Il festival del Folklore nel segno della multiculturalità
MOGLIANO - Grande successo per la tappa della manifestazione. Oltre al gruppo locale "La Cocolla de Mojià" in scena rappresentanti di Taiwan, del Brasile e del Montenegro
di Maria Cristina Pasquali
Una folla festante e numerosissima ha partecipato sabato al festival del Folklore tenutosi a Mogliano. Favorire la multiculturalità e la solidarietà fra i popoli, anche i meno conosciuti, è la ragione che si cela dietro queste belle manifestazioni estive che coinvolgono molti comuni maceratesi.
Grazie alle facilitate comunicazioni ma soprattutto all’utilizzo dei mezzi di comunicazioni di massa, il mondo è ormai da tempo diventato un villaggio globale e tramite internet in effetti “nessun luogo è lontano”. I vari festival del Folklore che attraversano l’Italia sono certamente un’occasione gioiosa e divertente di avvicinare “lo straniero” ed incuriosire attraverso culture diverse ma certamente non meno interessanti. Mogliano aggiunge a questo la presenza di una tradizione folkloristica tutta sua esistente da molti anni. Il gruppo folklorico “La Cocolla de Mojià”, nato nel 1989, prende il nome dal colle in cui sorge il centro storico del Paese e ha come obiettivo quello di riproporre tutti gli usi e costumi della civiltà contadina arcaica per salvarne l’immenso patrimonio di valori. Nel corso dei secoli la locale realtà rurale si è infatti arricchita di nuovi balli tipici quali la Quadriglia, la Tarantella, il Valzer, la Marcetta. In questo viaggio storico si aggiungono danze che prendono il nome dalle cose della quotidianità rurale del tempo: il cappello, il fazzoletto, la fontana, la gioia, la fantasia, i cembali, i giochi dei bambini, che illustrano appunto, in un quadro pieno di armonia, tutta la realtà di vita semplice ma gioiosa della gente delle campagne marchigiane.
Il gruppo di Mogliano ha seguito la strada intrapresa nel 1979 dal più noto esempio maceratese “Li Pistacoppi” da anni organizzatore e coordinatore del festival presente alla serata.
Entrambi i gruppi hanno offerto un’immagine di impatto allegra e festante delle antiche tradizioni.
Il festival, che ha animato e sta animando le serate estive dell’entroterra attraverso un’organizzazione capillare ormai collaudata da anni di esperienza, quest’anno ha proposto anche una tradizione legata all’enogastronomia. Il folclore nasce nell’«aia». Il pranzo dell’aia della trebbiatura è legato sicuramente al saltarello ed ai balli popolari.
Bellissimi, coloratissimi e non meno interessanti gli altri i gruppi provenienti da Taiwan, Brasile e Montenegro accompagnati dai relativi musicisti ai quali, il sindaco di Mogliano Flavio Zura ha offerto in dono cesti della ottima norcineria moglianese.









