Ciarlantini-Corridonia, c’è aria di divorzio

ECCELLENZA - Il tecnico: "Dopo aver ottenuto la salvezza mi sarei aspettato almeno un grazie. La società è in stand by, sto valutando altre proposte"
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L'allenatore del Corridonia Giovanni Ciarlantini

L’allenatore del Corridonia Giovanni Ciarlantini

di Sara Santacchi

“Quando a Natale mi sono ritrovato con una squadra quasi stravolta e composta completamente da ragazzi, ho deciso di rimanere e raggiungere l’obiettivo della salvezza non abbandonando la nave come invece sarebbe stato più facile fare e in molti avrebbero fatto”. Inizia con queste parole l’allenatore del Corridonia, o forse ex allenatore, Giovanni Ciarlantini, il suo bilancio su una stagione tutt’altro che semplice che l’ha portato a raggiungere una miracolosa salvezza, ai play out, contro la Cagliese. C’è soddisfazione per quanto è riuscito a fare con la squadra, ma anche rammarico, un rammarico che lo porta a dire, dopo 6 anni sulla panchina del Corridonia che “forse è il momento di lasciare”.

Mister Ciarlantini nel prossimo campionato, dunque, la vedremo lontano dal Corridonia?
“Ecco, vorrei precisare, io ho detto che in questo momento in cui la società è in stand by mi chiamo fuori e sono aperto a valutare anche altre proposte. Poi se il Corridonia si farà avanti e mi proporrà un progetto, potrò pensare di rimanere, altrimenti mi sento di dire che la mia presenza per il prossimo anno non è né deve essere data per scontata. Mi aspettavo almeno un “grazie” per il raggiungimento di un obiettivo che non era semplice. Siamo in un momento in cui nel calcio è dato tutto per scontato, invece, credo che un minimo riconoscimento se non altro per i ragazzi da parte della società sarebbe stato giusto”.

Una decisione che viene dopo sei anni sulla panchina del Corridonia…
“Si, sei anni pieni di soddisfazione. La gioia più grande è stata senz’altro la vittoria del campionato di Promozione, in un anno in cui in tanti ci davano per spacciati e invece abbiamo vinto contro tutto e tutti. Una cosa di cui vado molto orgoglioso è stato poter lavorare con tanti giovani, tutti del posto, averli fatti esordire senza andare a cercare altrove. Sicuramente è stato un piacere ricevere anche il premio come “Migliore allenatore della Provincia” nel 2010-2011 al Galà dello Sport. Sono arrivato a scendere in campo con otto, o addirittura nove under e penso che questi siano i traguardi più grandi”.

Non ultimo la salvezza appena conquistata, tanto perseguita e ottenuta non senza sudare…
“La soddisfazione è stata immensa per me. Sono ragazzi che ho fatto crescere e giocare da titolari in prima squadra senza che avessero avuto altre esperienze. In questo campionato mi sono sentito un po’ un Don Chisciotte a lottare contro i mulini a vento, dovendo affrontare mille difficoltà, ma volevo raggiungere con tutto me stesso questo obiettivo e ce l’abbiamo fatta”.

Cosa, allora, le è maggiormente dispiaciuto?
“In questo momento ciò che mi fa più male è che mi accusino di tante cattiverie che non mi appartengono. Lo scollamento di una parte della società, e sottolineo solo una parte, nei miei confronti non può che dispiacermi. Purtroppo ci sono persone che si reputano sportivi e poi non lo sono affatto rivolgendo critiche e accuse incomprensibili nei confronti di chi lotta tanto per dei colori che non sono neanche suoi, perché io non sono di Corridonia. Eppure, io farei ancora tanto per il Corridonia, ma di fronte ad alcuni atteggiamenti forse è il momento di fare un passo in dietro”.

Ci sono già società che l’hanno contattata?
“Qualcosa si sta muovendo e ci sono stati i primi contatti. Sono società del territorio e sto valutando. Fino a oggi il mio nome è stato sempre legato a quello del Corridonia, invece penso sia arrivato il momento di dire che non è così scontato, ma potrei anche avere voglia di guardare altrove”.



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