Alvaro De Angelis, 65 anni da odontotecnico
“Voglio donare i miei attrezzi
a un giovane volenteroso”

MACERATA - L'ottantenne, che ha giocato nella Maceratese e suonato con gli Original Quintet, lancia un appello per regalare tutti gli strumenti a chi vuole cimentarsi con serietà nel mestiere
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Alvaro De Angelis

 

di Carmen Russo

Un lavoro che diventa passione, la passione che diventa altruismo. Questa è la storia di un uomo che dopo essere degnamente arrivato alla pensione, ha continuato a svolgere la sua attività con la forza e la tenacia ereditata dalla sua storia personale che si è inevitabilmente intrecciata con la storia di un’Italia in cui regnavano contraddizione e imperialismo.
Alvaro De Angelis nato e cresciuto a Madonna del Monte, noto odontotecnico maceratese di 80 anni, ha lasciato definitivamente, dopo 65 anni, la sua attività il 1 gennaio 2014 come a stabilire una fine e un inizio, per necessità o virtù, di una nuova fase.
“Ho iniziato la mia attività tra molte difficoltà, sia dal punto di vista generale, sia dal punto di vista personale. Per otto anni, infatti, ho fatto l’apprendista in un laboratorio senza poter percepire nemmeno una lira. Erano tempi difficili, un po’ come quelli che i giovani attraversano ora”. Le parole di Alvaro de Angelis, un uomo che non presenta la minima ostilità verso i giovani, ma che anzi si pone sul loro stesso piano. Racconta la sua storia, quella che potrebbe essere la storia di un ragazzo qualsiasi del 2014.
“Ho deciso di donare la mia attrezzatura ad un ragazzo meritevole e volenteroso perché io all’epoca mi trovai in difficoltà e mi immedesimo in quelle di un ragazzo di oggi. Provengo da una famiglia composta da tre figli. Mio padre faceva il calzolaio, mio fratello si era laureato in Economia e Commercio, mia sorella in Chimica. Io avevo fatto la scuola d’arte, una volta completati gli studi, i miei genitori avrebbero voluto che andassi a studiare a Fermo alla Scuola d’Arte per le sezione metalli – cosa che poi in effetti mi è servita! – dice de Angelis – Ma a me sarebbe piaciuto fare il Conservatorio o dedicarmi alla pittura. Ma feci l’apprendista e poi cominciai a lavorare in proprio visto che mi ero già fatto una discreta rete di conoscenze tra i dentisti. Chiesi un prestito, ricordo ancora che ammontava a 60 mila lire e con questi soldi acquistai l’attrezzatura dal mio ex datore di lavoro che l’aveva messa in vendita”.
Un percorso, quello di Alvaro De Angelis, ostacolato dal periodo storico e politico che la stessa Italia stava attraversando. “Sono stato Consigliere comunale con il Pci per due legislature a Macerata, nel periodo in cui erano sindaci Marconi, Sposetti, Vinciguerra, Ballesi e Cingolani. Nel 1945 mi sono iscritto alla Fgci. La mia famiglia è stata perseguitata durante il fascismo, a casa nostra la politica è sempre stata occasione di confronti. Mio fratello Marcello De Angelis, è stato partigiano e consigliere provinciale.
Alvaro_De_Angelis (1)Da uomo di sinistra, dunque, venni subito boicottato. Vivevamo in una zona pericolosa, e in più in qualità di odontotecnico non potevamo fare alcun lavoro diretto ad un cliente in privato. Dovevamo passare attraverso i dentisti. Un fatto che trovo ingiusto e contro il quale mi sono sempre battuto. Ma io non mi arresi, andai tre volte in Tribunale e fui condannato, ma siccome facevo parte del comitato direttivo e del sindacato degli odontotecnici ci ribellammo con grosse manifestazioni con tanto di cortei, cartelli e svariati comizi! Nel frattempo, coltivavo la mia grande passione per la musica e iniziai a suonare la chitarra. Giocavo anche a calcio con la Maceratese, quando si trovava in serie C. Insomma, avevo una vita molto piena. Ma mi ero sposato e dovevo ormai scegliere tra la professione di odontotecnico e quella da musicista. Scelsi quella di odontotecnico, nonostante tutto, ma contro le difficoltà ho vinto io!”.
80 anni di storia per Alvaro De Angelis, che raccontando con entusiasmo la sua vita, dice: “Ogni mattina mi alzo e penso che dovrei andare a lavorare”. Una passione che non si è arrestata nonostante le difficoltà quotidiane e gli acciacchi dell’età.
La missione di Alvaro de Angelis non si ferma qui: “Ho tre figli, un maschio e due femmine, ma nessuno ha voluto scegliere il mio mestiere, perciò ho deciso di regalare la mia attrezzatura ad un giovane che vuole seriamente impegnarsi nel lavoro in questo particolare momento. Offro precisamente tutto quello che serve per la protesi mobile e negli anni ho anche messo insieme una discreta attrezzatura da dentista. Avevo, infatti, acquistato l’intero piano di un palazzo: da una parte c’era lo studio odontotecnico, dall’altra lo studio dentistico. Se poi, questo giovane volenteroso ha bisogno di uno spazio per esercitare, gli affitterei a prezzo modico anche i due locali”.
Generosità e altruismo danno fiducia in un momento difficile, come probabilmente lo era al tempo dell’inizio della carriera di Alvaro De Angelis che conclude la sua storia dicendo: “Continuerò a lottare perché gli odontotecnici, che ora devono passare attraverso una laurea breve e poi assoggettarsi ad un dentista, abbiano la possibilità di svolgere il loro mestiere senza passare attraverso nessuno”.



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