1.450 lavoratori ex Merloni in mobilità, l’appello a Renzi

Regioni Marche e Umbria e sindacati chiedono incontro al presidente del Consiglio

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L’incontro di oggi in Regione

 

Da oggi 1.450 lavoratori della ex Antonio Merloni sono avviati alla mobilità, cioè al licenziamento: 820 nelle fabbriche di Fabriano e 630 a Gaifana di Nocera Umbra. Sono gli operai non riassunti dalla J & P di Porcarelli che, pur fra mille difficoltà (da ultimo l’annullamento dell’acquisizione di ramo d’azienda da parte della corte di Appello di Ancona) ha riassorbito 700 addetti del gruppo elettrodomestico fondato da Antonio Merloni, la più grande azienda contoterzista europea fino agli anni ’80, crollata sotto il peso della crisi economica, particolarmente punitiva nel settore del ‘bianco’, e di scelte industriali sbagliate.

Un incontro urgentissimo con il presidente del Consiglio Matteo Renzi, per sbloccare la gravissima situazione è stato hanno richiesto dai presidenti delle Regioni Marche e Umbria, Gian Mario Spacca e Catiuscia Marini, i segretari generali e di categoria di Cgil, Cisl e Uil e il presidente della JP Industries Giovanni Porcarelli. La decisione di sollecitare nuovamente e con forza il presidente Renzi, è stata assunta oggi nella sede della Regione Marche durante un incontro tra istituzioni regionali (erano presenti per le Marche il presidente Spacca e l’assessore alle Attività produttive Sara Giannini e per l’Umbria l’assessore Vincenzo Riommi), i segretari generali regionali di Cgil, Roberto Ghiselli, Cisl, Stefano Mastrovincenzo e Uil, Graziano Fioretti, i rappresentanti dei sindacati di categoria e Giovanni Porcarelli.
13-10_2014_Sindacati_01“Siamo a sollecitare nuovamente – si legge nella lettera inviata a Renzi e, per conoscenza, al sottosegretario Presidenza del Consiglio Graziano Del Rio, al ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi e al viceministro allo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti – la sua attenzione e, soprattutto, un incontro urgentissimo in merito ad una vicenda gravissima che coinvolge oltre 2.000 lavoratori tra Marche e Umbria, senza voler considerare la filiera dell’indotto di piccole imprese.  Ci riferiamo alla situazione occupazionale della JP Industries e all’Accordo di Programma per la reindustrializzazione delle aree colpite dalla crisi della ex-Ardo. Nel primo caso la procedura di vendita gestita dal Ministero dello Sviluppo Economico rischia incredibilmente di essere annullata per criticità formali. Nel secondo, le misure nazionali dell’Accordo di programma, sempre gestito dal Ministero dello Sviluppo Economico e Invitalia, non stanno producendo alcun esito: 35 milioni di Euro giacciono ancora inutilizzati e nessun progetto di rilancio occupazionale è stato al momento approvato, né nelle Marche né in Umbria, a pochi mesi dalla scadenza dello stesso Accordo. Questo avviene mentre, al contrario, le analoghe misure regionali hanno prodotto l’avvio di oltre 40 nuove iniziative imprenditoriali sullo stesso territorio. Le Marche e l’Umbria, dunque, stanno rischiando di consolidare una crisi occupazionale senza precedenti. Tale situazione non è accettabile. E’ necessario, dunque, un incontro urgentissimo con il Governo nazionale per definire iniziative immediate da attivare per evitare che questa situazione devastante generi effetti irreversibili sulla coesione sociale ed economica delle due regioni”.


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