Gli studenti dei “Geometri” di Macerata sulla “Nave della Legalità”
Dopo un viaggio in pullman, giungono a Napoli la mattina del 22 maggio Riccardo, Federico, Gloria, Massimiliano, Alessia e Marco, studenti del secondo anno dell’ITCAT “A.D.Bramante” di Macerata, per imbarcarsi sulla “Nave delle legalità” che li porterà a Palermo, in occasione del 21° anniversario della strage di Capaci (23 maggio 1992).
I ragazzi si sono guadagnati la partecipazione alla manifestazione realizzando il progetto “Geografia e legalità. Sconfiggere le mafie nella mia regione”, la cui referente è la prof.ssa Annunziata Cecaro.
Sulla nave, nella serata dell’imbarco, insieme a tutti gli altri giovani, ascoltano don Luigi Ciotti, che li esorta a credere fino in fondo nelle proprie idee e a non rassegnarsi alla violenza.
Dopo una notte “burrascosa”, con mare forza 8, giovedì mattina i ragazzi vengono svegliati dalla marcia di Radetzky e sono accolti dall’abbraccio commovente di Palermo sulle note dell’inno nazionale.
Tra la folla spiccano lo striscione azzurro (“Legalità è Libertà”) e quello bianco di Macerata. Dopo aver trascorso la mattinata nel Parco intitolato alla memoria del commissario Ninni Cassarà, ucciso da Cosa Nostra il 6 agosto 1985, gli studenti visitano l’aula bunker del Tribunale di Palermo, per poi unirsi al corteo che li conduce all’Albero di Falcone.
Molti i momenti commoventi: i Palermitani che espongono lenzuola bianche alle finestre in risposta allo slogan gridato dai giovani “ vieni giù, vieni giù manifesta pure tu” e la voce unanime che si alza dal corteo quando viene invocato il nome dell’agente Zucchetta, ucciso dalla mafia a 27 anni. Alle 17.58, ora della strage, un silenzio assoluto fa seguito ai cori e agli slogan e le note del “Silenzio” fuori ordinanza sono accompagnate solo da una nuvola di palloncini tricolori.
Infine, scortati dalle forze dell’ordine, come avvenuto per ogni precedente spostamento, i ragazzi ritornano sulla nave che salpa alla volta di Napoli in quell’atmosfera che solo i “bravi” ragazzi sanno creare.








Bravi i ragazzi e bravi anche i prof. ! C’è proprio bisogno che ci pensiate voi ragazzi a sistemare questo modo sbagliato di pensare e di fare, pieno di arroganza, prepotenza, clientelismo, superficialità, mancanza di rispetto e di esempi positivi e credibili, dalla politica alla chiesa ( ad eccezione di papa Francesco e pochi altri), altrimenti non c’è speranza. Ciao Massi.