“Buon viaggio signor sindaco”
PIEVE TORINA - Una folla commossa per l'addio a Luigi Gentilucci, morto in un incidente stradale. Gli amici hanno ricordato le sue battaglie politiche da cui è uscito sempre a testa alta
di Monia Orazi
Un manifesto con il volto sorridente di Luigi Gentilucci è ancora appeso all’ingresso del municipio di Pieve Torina, a ricordare il legame forte di tutta la comunità cittadina con il suo primo cittadino, con tutto il paese che non è voluto mancare ai funerali nella chiesa di Santa Maria Assunta. Tantissima la gente rimasta fuori, sotto la pioggia. La dimensione pubblica di sindaco e quella privata di padre di famiglia, punto di riferimento per i tantissimi amici, si sono inevitabilmente intrecciate, con decine di sindaci in fascia tricolore, il prefetto, il presidente della Provincia Antonio Pettinari, l’assessore Giovanni Battista Torresi, il consigliere regionale Francesco Comi, altri amministratori locali, provinciali e regionali, che si sono stretti intorno alla moglie Teresa ed ai tre figli Eleonora, Alessandro e Matteo, all’anziana madre.
“A 61 anni ci sono ancora tanti progetti da portare avanti, insieme all’amore per la propria sposa ed i figli, il dedicarsi ai propri cittadini, al bene della comunità cittadina, come aveva fatto da sindaco Luigi Gentilucci -ha detto l’arcivescovo di Camerino monsignor Francesco Giovanni Brugnaro – la bontà di una vita non dipende dalla sua durata, ma dalla sua qualità che non spetta all’uomo giudicare. Ognuno deve rendere conto della propria vita. C’è una libertà più grande di quella esprimersi nella propria esistenza, ma che è quella di rendere fruttifera la propria vita”. La voce forte dell’organo, la solenne compostezza di una cerimonia che ha reso omaggio all’uomo ed al politico hanno fatto da cornice alla grande emozione e cordoglio che la scomparsa di Gentilucci, inaspettata ed improvvisa, ha suscitato nei suoi concittadini. Al termine della celebrazione, lo ha voluto ricordare con un breve discorso, don Marco Gentilucci, il nipote che ha concelebrato la funzione funebre. “Voglio ricordare zio Luigi in questo momento di dolore che ciascuno può superare con la fede e con la memoria. Lui ci lascia una cosa, la passione con cui ha portato avanti i propriideali, difendendo sino in fond. Di questi tempi è difficile trovare uomini appassionati come lui”.
La figura di sindaco battagliero e tenace, l’ha ricordata l’ex sindaco Pierluigi Palmieri, con cui ha condiviso 16 anni da amministatore. “Quando ci mettiamo la fascia tricolore non lo facciamo per andare a comandare ma per cercare di dare il meglio e mettersi a servizio della comunità. Questo Luigi lo aveva fatto, subendo a volte alcune cose che non meritava. La chiesa così gremita non l’avevo mai vista, è segno evidente che lui ha lasciato il segno. Non aveva un carattere facile, aveva un carattere forte, si prodigava sino in fondo per la comunità locale, con discussioni che portava avanti con tenacia, per ottenere il bene comune. Quando parliamo di sindaci non dobbiamo attribuire loro solo cose negative, ma tenere presine che è difficile soddisfare le esigenze di tutti, lui in questo si è impegnato sempre. Mi è difficile trattenere le lacrime, e non lo faccio in questo momento di grande dolore, il suo problema principale era quello di arrivare ai più deboli, ne sono state testimone numerose volte”.
Un rappresentante della Lam, la formazione politica fondata da Gentilucci e con cui si era candidato presidente della Provincia alle elezioni del 2011, ha ricordato “un amico carissimo, una persona straordinaria che mi ha concesso il privilegio di avere la sua amicizia è di fare un’esperienza bellissima e importante”. “Luigi era un uomo onesto, sensibile, generoso ed altruista, disponibile, intelligente, coerente nei principi e nei comportamenti. Era un lottare instancabile, preparato dl punto di vista imprenditoriale e politico, animato dallo spirito di mettersi al servizio di tutti, come deve essere nella vera politica. Era di umana forza e tenacia straordinarie nel superare gli ostacoli che troppo spesso ha trovato sul suo cammino, da cui è uscito sempre vittorioso ed a testa alta. Come fai a superare i problemi? Io al tuo posto avrei già mollato, gli dicevo. Lui mi rispondeva sempre con un grande sorriso, senza aggiungere altro. È assurdo pensare che la morte sia riuscita a portarsi via ua persona piena di vitalità, che era l’emblema stesso della vita, forte moralmente e fisicamente”.
L’amico “Lui'”, ha voluto ricordarlo anche da giovanissimo ragazzo di Pieve Torina. “Nelle battaglie eri il numero uno, le hai superate tutte a testa alta, eri una persona seria e pulita. Nelle battaglie politiche l’hai sempre spuntata, perché come te nessuno mai. Hai sempre dato tutto te stesso per questo piccolo paese, nella tua presenza, nelle parole, nello sguardo si percepiva la tua sicurezza. Hai raggiunto in cielo tuo padre Pietro perché forse eri troppo grande per questa vita. A tua moglie ed ai tuoi figli dico, continuate a vivere per lui perché eravate la sua forza. Continua a vegliare su di noi dal cielo amico, ora farai il sindaco da lassù”.
Le ultime parole di ricordo sono state del sindaco di Muccia, Fabio Barboni. La bara di legno chiaro, avvolta dalla fascia tricolore é uscita sul sagrato della chiesa, mentre la banda cittadina suonava un’intensa marcia funebre, sotto la pioggia battente, come se anche il cielo volesse partecipare al dolore di un intero paese. Il lungo corteo si è poi incammiato mesto verso il cimitero, per accompagnare il sindaco nel suo ultimo viaggio.
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IL RICORDO – Avrebbe compiuto 61 anni il prossimo sedici giugno, Luigi Gentilucci, il sindaco di tutti. Bastava recarsi a Pieve Torina per capire appieno, quanto l’uomo politico amato dai suoi concittadini e molto discusso dagli avversari, avesse nel suo paese di origine, la stima e l’amicizia di moltissime persone. Il cellulare che squillava in continuazione, le file davanti al suo ufficio da sindaco, un sorriso ed una parola di comprensione per chiunque gli si rivolgeva. Oltre all’uomo pubblico ed al politico, in queste ore di ricordo emerge anche la figura di uomo, della dimensione privata di una persona che negli ultimi dieci anni ha scelto di impegnarsi nell’amministrazione locale, convinto come era che tra queste montagne ci fossero grandi opportunità. Una persona cordiale e disponibile, pronta al confronto, ma altrettanto ferma e determinata nel difendere le cose che gli stavano a cuore, era questo il carattere fiero e battagliero di Luigi Gentilucci. Un mare di consensi alle elezioni a Pieve Torina, sia a sindaco che in altre competizioni elettorali, le battaglie in tribunale e a livello provinciale da cui era uscito con determinazione ed a testa alta, Luigi Gentilucci aveva un fortissimo legame con la moglie Teresa ed i tre figli Eleonora, Alessandro e Matteo.
Dedito al lavoro nell’azienda di materiali edili lungo la Valnerina, sin dai tempi in cui era presidente della comunità montana era convinto che il futuro di queste zone, fosse nello sviluppo del turismo. Promosse l’idea di marketing territoriale per legare tra loro tutti i comuni della comunità montana nella Marca di Camerino, puntanto sui prodotti tipici, il tartufo ed azioni incisive per far conoscere l’entroterra, con educational tour riservati alla stampa straniera, partecipazione ad eventi e fiere del settore. Una serie di corsi ed appuntamenti formativi li aveva programmati per poter avere operatori turistici pronti ad accogliere chi voleva venire a soggiornare da queste parti. In anticipo sui social network e la geolocalizzazione, qualche anno fa aveva fatto realizzare per la comunità montana una guida satellitare, abbinata alla mappa, in cui erano indicati i luoghi di interesse da visitare. Guardava sempre avanti, ai tempi che dovevano ancora venire per poter costruire nuove opportunità. Appassionato di cultura, diverse estati fa grazie alla collaborazione di un privato aveva cercato di poter portare a Pieve Torina anche il grande Franco Califano, con un cartellone estivo di grandi nomi, preparato a costo zero per il comune, grazie alla collaborazione dei privati. L’unico motivo per cui il grande Califfo non si esibì fu un problema di salute improvviso. Nella Camerino della cultura, aveva contribuito a far fondare l’Accademia del Fado, con Marco Poeta, che ha poi raccolto apprezzamenti altrove. Sua era stata l’idea del premio per le favole dedicato a Rodari, che grandi apprezzamenti aveva ricevuto. Tra gli ultimi progetti realizzati un museo con le opere grafiche di David Giovannini e il museo della “Fantasia”, ispirato a Gianni Rodari. D’estate aveva anche fatto realizzare un angolo speciale, un parco giochi tutto dedicato ai più piccoli. Lo sport era una delle sue grandi passioni, sia nel calcio dove si era impegnato come calciatore negli anni trascorsi, sia come dirigente di squadre locali in cui aveva creduto molto. Alcuni anni fa, durante una partita tra amministratori e vecchie glorie del calcio aveva subito una brutta caduta, facendo preoccupare tutti, era finito ricoverato a Torrette, riprendendosi in breve tempo con grande determinazione. Aveva anche appoggiato la passione per il calcio dei figli, della Formula uno, ultimamente proprio seguendo lui stesso le orme dei figli Matteo ed Alessandro, campioni regionali di canoa, si teneva in forma facendo canoismo. Ne aveva ancora molti di progetti da realizzare per la sua terra, quelli legati allo sviluppo delle energie rinnovabili, già guardava a quando la superstrada Foligno-Civitanova sarebbe stata completa, prevedendo grandi possibilità di sviluppo per la sua Pieve Torina. Ora ci saranno altri a continuare il suo lavoro, la squadra di amministratori che lo ha affiancato ed i figli, in particolare Alessandro al quale ha trasmesso lo stesso impegno e passione per la politica.
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TANTISSIMI SONO I MESSAGGI DI CORDOGLIO che in queste ore stanno giungendo alla famiglia di Luigi Gentilucci, devastata da un dolore immenso. Tanti hanno scelto di salutarlo sulla sua bacheca Facebook. “Caro sindaco, eri una persona cordiale e gentile, sempre con il sorriso sulle labbra e una parola buona e di conforto per tutti, ti ricorderemo sempre con affetto”, scrive una donna. Un altro fa eco: “Ci mancherai tanto a tutti noi…ma resterai sempre vivo nei nostri cuori e ricordi.”, “ti ricorderemo sempre con il sorriso, ciao sindaco”. Così lo ricorda una ragazza: “Ciao Luigi…. Non dimenticherò mai tutto quello che hai fatto per me…. Grazie!!!!La tua simpatia, le tue risate…. Una grande persona, un grande sindaco, un grande uomo….”. Intenso e commovente il messaggio dell’amico Maurizio: “Il tuo nome legato al mio caro Luigi è come un segno della vita. Abbiamo trascorso delle ore intense insieme, abbiamo parlato dell’umanità e dei valori, di scienza e politica, mi hai accompagnato nel museo del tuo comune, raccontandomi la tua vita…..rinviando ancora un incontro per settembre abbiamo parlato che la vita è un attimo, una grande illusione. Ora che ti sei trasformato in energia, una rosa rossa, quella della passione edell’amore ti accompagnerà, affinchè a noi umani tupossa dare forza per seguire i tuoi valori ricchi di esempi concreti….”.
“Mio Caro Luigi, perchè cosi???? Perchè la morte ti ha scelto??? Perchè le tantissime buone persone se ne vanno??? Non ci credo e non capisco, sono ancora sotto “choc”. Ti ho conosciuto con la tua famiglia e in una settimana, avevo potuto vedere quale buona persona eri e ai i miei occhi, eri come un padre perche avevo, e ho, e avrò sempre, il piu profondo rispetto e amore per te. Un uomo gigante, brillante, lucido, franco, generoso e disponibile per la tua famiglia e tutti gli altri altorno di te. Avevi la passione di raccontare la tua infanzia, storie di qualcuno che aveva vissuto con la gioia e la passione della politica e questo l’avevo visto quando ero a casa tua in famiglia…Penso al vuoto che lasci a Pieve Torina perche visto gli scritti di ciascuno eri una persona amata da tutti ed ora, siamo tutti orfani. Condivido l’immenso dolore della tua famiglia e ti avrò sempre nella mia memoria e sopratutto nel mio cuore e credi me, eri come un babbo per me….”, è l’altro intenso messaggio di un concittadino.
Non risparmia la stima e l’amicizia verso il suo sindaco, un altro concittadino: “Rimango sconcertato sono sempre le persone migliori che se ne vanno! Uno di noi nonostante le sue cariche, dalla parte dei cittadini e che ha sempre lavorato, si è dato da fare per la comunità dando aiuto concreto alla sua gente, una persona con le palle, onesta una persona di cui si ha bisogno, specie in questi tempi, non ci voglio credere! Lasci un vuoto immenso e non lo dico per circostanza ma perché lo penso davvero! La politica dovrebbe prendere esempio da persone come te! Ciao Luigi fai buon viaggio Sig. Sindaco!”.
Mette in evidenza tutta la carica vitale e la passione per il ruolo di sindaco, il saluto di un altro amico: “Caro sindaco, anzi caro Gigio..stavolta hai proprio esagerato…già…da quanto tempo ti conoscevo? 10 anni? Ebbene in questi dieci anni sei stato per me una inesauribile fonte di colpi di scena, innovazioni, prese di posizione che dire controcorrente è semplicemente riduttivo. Io alle prime t’ho seguito incuriosito, poi però con la certezza che quello che facevamo era la cosa giusta e per cui avanti tutta, sempre senza paura. Ma questo non dovevi farmelo. Andare via così all’improvviso…lasciandomi in quella corsia d’ospedale con la bocca piena d’amaro e gli occhi gonfi di lacrime…..caro sindaco…anzi caro Gigio onorato d’averti conosciuto!!!”.
(foto Cronache Maceratesi)
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Addio !
Ciao Luigi,
non molti giorni fa, in occasione di quella cena insieme, ti ho ascoltato a bocca aperta.
Trasmetti il tuo coraggio, la tua lealtà, la tua intraprendenza a chi verrà dopo di te.
La nostra montagna ,come tu hai sempre sostenuto, ha risorse inifinite che dobbiamo sfruttare per crescere insieme.
Grazie per tutto ciò che hai fatto.
Un grande abbraccio alla famiglia.