Confartigianato in prima linea contro il blocco delle importazioni in Russia
Il presidente del settore Moda Mazzarella: "Notizia preoccupante per le nostre imprese, l’impatto delle nuove disposizioni è di estrema gravità"
Riceviamo da Confartigianato Imprese Macerata:
In data 11 agosto 2014 il governo russo ha approvato una nuova normativa che impone a soggetti a controllo pubblico il divieto di acquisto di tessuti, calzature e capi di abbigliamento di produzione straniera. Il decreto “sull’imposizione del divieto di introdurre prodotti dell’industria leggera di produzione straniera da parte di soggetti pubblici per l’effettuazione di acquisti volti alla soddisfazione di necessità federali”, proibirà quindi agli enti pubblici russi, a partire dal primo settembre 2014, di acquistare prodotti tessili, abbigliamento, calzature e articoli di pelletteria prodotti al di fuori dall’Unione Doganale tra Russia, Bielorussia e Kazakhstan. La norma non ha però alcuna valenza per il mercato privato.
Inoltre, con il decreto governativo del 19 agosto “Sull’introduzione del divieto di esportare semilavorati di pelle dal territorio della Federazione Russa” è stato introdotto un blocco semestrale (dal 1 ottobre 2014 al 1 aprile 2015) all’export di pelli semilavorate. Quanto ai prodotti oggetto del blocco, tra essi rientrano le pelli conciate allo stato umido di bovini ed equini senza pelliccia.
“Questi provvedimenti rappresentano davvero una notizia preoccupante per le nostre imprese della moda – commenta in proposito il presidente nazionale Confartigianato Moda Giuseppe Mazzarella – Dopo l’alimentare infatti, la “mannaia” della Russia si abbatte ora anche sul mondo della moda, in cui ci sono moltissime imprese che sono fornitrici abituali di calzature sul mercato russo, ed altre che lavorano in regime di quasi esclusiva con la Russia. Per tutte queste imprese l’impatto delle nuove disposizioni è quindi di estrema gravità”.
“Come presidente nazionale Confartigianato Moda, nonché membro del Consiglio di Amministrazione dell’ Ice, Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane – spiega quindi Mazzarella – mi impegnerò affinché Confartigianato, insieme a Rete Imprese Italia, possa far pressione nei confronti degli organi di Governo al fine di poter favorire un dietro front su tali provvedimenti, e soprattutto per impedire che queste disposizioni si allarghino a tutti i codici doganali legati ai prodotti esportati in Russia. In questo modo infatti – conclude il Presidente – verrebbe irrimediabilmente penalizzato tutto il settore tessile, abbigliamento, calzature e pelletteria, un’industria fondamentale per l’economia made in Italy”.

Quando si dice che l’Europa non ha una politica estera efficace per combattere la competitività della Cina, India, Brasile è proprio vero. Paesi europei che erano legati agli affari delle ex colonie africane e medio orientali, oggi abbandonate a se stesse, come si vede da Lampedusa il futuro dell’Europa non è affatto edificante. L’embargo verso la Russia penalizza l’Italia nei settori della moda e alimentare. Sono giuste le motivazioni del Presidente del settore Moda – Confartigianato Mazzarella. Le Marche vivono di queste sane e geniali industrie manufatturiere. L’auspicabile dietro front deve esser preso dai nostri parlamentari anche perché il fermo di certe produzioni non fa certo impressionare alla Russia di oggi. Quando negli anni cinquanta Enrico Mattei contro tutti esportava in URSS i tubi per metanodotti prodotti dalla Finsider di Taranto e concimi Anic prodotti a Ravenna, la politica italiana si compattò in nome dei lavoratori e per un’Italia non più sottomessa dai soliti stati europei che solo loro potevano gestire il commercio che li ha fatti progredire in barba dei tanti paesi che oggi ci spediscono i loro disperati. Che differenza con i parlamentari di quel tempo. Ivano Tacconi capo gruppo Udc (ultimo Tambroniano) Comune di Macerata
Un’Europa inetta ci sacrifica per un’Ucraina di cui non sappiamo nulla, solo perché vogliono strapparla alla Russia. E ci lamentiamo se la Russia, a cui vengono somministrate sanzioni, poi non si rifaccia anch’essa con i ricatti?
Abbiamo degli idioti che ci governano. Francesi, britannici, americani e pure italiani hanno inneggiato alla “primavera araba”, un’utopia nata dalle menti ignoranti di chi non conosce il Corano, che ti concede al massimo il Califfato, ma non della democrazia. A cui si arriva dopo secoli di lotte. Questi idioti hanno abbattuto Gheddafi, un criminale megalomane che però ci garantiva frontiere sicure e prodotti energetici. Al pari di un altro criminale come Saddam. Al pari di un Mubarak. Costoro sapevano che le popolazioni sottoposte dovevano essere trattate col pugno di ferro, perché solo così si può avere la pace. Noi siamo degli idioti che dicono di fermare i terroristi islamici, ma non a cannonate. Cielo, in che mani siamo finiti!