Olive: “Una delle peggiori raccolte di sempre”

Stimato dalla Coldiretti un crollo della produzione di olio del 40% per l'andamento climatico. Anticipate le operazioni per salvaguardare la qualità
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oliva-olio-raccolta-scalaScatta nelle Marche la raccolta delle olive ma le prime stime indicano un crollo di produzione del 40 per cento. Ad affermarlo è la Coldiretti, con i problemi causati dal maltempo che hanno costretto i produttori ad anticipare le operazioni negli uliveti del territorio regionale. Gli effetti di freddo, pioggia e grandine dei mesi scorsi potrebbero, infatti, far scendere la produzione addirittura sotto i 20mila quintali, una delle peggiori campagne di sempre. “Anticipando la raccolta sarà possibile salvaguardare la qualità del nostro olio extravergine ma resta il fatto che questa è un’annata decisamente da dimenticare, principalmente a causa dell’andamento climatico tutt’altro che favorevole – sottolinea Tommaso Di Sante, presidente della Coldiretti Marche -. Le rese saranno inevitabilmente più basse, mentre i costi di produzione sono schizzati alle stelle, come del resto accaduto anche per il vino”. “Fino alla fioritura le cose sono andate abbastanza regolarmente, ma freddo e pioggia hanno condizionato la fase dell’allegagione, ovvero il passaggio dal fiore al frutto – spiega Pierluca Federici, presidente di Aprol Marche, l’Associazione produttori olivicoli della nostra regione -. Tanto il freddo quanto il caldo sono arrivati nei momenti sbagliati e il raccolto ne ha ovviamente risentito”.

Una situazione che accomuna le Marche al resto d’Italia e che apre il rischio di un’invasione di prodotto dal Nord Africa e dal Medio Oriente dove non sempre si osservano gli stessi requisiti qualitativi e di sicurezza. Per questo occorre applicare le importanti modifiche alla disciplina introdotta dalla legge salva olio approvata nel febbraio 2013 sotto il pressing della Coldiretti che contiene misure di repressione e contrasto alle frodi e di valorizzazione del vero Made in Italy, ma che ancora oggi è inapplicata per l’inerzia della pubblica amministrazione e per l’azione delle lobby a livello nazionale e comunitario. Secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, le aziende olivicole nelle Marche sono circa 22.000 su una superficie di 13mila ettari di oliveti, con 160 frantoi attivi. Per quanto riguarda il biologico, la aziende sono 1.000, per una superficie di circa 1.600 ettari. Il valore della produzione olivicola marchigiana è di 20 milioni di euro. Le Marche vantano anche due Dop nel settore olivicolo (Olio di Cartoceto Dop e Oliva Ascolana del Piceno Dop).



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