Sindacati contro i presidenti delle Bcc:
“Mancato rispetto
degli impegni retributivi”
Le organizzazioni sindacali hanno aperto una vertenza per veder riconosciuto il premio di risultato. “Inaccettabile la volontà delle sole banche cooperative delle Marche di non applicare le regole del contratto nazionale.” In provincia di Macerata sono circa 250 i lavoratori interessati
Sindacati contro banche di Credito Cooperativo marchigiane, dopo la volontà della federazione regionale delle Bcc di non voler riconoscere ai dipendenti il pagamento della parte variabile della retribuzione, quel premio di risultato connesso con gli andamenti aziendali e che vale all’incirca una mensilità per ogni lavoratore. Interessati alla vertenza sono oltre 1500 dipendenti in tutta la regione e circa 250 nella sola provincia di Macerata dove sono presenti la Bcc di Civitanova, la Banca dei Sibillini e la Bcc di Recanati i cui dipendenti, stante il passivo con cui la banca ha chiuso il 2013, non dovrebbero vedere in ogni caso corrisposta la frazione variabile del loro stipendio per il 2014. I sindacati di categoria, dopo la presa di posizione dei presidenti delle Bcc, hanno aperto una vertenza per sollecitare il regolare pagamento delle retribuzioni, definendo in un loro comunicato “inaccettabile la volontà delle sole Bcc delle Marche di non voler applicare le regole sancite dal contratto nazionale, mentre in tutte le altre regioni d’Italia le Banche di Credito Cooperativo hanno dato luogo al regolare e puntuale rispetto degli impegni retributivi”. I sindacati, oltre a chiedere il rispetto delle regole stabilite a livello nazionale, definiscono la posizione della delegazione dei presidenti delle Bcc come un “pessimo segnale per il Credito Cooperativo marchigiano, anche a livello d’immagine, credibilità e reputazione una prospettiva per nulla lungimirante che, minando dal basso la fiducia dei propri collaboratori, finisce per indebolire le prospettive stesse di tenuta del Credito Cooperativo”. Dircredito, Fabi, Fiba-Cisl, Fisac-Cgil e Uilca, in chiusura di comunicato, hanno inoltre ricordato come le Bcc siano cooperative dove “gli amministratori, che non sono i proprietari, ma sono soci proprio come la maggior parte dei loro dipendenti, non possono chiedere i sacrifici sempre e solo ai lavoratori”.

………….che a lamentarsi siano i bancari……
i sindacati dovrebbero preoccuparsi di disoccupati, cassintegrati…..ma forse il loro obiettivo è altro…sarà forse opportuno allora che si interessino dei privilegi dei poveri deputati, senatori e consiglieri regionali oggi in pericolo di essere ridimensionati!