L’Accademia di Belle Arti di Macerata
presenta l’Istituto di Restauro delle Marche

MONTECASSIANO - L'inaugurazione della nuova sede sita all'ex convento di San Giovanni, avverrà giovedì 9 maggio. Ospite d'eccezione Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani

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Paola Taddei e Francesca Pappagallo
Paola Taddei, direttrice ABAMC e Francesca Pappagallo, coordinatrice IRM

di Carmen Russo

(Foto di Lucrezia Benfatto)

L’Accademia di Belle Arti di Macerata non perde occasione per mostrare il costante impegno che investe progressivamente per i propri studenti. La direttrice Paola Taddei ha presentato, infatti, questa mattina l’Istituto di Restauro delle Marche con sede a Montecassiano nel convento di San Giovanni Battista. Restaurato, appunto, recentemente dopo il terremoto del 1997, già ospita la scuola media del paese e si appresta a diventare fucina di professionisti.
Questa nuova tappa dell’Accademia sarà inaugurata alla presenza –oltre che delle autorità – di tante figure di spicco nel settore, la più importante quella di Antonio Paolucci, dirigente generale dei Musei Vaticani.
“Un primato nelle Marche – afferma Paola Taddei – il nostro istituto, è il terzo in tutta Italia ad essere stato accreditato, il 22 novembre del 2011, secondo le richieste di conformità del Ministero dell’Istruzione”.
Direttive e requisiti minimi da rispettare, non indifferenti, in termini di spazio pro studente, attrezzature, corpo docenti altamente qualificato, laboratori tecnici forniti di ogni singolo strumento e aule da dedicare in esclusiva alle lezioni teoriche. Ma grazie ad un cammino iniziato già da circa quindici anni, nei quali si è delineato il primo tracciato per il Corso di formazione del Restauratore di Beni Culturali, il suo traguardo e la sua nobilitazione si figurano proprio nell’IRM.
Francesca_PappagalloFrancesca Pappagallo, coordinatrice dell’Istituto che già un anno vive nell’ex monastero di San Giovanni, tiene a precisare: “Il lungo tragitto che ha aperto la strada al Corso Quinquennale a Ciclo Unico per la Formazione di Restauratori, attivo nel Percorso Formativo Professionalizzante 2 – ossia su manufatti mobili, su supporto ligneo e tessile – è solo il primo traguardo raggiunto tra quelli prefissati. Ma, preferendo la qualità alla quantità, si lavora pian piano all’attivazione anche dei restanti tre percorsi professionali previsti dalla scuola di restauro”.

Il convento di San Givoanni di Montecassiano, sede dell'IRM

Il convento di San Giovanni di Montecassiano, sede dell’IRM

A dimostrazione dell’attenzione alla peculiarità, fondamentale risulta il cospicuo investimento fatto dall’Accademia, la quale, dovendosi attenere a piani di studio preimpostati e immodificabili, ha dovuto assumere docenti e figure professionali illustri che rendessero esclusivo l’insegnamento e, dunque, il risultato.
A motivazione di ciò, infatti, anche il numero chiuso dell’accesso al corso che risulta essere di 10 studenti per ogni anno accademico.
“Le domande pervenute negli anni hanno subito una sensibile crescita, ma la selezione è molto dura – spiega Francesca Pappagallo – in quanto sappiamo che è un corso molto duro destinato a chi nutre la passione e sia disposto realmente ad impegnarsi.” Le lezioni infatti sono previste per 6 giorni su 7 oltre il carico di studio autonomo. “Il risultato e l’accesso al mondo del lavoro, però, è garantito”, sostiene la Coordinatrice dell’IRM.
Non è da sottovalutare il risvolto economico e sociale che l’apertura di questa sede ha per la realtà di Montecassiano: “Gli studenti – fino ad oggi, 40 in totale – hanno case in affitto e vita attiva nel paese. Questo per dimostrare che l’obiettivo a cui l’ABAMC punta è la crescita, nell’eccellenza”, conclude Paola Taddei, rinnovando l’appuntamento per il taglio del nastro che avverrà giovedì 9 maggio alle ore 10:30 all’ex convento delle suore clarisse di Montecassiano, da ora sede di uno dei più importanti Istituto di Restauro.


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