L’Università lancia il corso
in Beni Culturali e Turismo

MACERATA - Presentata la nuova interclasse che sostituisce la facoltà distaccata di Fermo e avrà sede al polo di scienze della Formazione a Vallebona. Iscrizioni dal 1 agosto. Il rettore Lacchè: " Intercettiamo il mainstream nazionale di sgravi fiscali a chi investe in cultura. I laureati sapranno tutelare il patrimonio del nostro territorio valorizzandolo"

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Umberto Moscatelli, Michele Corsi, Luigi Lacchè e Katia Giusepponi

 

di Claudio Ricci

Il provvedimento del Governo in favore delle detrazioni fiscali per gli investitori in attività culturali fa ben sperare istituzioni, soggetti e operatori del settore riguardo nuove prospettive per un rinvigorimento del mercato dell’economia culturale. L’università di Macerata coglie a pieno questa opportunità lanciando il nuovo corso di laurea in Beni Culturali e Turismo che partirà da settembre nel polo di Scienze della Formazione a Vallebona. A presentare la nuova interclasse, che di fatto sostituirà la facoltà di Beni Culturali  di Fermo, di cui era stata decisa la chiusura già a dicembre (leggi l’articolo) il rettore Luigi Lacchè, il direttore del Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni Culturali e Turismo, Michele Corsi e i docenti Katia Giusepponi e Umberto Moscatelli.

«Il rapporto nazionale di Unioncamere recentemente presentato da Symbola anche nella nostra università (leggi l’articolo) mostra come nelle Marche si punti negli ultimi anni proprio sul binomio beni culturali-turismo – spiega Lacchè – I dati rilevano che i maggiori investimenti si registrano proprio nelle province di Macerata e di Pesaro. Proprio queste industrie culturali creative potranno beneficiare, grazie al provvedimento recentemente approvato dal governo, di massicce detrazioni fiscali (fino al 65%). In quest’ottica si inserisce la volontà dell’Università di offrire una nuova laurea che farà da base  ai già esistenti percorsi formativi specialistici in “Management dei Beni Culturali” e “Progettazione e Gestione dei Sistemi Turistici”. Con questa mossa intercettiamo la nuova tendenza del “mainstream nazionale” ad agevolare investimenti nei  beni culturali. La tutela dei beni culturali non può esistere senza adeguate strategie di valorizzazione. I futuri laureati del corso  sapranno comunicare queste strategie trattando con competenza prodotto bene culturale, sfruttando i nuovi linguaggi tecnologici e rivolgendosi ad un pubblico segmentato come quello di turisti che vengono da tutto il mondo nel nostro territorio».

unimc beni culturaliIl range di professioni  a cui i laureati potranno ambire è vasto. Dal manager culturale per pubblico e privato all’organizzatore di mostre ed eventi d’arte. «La progettazione del nuovo corso di laurea poggia su 4 pilastri – commenta il direttore del dipartimento, Corsi – Semplificazione, internazionalizzazione (progettazione europea), formazione e occupazione. Il Cun (consiglio Universitario Nazionale) non ha apportato la minima correzione alla proposta dell’università sul nuovo corso di laurea, un segno questo di qualità e prestigio».

Una scelta che si inserisce perfettamente anche nel laboratorio naturale in cui gli studenti potranno applicarsi. «Gli studenti potranno usufruire, per i loro studi di una regione come le Marche – sottolinea la professoressa  Giusepponi- che mette a disposizione un enorme laboratorio a cielo aperto, fatto di bellezze paesaggistiche, storiche e di tradizioni culturali» Figure professionali, che  in questa ampia gamma di prodotti culturali dovranno saper curare la qualità dell’informazione. « Il prodotto culturale è ormai a tutti gli effetti un bene da vendere – dice il professor Moscatelli –  quindi è necessario che chi venda questo prodotto abbia la capacità di comprendere ciò che si trova davanti, dimostrando anche capacità di interlocuzione con la pubblica amministrazione, che oggi, proprio in virtù della recente normativa nazionale, apre possibilità di dialogo del tutto nuove». In conclusione l’università si fa interprete dei tempi che corrono, abbracciando quella logica “smart” che oggi l’Europa richiede in vista degli obiettivi di ammodernamento di “Orizon 2020”. Una strategia che risponde anche ad una logica numerica, rispettando in primis le cifre di proiezione per la nuova campagna di iscrizioni che inizierà il 1 agosto, in secundis quella degli studenti già iscritti a Beni Culturali e lasciati senza una struttura di riferimento dopo l’accorpamento, nell’ interclasse di Macerata, del distaccamento dei Beni Culturali di Fermo».


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