo della Cciaa non fa che accrescere la rabbia di chi segue le regole"

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Un laboratorio abusivo. In provincia di Macerata gli artigiani pagano lo scotto del lavoro sommerso

Un laboratorio abusivo. In provincia di Macerata gli artigiani pagano lo scotto del lavoro sommerso

In base all’ultimo rilevamento Istat nelle Marche sono 68.300 gli occupati irregolari, con un tasso di irregolarità pari al 9,5% che attesta la regione al 14° posto nella graduatoria nazionale guidata dalla Calabria con il 35,3%.  Migliore della classe  risulta essere la provincia di Macerata, con 12.200 occupati irregolari, lo 0,4% del totale Italia, un tasso pari all’ 8,3%, di gran lunga più basso della media nazionale  che si attesta sul 12,4%. Il valore che è il più basso in ambito regionale posiziona Macerata al 77° posto della graduatoria nazionale .

«Il problema dell’abusivismo e del lavoro sommerso – afferma il presidente provinciale di Confartigianato Imprese Macerata Renzo Leonori – trova cause molteplici e complesse ma per la maggior parte è una diretta conseguenza di una crescita generalizzata della pressione fiscale, della rigidità delle istituzioni e del mercato del lavoro oltre che dell’eccessivo peso della burocrazia (adempimenti sproporzionati caricati totalmente   sulle imprese regolari). Gravi danni i per le imprese che rispettano le regole, messe fuori mercato e magari costrette a chiudere. E il nostro mondo artigiano, purtroppo, come mostrano i dati sopra esposti, è particolarmente colpito da questa piaga. Come se non bastasse, al danno si aggiunge anche la beffa. L’uso improprio ma non infrequente, da parte dei media, del termine “artigiano abusivo” allorché viene scoperto un lavoratore, non iscritto alla Cciaa ( Camera di Commercio) e quindi all’albo professionale degli artigiani,  che esercita abusivamente una attività tipicamente artigianale non fa che accrescere la rabbia dell’artigiano vero che non solo nulla ha a che spartire con il lavoro irregolare ma che invece spesso ne subisce indirettamente le conseguenze».


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