“Tre secoli di Editoria a Camerino”
con Corrado Zucconi
CHIAVE DI LETTURA - Presentato in anteprima il nuovo libro con prof. Pier Luigi Falaschi, l'editore Giovanni Ciccolini e l'autore stesso
di Simonetta Cipriani
Se pensiamo che, oggi, tra le strutture generali di supporto della Presidenza del Consiglio dei ministri, è stato istituito il Dipartimento per l’informazione e l’editoria, percepiamo sùbito l’importanza che proprio l’editoria ha assunto nel tempo, in quanto ha consentito e favorito il processo di divulgazione della cultura. Fin dall’inizio, anche le Marche hanno fatto la loro parte ed in particolare Camerino e dintorni vantano un’attività tipografica degna di attenzione. Pronto a cogliere tale significativo settore d’interesse è stato Corrado Zucconi Galli Fonseca, appassionato cultore della storia della sua terra, Camerino, che gli ha dato antichi natali. E ne ha fatto un’opera dedicata appunto a “Tre secoli di Editoria” dal 1523 al 1823, nella sua amata città. Il volume è edito Halley Informatica di Matelica, un’altra eccellenza del nostro territorio, ed evoca quasi un ricorso storico, visto che nelle Marche, ricorda l’autore, è proprio a Matelica che compare la seconda opera a stampa nel 1473.
Grazie alla sua tradizione, alla sua personale biblioteca di libri antichi, in parte ereditata ed in parte accresciuta dalla sua infaticabile curiosità per la storia delle origini, nonché grazie alla sua particolare inclinazione di bibliofilo, l’autore ha raccolto in schede alcuni contributi dell’editoria locale, provvedendo ad una personale selezione dei testi più significativi. Così in una conviviale del Rotary a Camerino, giovedì 12 giugno 2014, è stato presentato in anteprima il suo nuovo libro, che ha catturato il coinvolgimento dei partecipanti. E, come ha precisato il prof. Pier Luigi Falaschi, che ne ha curato la prefazione, l’autore ha colmato una lacuna, perché numerose città di provincia hanno affrontato l’evoluzione dalle origini della stampa, ma l’opera di Corrado Zucconi non si limita ad un elenco scheletrico, superabile dalle risorse del web. Al contrario, è un tesoro cittadino che coglie aspetti pregnanti della produzione libraria a Camerino, fornisce notizie sull’editore, sull’autore, sul contenuto e sull’importanza del libro, offrendo un campione rappresentativo della cultura locale. Non di meno, dalla rassegna compiuta emergono, anche, le figure degli scrittori che operarono a Camerino e che essa richiamò sia grazie agli editori, per l’operosità degli iniziatori delle stamperie e delle dinastie a cui dettero vita, sia grazie alla garanzia di realtà dotta. L’amore di Zucconi per la sua città, ha proseguito il prof. Falaschi, emerge anche nel mostrare una civilizzazione camerte, di provincia, apprezzabile, nel mettere in luce particolari ornamentali da intenditore, con una puntuale analisi dei frontespizi.
Il libro, in sostanza, assume il carattere di fonte storica perché ripercorre, con il fil rouge dello strumento editoriale, l’evoluzione culturale, civile e religiosa della storia di Camerino. Così, per fare solo qualche esempio, l’autore parte dall’opera “Le elegie giocose e festose” di Pacifico Massimi, un umanista ascolano, che venne edita nel 1523 dal bolognese Giovanni Giacomo De Benedetti, fermatosi in città per poco più di un anno, e racconta che si avvalse della “sua cassetta di stampatore ambulante” per questo libro, considerato tra i più osceni all’epoca e che oggi assurge a manifesto dell’omosessualità.
Dello stampatore Antonio Gioioso, Corrado Zucconi tratteggia, offrendo al lettore il gusto di ogni cromatico dettaglio, il frontespizio de “Gli Statuti della città di Camerino”, che, stante il particolare fascino, utilizza per la copertina del suo libro, e spiega che l’esemplare più bello è quello su pergamena, conservato nella Biblioteca Valentiniana. Ancora, l’autore descrive l’importante libro “I due dialoghi” di Giovanni Andrea Gilio, che inizia il ciclo della teoria pittorica controriformista, pubblicato sempre da Antonio Gioioso nel 1564, di cui riscontra la particolare marca editoriale, descrivendone minuziosamente le caratteristiche. Come pure scopre un testo di Democrito Vicomanni con esempi musicali su pentagrammi, edito da Francesco Gioioso nel 1585. Continua la rassegna fino a segnalare un calo dell’editoria dopo il 1630, per cui persino alcuni camerinesi andarono a stampare altrove, ed una successiva ripresa dopo circa cento anni, con l’editore Gabrielli. Da ultimo, si sofferma sul tipografo Vincenzo Gori, che arrivò in città nel 1779 e pubblicò testi scientifici e lavori legati all’Università degli Studi, sintomo di un rinnovato fermento culturale di stampo illuministico. L’ultimo libro esaminato, a stampa proprio di Vincenzo Gori, conclude Zucconi, risale al 1823. Insomma la rassegna è agevole, alla portata di tutti, come ha detto Giovanni Ciccolini della Halley Editrice, anche per l’ausilio delle immagini dei frontespizi, che l’autore offre al lettore conducendolo per mano, come se fosse il suo compagno di viaggio, nella scoperta della cultura del tempo e delle modalità di sua trasmissione ai posteri. La presentazione ufficiale del libro è per sabato 21 giugno 2014 alle ore 11,00 presso la Sala dei Priori del Palazzo Comunale di Camerino.




