Per la prima volta esposto al pubblico
il terzo manoscritto de L’Infinito di Leopardi

MACERATA - Un convegno dell'Università illustrerà la ricerca condotta sull’autografo riemerso del sommo poeta recanatese
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Il manoscritto di Leopardi

Il manoscritto di Leopardi

 

Nota dell’Università di Macerata:

Il terzo manoscritto autografo, recentemente ritrovato, dell’Infinito, la celebre poesia di Giacomo Leopardi, sarà esposto al pubblico in anteprima mercoledì 18 giugno nell’Aula Magna dell’Università di Macerata, dove a partire dalle ore 16 si svolgerà il convegno “L’Infinito. Un manoscritto ritrovato di Giacomo Leopardi”.
I lavori saranno aperti dal rettore Luigi Lacchè, dal direttore del Dipartimento di Studi umanistici Filippo Mignini, dal presidente del Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati Fabio Corvatta, dagli assessori alla cultura della Regione Pietro Marcolini e del comune Stefania Monteverde. A illustrare la ricerca filologica e critica condotta sull’autografo del grande poeta saranno: Luca Pernici, direttore degli Istituti culturali del Comune di Cingoli, che parlerà della scoperta del documento; Marcello Andria della Biblioteca universitaria di Salerno che ne esaminerà la grafia; Laura Melosi, responsabile della Cattedra Giacomo Leopardi di Unimc, che ne ricostruirà la storia; Fabio Massimo Bertolo della Minerva Auctions di Roma che farà il punto sui riflessi nel mercato dell’arte. Allo scrittore e critico letterario Emanuele Trevi è affidata la conclusione sull’Infinito.
Alle 19 Rossella Cappadone e il Quartetto dell’Accademia dei Filomusi eseguiranno “L’apparenza” per voce e quartetto d’archi, composta per l’occasione dal M° Massimo Morganti.
Il terzo manoscritto autografo dell’Infinito è riemerso da un archivio privato del Maceratese. La notizia è stata resa nota da Laura Melosi, responsabile della Cattedra Giacomo Leopardi dell’Università di Macerata e membro del Comitato scientifico del Centro nazionale di studi leopardiani di Recanati. L’esame grafico compiuto da Marcello Andria, già conservatore delle carte leopardiane della Biblioteca Nazionale di Napoli, ha certificato l’autenticità del documento, insieme ad altri particolari analizzati da Luca Pernici, direttore degli Istituti culturali di Cingoli, che ha rinvenuto il manoscritto in una collezione privata.

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