Sciopero bianco anche da I Guzzini
per gli alluvionati di Genova

LEGGE DI STABILITA' - L'iniziativa lanciata in 4 aziende aderenti alla Filctem Macerata. No del sindacato all'aliquota del 20% sui fondi pensione, proseguono le mobilItazioni in vista del 25 ottobre. L'allarme della Cgil Marche per i tagli alla Regione sulla sanità

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FILCTEM

Antonio Romano, Vincenzo D’Alessandro, Daniel Taddei e Tonino Talamone

di Gabriele Censi

Un’ora di sciopero il giorno 22 ottobre è stata proclamata dalla Filctem Cgil per proseguire la mobilitazione contro il Jobs act del governo e i recenti provvedimenti della legge di stabilità. Lo ha annunciato stamattina il segretario provinciale Vincenzo D’Alessandro in una conferenza stampa con il segretario Cgil Daniel Taddei e due rappresentanti delle Rsu delle 4 aziende che hanno promosso l’iniziativa, Antonio Romano (I Guzzini) e Tonino Talamone (Triveneta Cavi). Le altre due aziende sono la Fratelli Guzzini e il suolificio Delta. In totale sono coinvolti circa 1200 lavoratori che nell’ora di sciopero non smetteranno di lavorare ma il compenso verrà devoluto alle vittime dell’alluvione di Genova. “In questa campagna riscontriamo la massima attenzione dei lavoratori, un’ora persa pesa di questi tempi ma la scelta solidale è nella consapevolezza che sono sempre gli stessi a pagare delle scelte politiche – dice D’Alessandro – e sono molti anche i lavoratori stranieri che hanno aderito”. Taddei ricorda i temi su cui è centrata la campagna che porta alla manifestazione del 25 ottobre: “L’articolo 18 è un falso problema lo certifica anche l’indagine Excelsior di Unioncamere (leggi l’articolo) , il provvedimento è un attacco ai diritti con l’introduzione della videosorveglianza e del demansionamento”

“C’è tanta approssimazione nei provvedimenti del governo, continua D’Alessandro – la riforma delle pensioni negli anni ha prodotto per il futuro pensioni più basse, la soluzione doveva essere la pensione integrativa con il Tfr, ora si dice che i lavoratori possono scegliere , ma la volontarietà è solo teorica di fronte al bisogno anche se si sa che creerà un problema domani. E intanto si porta la tassazione dei fondi previdenziali al 20%”.  Critiche alla legge di stabilità che taglia fondi agli enti locali: “Significa meno sanità, meno trasporti, meno mense scolastiche e asili, – dice Taddei – a fronte di una riduzione dell’Irap a pioggia che non creerà posti di lavoro ma profitti per le aziende che hanno mercato, mentre quelle in crisi non ne gioveranno. Per nonparlare dei 200 milioni per la scuola privata, proprio lo stesso importo che si taglia per le agevolazioni ai contratti integrativi…”

“C’è rabbia ed esasperazione tra i lavoratori – dicono le Rsu – e per fortuna è indirizzata in forme di protesta come questa, a cui speriamo si uniscano in molti anche di altri comparti produttivi”. Nel territorio la crisi non cessa, vanno bene le aziende che  esportano, qui il trend è in crescita, ma il mercato interno è fermo e soprattutto manca liquidità. Questa la situazione che illustra il segretario D’Alessandro: “La crisi con la Russia condiziona il calzaturiero, la plastica è ferma e dal 2008 non si trova una via di uscita, speravamo in una nuova politica europea ma siamo disillusi dal ruolo che sta svolgendo l’Italia”.

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25 ottobre cgilIn una nota stampa l’allarme della Cgil Marche per i tagli alla Regione sulla sanità: «Il governo impone tagli per 4 miliardi alle Regioni e siccome il 75% delle spese regionali riguardano la sanità i tagli ci saranno. E allora diventa un “trucco” dire che il governo non tocca il finanziamento del Servizio sanitario nazionale fissato dal “Patto per la Salute”. Se poi la riduzione dell’Irap non sarà compensata, rischia di crollare il finanziamento per i Livelli essenziali di assistenza. È bene che si sappia che il nostro Servizio Sanitario Regionale non può reggere un ulteriore taglio alla spesa del personale dopo le manovre finanziarie di contenimento degli ultimi anni che hanno determinato una significativa diminuzione degli operatori sanitari. Il rischio concreto nella nostra Regione è che i tagli imposti dal governo vanifichino gli effetti del “protocollo” sottoscritto dalla Regione Marche in data 17 febbraio con Cgil-Cisl-Uil soprattutto per quanto concerne il capitolo “risorse umane” che prevede la copertura del turn over al 100% e la proroga dei contratti di lavoro a termine fino alla stabilizzazione del personale precario. La stessa Regione Marche con la sottoscrizione in data 17 febbraio u.s. del “Protocollo” con Cgil-Cisl-Uil  ha ammesso che i tagli operati sui livelli occupazionali e sulla spesa del personale sono stati significativi. Nel solo confronto 2011 – 2012 le Marche hanno registrato in un anno una perdita di 491 operatori sanitari fra le diverse figure professionali (dato ufficiale) e la perdita complessiva nel triennio 2011 – 2013 si attesta su circa 1.500 operatori. Per noi “spending review” deve significare lotta alla corruzione e agli sprechi ed i risparmi devono restare nell’ambito del sistema socio sanitario ed essere restituiti ai cittadini con più servizi e meno ticket e per rinnovare il contratto ai lavoratori della sanità. Invece questa “spending review” è finta: serve solo a finanziare la manovra economica, scaricandola poi sui cittadini tramite le regioni e i comuni. Cittadini che già rinunciano alle prestazioni sanitarie causa una significativa riduzione del reddito disponibile. Infatti, l’11,1% della popolazione (dato Istat ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria erogabile dal Servizio Sanitario pur ritenendo di averne bisogno. Oltre una persona su due rinuncia per motivi economici e circa una su tre per motivi di offerta. Gli operatori della sanità scendono in piazza il 25 ottobre a Roma alla manifestazione della CGIL anche per salvare il diritto alla salute.»


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