Addio a Riz Ortolani,
amico dello Sferisterio
MACERATA - Il grande compositore pesarese è morto ieri sera a Roma. Aveva 87 anni, con la moglie, la cantante Katina Ranieri, era spesso in arena e poi a cena "Da Ezio". Il ricordo di Mirella Lambertucci
E’ morto ieri sera a Roma all’età di 87 anni Riz Ortolani, grande firma della musica da film. Nella sua lunga carriera ha lavorato con tutti i maggiori registi italiani da Vittorio De Sica a Dino Risi, Damiano Damiani, Pupi Avati. Tra le oltre 300 partiture temi diventati un cult, come Il Sorpasso. Le condizioni di Ortolani, ricoverato per un intervento clinico, si erano aggravate nelle ultime ore per il peggioramento di una bronchite. Ortolani, che era nato a Pesaro, avrebbe festeggiato tra pochi giorni il 50° Anniversario di matrimonio con l’amata moglie Katyna Ranieri, cantante e attrice. Lascia due figli, Rizia ed Enrico. I funerali si terranno domani (sabato 25 gennaio) alle 15 nella Chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo a Roma.
La formazione al conservatorio “Gioacchino Rossini” della sua città natale, dove studiò composizione e flauto, lo fece appassionare alla lirica. Era molto amico dell’ex direttore artistico del festival di Macerata Pier Luigi Pizzi con cui ha lavorato all’Opera- musical “Il principe della gioventù” dedicata a Lorenzo de’ Medici e rappresentata per la prima volta a Venezia. Assiduo frequentatore dello Sferisterio, amava con la moglie intrattenersi nelle serate maceratesi a cena alla trattoria “Da Ezio”. La passione per la cucina rustica dei due fece nascere un’amicizia con Mirella Lambertucci. La popolare cuoca maceratese li ricorda con affetto: “Quando scendeva dal taxi con la moglie, vestita con tanti veli, commentava: ‘ecco la regina’ . Una persona di classe, non voleva che si sprecasse il pane, ma pagava con il bancomat senza voler conoscere il conto. Mi raccontava con passione dei suoi film, abbiamo passato insieme, oltre alle tante cene maceratesi, anche una settimana a Venezia con Pizzi e mi fece sentire una persona speciale per le sue attenzioni e la sua dolcezza”
(g. c.)

