Nei primi 9 mesi dell’anno perse 452 aziende in provincia
Piccole e medie imprese, Leonori: "Rimuovere al più presto le cause della crisi"
Nota di Confartigianato Imprese Macerata:
La lunga crisi economica che ha investito le economie di tutto il mondo ha sicuramente mostrato i maggiori effetti sui sistemi produttivi degli Stati più deboli. E questo è sicuramente il caso dell’Italia dove l’asse portante dell’economia, da sempre costituito essenzialmente dalla miriade di piccole e medie imprese, non è stato certo sostenuto e supportato da politiche appropriate: anzi, paradossalmente, è proprio sulle piccole e piccolissime imprese che si sono scaricati gli effetti più eclatanti della crisi in termini di reddito, di scarsa protezione occupazionale, di salvaguardia dell’integrità aziendale. «Anche sul nostro territorio – afferma il presidente provinciale di Confartigianato Imprese Macerata Renzo Leonori – la crisi è stata avvertita soprattutto dalle piccole imprese e, tra queste, in primo luogo, da quelle dell’artigianato. In provincia di Macerata, nel 2000 avevano chiuso i battenti 1.885 imprese e contemporaneamente ne erano state aperte 2.346, con un saldo positivo di 461 imprese: di questo saldo circa il 25% (116) era costituito da imprese artigiane. Nei primi 9 mesi dell’anno, nella nostra provincia si sono perse 452 aziende e ben 199 di esse, circa il 44% dell’intero saldo,sono imprese artigiane. In un sistema in cui – continua il presidente Renzo Leonori – gli istituti di credito preferiscono non correre rischi con l’economia reale e privilegiano impieghi finanziari, più redditizi e spesso più sicuri, in un sistema in cui il carico fiscale complessivo sulle imprese arriva fino al 70% dell’utile prodotto ed il costo della burocrazia viene stimato mediamente in 11.000 euro per ogni piccola e media impresa italiana per un totale complessivo di 5 miliardi l’anno, se non si mette mano urgentemente a questi “macigni” rimane difficile se non impossibile parlare di ripresa e di crescita. Occorrono interventi seri e importanti sia sul sistema creditizio, sia in materia fiscale (un buon inizio è sicuramente quello intrapreso dal Governo sul taglio del costo del lavoro e su quello dell’Irap, ma ci attendiamo interventi più incisivi soprattutto sulla tassazione degli immobili adibiti ad unità produttive), sia, infine, sulla burocrazia: ridurre drasticamente il carico di pratiche, passaggi ed autorizzazioni che asfissiano imprese e cittadini è diventata la priorità delle priorità. La pubblica amministrazione, costi quel che costi, va radicalmente ripensata e riformata. Non è possibile che essa rappresenti solo un ostacolo all’attività d’impresa il cui unico compito sembra essere quello di seppellire ogni progetto di sviluppo con un muro di pareri negativi, cavilli e con l’uso “esclusivo” di un linguaggio, il “burocratese”, sconosciuto all’imprenditore ed al cittadino normale, frutto anche di una legislazione passata capace di produrre, per ogni 10 norme abrogate, 13 nuove leggi! Ecco quindi che la principale richiesta che viene al Governo dalla quasi totalità delle imprese è quella di informatizzare “davvero, non per finta”, la P.A. partendo dalla connessione di tutte le banche dati. Permettere ad un’azienda di trattare gran parte delle pratiche per via telematica può sembrare cosa da poco, ma in realtà gli effetti sarebbero notevoli: costi ridotti, risposte più rapide, maggiore certezza sui tempi delle procedure e soprattutto, di conseguenza, più tempo da dedicare al lavoro ed alle iniziative per sviluppare le aziende ».

Con la consegna della ricetta da parte dell’imprenditore Germano Ercoli a Renzi, si è suggellato un patto d’acciaio tra la grande imprenditoria e la politica innovativa, veloce ed arrembante. Naturalmente, nella ricetta non potevano mancare riferimenti alle piccole medie industrie che rappresentavano la spina dorsale
del lavoro italiano, fatto di idee, sudore e genialità. Quindi per il futuro che prevedo roseo e produttivo, dobbiamo essere tutti pronti a ricongiungerci con la locomotiva della ripresa economica. PS Prego tutti quei disfattisti e ignoranti di non telefonarmi per dire che nella ricetta c’era scritto come si fanno i veri Vincisgrassi Marchigiani dall’antica ricetta del cuoco maceratese Antonio Nebbia.
Politiche appropriate? Istituti di credito che privilegiano altri interessi? Scusi ma lei negli ultimi 30 anni ha sempre occupato poltrone legate mani e piedi alla politica; ha eletto presidenti di importanti Enti della Provincia; avrà fatto parte di Consigli di Ammistrazione e chi più ne ha più ne metta; e ci sta a rompere le scatole sui perché e sui percome?
Vuole una risposta sicura sulle cause dei problemi su cui blatera? organizzi una cena con tutti i presidenti e vicepresidenti che conosce, fate una bella foto di gruppo poi guardatela.
UN BEL TACER NON FU MAI VANO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Mettiamoci l’animo in pace: prima di dieci anni non risolveremo nulla.
Solo i politici continueranno a mangiare e ad ingannare, poiché se non c’è riuscito Monti che è un professore ed economista, non ci riuscirà Renzi che non ha mai lavorato.