“Le Migliori Marche”
trampolino di lancio per Expo 2015
MACERATA - Un convegno ha aperto l'iniziativa inserita nell'ambito di Degust'azioni.I rettori Lacchè e Corradini: "Abbiamo un problema identitario. i nostri imprenditori devono riagganciarsi al territorio"
di Claudio Ricci
Le Migliori Marche, vetrina a cielo aperto delle eccellenze regionali promosse dai locali di Macerata (leggi l’articolo), prende il via sotto la stella dispettosa del maltempo. In attesa che i venti spazzino le nubi, lasciando che il week end sia favorevole alla miriade di eventi in programma, il dibattito “Made in Marche. Percorsi ed Orizzonti verso Expo”, inaugurazione ufficiale dell’iniziativa, cerca piuttosto di diradare le nebbie di istituzioni ed operatori del territorio sulle possibilità da non mancare in vista dell’esposizione mondiale di Milano del 2015 “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”. Ricca la tavola rotonda all’asilo Ricci promossa dall’amministrazione comunale e dall’assessore Federica Curzi per presentare l’evento.
Si parte con le riflessioni dei due rettori di Macerata e Camerino Luigi Lacchè e Flavio Corradini, che più da accademici parlano da osservatori privilegiati di un territorio che nelle due università trova luoghi di promozione e visibilità nazionale. «La globalizzazione ci ha colto di sorpresa – argomenta Lacchè – mettendoci a confronto con un mondo smisurato. Se a questo si unisce che la nostra regione soffre un po’ di perifericità occorre prendere a modello manifestazioni come “Le Migliori Marche” per considerare in maniera nuova ciò che è vicino a noi (prodotti, tradizioni e patrimonio storico culturale) in uno sforzo volto al bilanciamento identitario. In questo il modello di “tipicità” e di riferimento, partendo come un luogo di sintesi delle promozione di beni materiali e immateriali del territorio e arrivando oggi al brand dinamico che la Regione vuole ad Expo 2015. Altra nota positiva è che manifestazioni come questa contribuiscono a colmare la frattura tra il centro e la periferia della città restituendo un’immagine di Macerata organica e compatta che fa presa sui visitatori ed è attrattiva per produttori e operatori turistici».

Flavio Corradini, Angelo Serri e Marianna Varagona al covegno di apertura de “Le Migliori Marche” all’Asilo Ricci
Sostiene e rinforza le argomentazioni il rettore Corradini che non manca di sottolineare alcune criticità nella scarsa attitudine marchigiana a saper vendere ciò che già viene prodotto all’insegna della qualità. «Da buon girovago mi sono reso conto che altrove si sè un po’ confusi su cosa sia Macerata e dove si trovi. Tutti i maggiori marchi della zona e i rispettivi imprenditori soffrono un pò di questo disallineamento tra territorio di provenienza e produzione. Ad esempio quanti in Italia o nel mondo sanno dove vengono prodotte le Tod’s ? Mi piacerebbe che a partire da Expo le eccellenze siano agganciate al territorio che le rende tali per determinate peculiarità».
Un problema serio che puntualmente viene riproposto come argomento da talk show senza giungere a soluzioni concrete quello della crisi comunicativo-vocazionale delle Marche. Ma in vista dell’Expo, per cui già da ora si prevedono più di 20 milioni di visitatori (tra italiani e stranieri) stringe il tempo per caricare gli archi con le frecce giuste da scoccare, anzitutto quella della tutela del 100% made in Italy (come sottolinea il vicepresidente vicario di Confartigianato Enzo Mengoni) e le debolezze del sistema dei trasporti regionale a partire dalle tratte aeree quasi inesistenti fino al taglio della supervelocità Italo, recentemente deciso da Trenitalia. «Portare qui i turisti di Expo è un dovere della Regione – sottolinea Angelo Serri, direttore di Tipicità – accoglierli bene invece la nostra missione. A proposito ci sono nuove opportunità di collegamento che abbiamo sperimentato con “Tipicità”, tra cui il consorzio di autolinee Vectorone che collegherà le Marche a Milano grazie al sodalizio delle maggiori compagnie regionali e nazionali e trattative in corso per il ripristino di Italo almeno per l’estate. Senza contare la rete di privati che organizza servizi di navetta-shuttle per la fiera».
Oltre la teoria c’è la buona pratica e non ne mancano esempi al dibattito tra cui la positiva esperienza nel settore dell’incoming registrata dal consorzio MarcheMaraviglia (partner di “Le Migliori Marche”) e quella sulla promozione social delle tradizioni artigianali come il contest promosso dal team di Instagramers Marche in seno a Degust’azioni con cui si verranno premiate le foto più belle della passeggiata nella Macerata delle eccellenze a partire dal laboratorio di tessitura La Tela. Per chi invece non volesse partecipare all’Instawalk saranno a disposizione le navette che gireranno per tutta la città per degustare (vino o birra) in sicurezza attraverso i bar aderenti. “La Movida non Guida” docet.



Bene la sinergia tra i due atenei della provincia – ce ne vorrebbero almeno tre, ma si sa che a questo mondo niente è perfetto – i quali riescono brillantemente laddove altri continuano a fallire, si pensi ad esempio a quella storica rivalità che si trascina anacronisticamente tra l’ateneo di Oxford e quello di Cambridge.
In vista di Expo2015 – alla ricerca di bilanciamento identitario e per agganciare l’immagine del territorio alla migliore eccellenza che esso è senz’altro in grado di produrre – lancerei questi due così informali rettori come novelli Simon & Garfunkel a cantare The Sound of Silence:
«And in the naked light saw
Ten thousand people, maybe more
People talking without speaking
People hearing without listening
People writing songs that voices never share.
And no one dare
Disturb the sound of silence.»
(E nella luce fredda io vidi
diecimila persone e forse più.
Persone che parlavano senza dire nulla,
persone che ascoltavano senza capire,
persone che scrivevano canzoni che le voci non potevano cantare assieme.
E nessuno osava
disturbare il suono del silenzio.)