Gas Marca: schiarita fra Corvatta e Cognigni

CIVITANOVA - Incontro fra sindaco e amministratore delegato. Il primo cittadino torna a parlare della lettera minatoria e il centrodestra commenta "dichiarazione avventate e irrispettose"

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Il sindaco Tommaso Corvatta insieme con l'AD di Atac Sergio Cognigni

Il sindaco Tommaso Corvatta insieme con l’AD di Atac Sergio Cognigni

 

di Laura Boccanera

Torna il sereno fra sindaco e vertici di Gas Marca. Dopo le incomprensioni degli ultimi giorni a causa del doppio incarico conferito a Flavio Rogani che assomma in sé la nomina di Presidente e Ad della società partecipata questa mattina Corvatta ha incontrato in un incontro chiarificatore Francesco Mantella Presidente Atac, Sergio Cognigni Amministratore delegato e Flavio Rogani. In una nota congiunta si esplicitano le strategie future dell’ente e le volontà in merito alla figura dell’amministratore di Gas Marca che sarà conferito in futuro ad una figura diversa rispetto al Presidente: “in comune accordo si è preso coscienza sulla particolare gravosità dell’impegno richiesto per la conduzione di Gas Marca, impegno che comporta senza dubbio la presenza di un amministratore delegato, incarico, in un prossimo futuro da attribuirsi a figura diversa da quella del Presidente e comunque all’interno di una revisione dell’attuale governance della società”. Corvatta ribadisce che, in questa fase transitoria nessun doppio stipendio viene percepito dal presidente della Gas Marca, che ne ha fatto formale rinuncia destinando l’emolumento, spettante come Ad a finalità di carattere sociale. “L’emolumento spettante come presidente di Gas Marca è stato ridotto a termine di legge come per tutte le altre società che hanno rinnovato i cda – si legge in conclusione della nota – Massima condivisione sull’affermazione che sia la maggioranza a decidere il futuro delle società partecipate, naturalmente anche con il coinvolgimento e il supporto dei rappresentanti delle stesse”.

 Il sindaco ai margini è tornato anche sulla questione della lettera anonima consegnata nel corso del consiglio comunale nella quale si fa riferimento alla proprietà del suo ambulatorio accatastato come pubblica abitazione. Corvatta ha richiesto un parere legale sulla vicenda allo studio Forti che segue l’ordine provinciale dei medici. Vi sarebbe infatti una giurisprudenza favorevole secondo la quale non vi sarebbero obblighi per i medici di famiglia di fare il cambio di categoria: “ho chiesto quali obblighi avessi in merito e spiegato la situazione del mio ambulatorio e quanto mi viene contestato. I consulenti mi hanno chiarito di non aver nessun obbligo di modifica dell’accatastamento. Farò comunque effettuare una simulazione per capire che differenza di costo c’è fra le due diverse categorie e poi pubblicherò tutto”.

Sulla vicenda interviene anche la federazione del centrodestra: “Nonostante le avventate e irrispettose dichiarazioni di Corvatta, che non perde occasione di stupirci, nemmeno di fronte ad una questione delicata che potrebbe riguardarlo, gli esprimiamo comunque la nostra solidarietà, nella speranza che chiarisca al più presto la propria posizione, per trasparenza verso i cittadini. Ci sorprendono le accuse pesanti rivolte al centro destra, che pur essendo a conoscenza della lettera, responsabilmente non ha divulgato la notizia. Esiste una regola democratica che si chiama trasparenza , alla quale chi fa il sindaco non può sottrarsi, ed alla quale non si risponde con gli insulti ma dimostrando con atti, la propria correttezza. Forse Corvatta ha una visione più simile alla monarchia e interpreta le critiche come “lesa maestà”, mentre invece noi crediamo che il primo cittadino debba essere primo soprattutto per servizio, trasparenza e tolleranza. A differenza però dell’arroganza e dei pregiudizi di Corvatta, noi siamo garantisti e non forcaioli e pertanto crediamo alla sua buona fede ed onestà ed al fatto che farà chiarezza su questo triste episodio, facendo emergere la verità”.

 


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