Gus e Comune rispondono a Forza Italia:
“Macerata Accoglie
qualifica la nostra città”

Dopo le dichiarazioni di Riccardo Sacchi sul mancato dialogo con l'amministrazione per il progetto, il vicesindaco Curzi precisa: "L'investimento che abbiamo fatto è niente se confrontato con il finanziamento da 1 milione e 900 mila euro che entra nel nostro territorio"
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L'assessore Federica Curzi

L’assessore Federica Curzi

Il comune di Macerata e il Gus (Gruppo Umana Solidarietà) sono impegnati nell’accoglienza dei rifugiati politici con il progetto “Macerata accoglie”, finanziato dal Ministero dell’Interno. A questo proposito, nei giorni scorsi il consigliere di Forza Italia Riccardo Sacchi è stato protagonista di dichiarazioni sugli organi di informazione fonte di confusione e discredito circa tale attività (leggi l’articolo), sulla quale il Comune vuol fare chiarezza nel rispetto dell’autenticità e del diritto ad una corretta informazione dei cittadini.
Il rapporto con il Gus per l’erogazione dei servizi destinati ai richiedenti asilo politico e rifugiati nasce dal bando Sprar “Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati” emesso dal ministero dell’interno il 30 luglio 2013, finanziato per il triennio 2014/2016 con il fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’Asilo. Per partecipare al bando, il Comune, nel settembre dello scorso anno, ha emanato un avviso esplorativo per la ricerca di idee progettuali per l’accesso al contributo, cui ha risposto solo il GUS di Macerata. I progetto di Macerata, gestore il Gus, è risultato tra i primi finanziati in Italia ed è finalizzato all’accoglienza di soggetti che fanno richiesta di protezione internazionale, in considerazione del fatto che la nostra città, essendo capoluogo di Provincia e quindi sede di Prefettura, Questura e Ufficio immigrazione, attrae per sua natura questa tipologia di utenza che si rivolge ai Servizi sociali del Comune.
Entrando nel dettaglio, l’intervento consiste nella messa a disposizione di 65 posti (posti 50 + 15 di ampliamento come richiesto da bando), per un massimo di 6 mesi di accoglienza per beneficiario, a partire dal riconoscimento della protezione.
Ciò significa che nei tre anni di progetto sono coinvolti dalle attività circa 390 richiedenti protezione internazionale cui viene fornito quanto necessario alla prima accoglienza e per renderli autonomi nell’arco dei sei mesi successivi nei quali la normativa attuale non consente loro di svolgere attività lavorativa. Dopo questo periodo non avranno più alcun aiuto e beneficio. Si fornisce loro accoglienza materiale (vitto, alloggio e vestiario di base), mediazione linguistica e culturale; orientamento ai servizi del territorio, corsi di lingua italiana, accompagnamento all’accesso ai servizi sanitari,formazione e riqualificazione professionale, orientamento ed accompagnamento all’inserimento lavorativo, orientamento ed accompagnamento all’inserimento abitativo e sociale, tutela legale e psico-socio-sanitaria.
I fondi assegnati al progetto ammontano a 782.887 euro annuali, per un totale di 2.348.662 euro nei tre anni di progetto, cui partecipano Ministero, Comune, Gus, ARCI, Cooperativa Faber GUS, Fondazione Banco Alimentare. I fondi erogati dal Ministero ammontano a 626 euro annui per un totale di circa  1 milione e 900mila euro in tre anni che vanno a beneficio del nostro territorio sotto forma di affitti pagati ai proprietari degli alloggi che i rifugiati occupano, di derrate alimentari e vestiario che vengono acquistate nei negozi della città e dell’apporto che arriva dai ragazzi che qui vivono e che frequentano i locali pubblici cittadini. Aggiungendo a ciò che gli addetti che lavorano al GUS in questo progetto sono tutti professionisti residenti nel territorio.
Si tratta di fondi ministeriali che non sarebbero mai arrivati nel nostro territorio se non con questo progetto di cui il Gus è gestore, che è in linea con le finalità del governo italiano nel settore dell’accoglienza ai rifugiati politici nel rispetto degli accordi internazionali siglati.
“Tutt’altro quindi che una distrazione di risorse che potrebbero essere destinate ai maceratesi, come paventa Sacchi con affermazioni quantomeno scioccanti e anacronistiche in una società multiculturale – afferma la vice sindaco Federica Curzi citando i moniti di Amnesty International di 15 giorni fa, gli appelli delle Nazioni Unite e il dialogo aperto in Europa dopo la tragedia di Lampedusa di un anno fa esatto.
“E’ irrilevante – aggiunge – il fatto che il Comune anticipi mensilmente parte del finanziamento, questione imprescindibile per le attività da svolgere, considerato che il Ministero eroga i fondi a fine anno, ovvero a settembre il 50% e a novembre il saldo”. L’onere per il Comune relativamente a questo progetto in fatto di liquidi ammonta a 30 mila euro in tre anni (10 mila euro l’anno) cui si aggiunge la monetizzazione dell’impegno del personale comunale ad esso destinato. Il tutto – si sottolinea ancora – a fronte di 1 milione e 900 mila euro che entrano nell’economia del nostro territorio.

«Sarebbe giusto affidare una tale quantità di finanziamenti ad enti che siano obbligati alla trasparenza, molto più di quanto non lo sia qualsiasi associazione», aveva detto Riccardo Sacchi durante la conferenza stampa. Un punto su cui era già intervenuto l’avvocato Andrea Marchiori, che a luglio scorso aveva chiesto più trasparenza (leggi l’articolo) proprio a Paolo Bernabucci, responsabile del Gus, il quale a sua volta aveva risposto: «Dubbi e perplessità sul progetto Sprar di Macerata ma chi ha il compito di valutarlo lo ritiene uno dei migliori in Italia. Dice che non c’è controllo ma è il controllo continuo e sistematico che viene fatto da Roma e da Macerata che è uno dei suoi punti di forza. E’ stato chiesto un anticipo mensile di 50 mila euro che copre solo una parte della somma che ogni mese noi anticipiamo per lo svolgimento delle attività. Con alcune banche abbiamo concordato un finanziamento che chiudiamo entro la fine di ogni anno ma che, come ovvio, ha i suoi costi» (leggi l’articolo).

 



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