Omicidio Marin, i periti di parte:
Valentino Carelli come un bimbo di 8 anni,
incapace di intendere ma non di volere

IL PROCESSO A MACERATA - L’udienza riprenderà il prossimo 22 aprile e forse si potrà già assistere all’esame dell’imputato. Intanto spunta un nuovo testimone
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Andreea Cristina Marin

Andreea Cristina Marin

di Cristina Grieco

Prosegue  davanti alla Corte d’Assise di Macerata il processo per l’omicidio di Andreea Cristina Marin, la ventitreenne il cui corpo venne rinvenuto la notte del 27 gennaio 2012 con il cranio fracassato sulla spiaggia di Porto Potenza.
Questa mattina  in aula, dopo aver acquisito la relazione peritale redatta dalla specialista Elisabetta Pallotto incaricata di trascrivere le intercettazioni ambientali effettuate tra i convocati all’interno della caserma nei giorni immediatamente successivi all’omicidio, sono stati ascoltati i due periti nominati dalla difesa dell’imputato, lo psicologo Lamberto Lambertucci e lo pschiatra Renzo Lupidi. Nel lungo esame della relazione peritale redatta da Lambertucci, lo stesso ha riferito di aver rinvenuto in Valentino Carelli segni di depressione e di povertà cognitiva. “Dai test scientifici e matematici a cui è stato sottoposto, è emerso che non è in grado di organizzare comportamenti complessi, ha difficoltà mnemoniche e tende a confondere la realtà con la fantasia. Affiorano segnali evidenti di un severo disturbo della personalità definibile come omertà cognitiva anche a causa dei danni conseguenti all’assunzione di sostanze stupefacenti, quali anfetamine, cocaina ed eroina”. In aula lo psicologo Lambertucci ha delineato la personalità di Valentino Carelli e alla domanda della difesa, che ha peraltro trovato ferma opposizione da parte del pubblico ministero in quanto orientata a  valutazioni personali non ammissibili, volta a chiarire se i disturbi rilevati avrebbero consentito all’imputato di adempiere all’eventuale ordine impartito dal padre Sandro Carelli di commettere l’omicidio, ha lasciato intendere che la povertà cognitiva riscontrata in Valentino  Carelli, da qualificarsi quasi al limite del ritardo mentale, non gli avrebbe consentito di adempiere a quanto gli veniva richiesto. A causa di un’infanzia complessa e della politossicomania riferita da Carelli il perito ha dunque evidenziato: “Ci troviamo dinanzi ad una personalità evitante e dipendente, parificabile a quella di un bambino di otto anni che quando intraprende una strada, anche se si rende conto di sbagliare, non è in grado di fermarsi e tornare indietro”.

L'omicidio di Porto Potenza Picena

L’omicidio di Porto Potenza Picena

È stata poi la volta dello psichiatra Renzo Lupidi chiamato dalla difesa a chiarire se  Carelli al momento del fatto potesse ritenersi capace di intendere e di volere. Lo psichiatra, basandosi anche sui riscontri dei test effettuati da Lambertucci, ha spiegato: “Valentino Carelli aveva una capacità di intendere completamente scemata e una capacità di volere grandemente scemata ma che non può considerarsi esclusa. Lo stesso infatti ha comunque avuto degli atteggiamenti volitivi non nel compimento dell’omicidio in sé ma nei momenti precedenti, ha avuto degli automatismi – e ancora – Valentino Carelli ha un’intelligenza al limite della normalità che potremmo definire border line verso il basso che arriva sotto il limite se sottoposto ad una forte carica emotiva”. Lo psichiatra ha infine chiarito che l’imputato risulterebbe affetto da: “Un disturbo psicotico breve che comporta incapacità a causa di un’evidente personalità immatura e da un grave disturbo misto di personalità evitante e dipendente”.

Ferma l’opposizione del pubblico ministero Ciccioli che in merito alla riferita condizione di tossicodipendenza ha rilevato come non vi sia alcuna documentazione clinica idonea a dimostrare la dipendenza da sostanze psicotrope riferita in sede di perizia da Carelli. Allo stesso modo la pubblica accusa ha chiarito che non vi è alcun referto medico dal quale poter evincere uno stato depressivo dell’imputato. Il pubblico ministero ha infatti sottolineato come l’unica documentazione medica rinvenibile risalga ad un ricovero al Salesi al quale il Carelli sarebbe stato sottoposto all’età di nove anni a causa di un momentaneo rifiuto del cibo e ad una visita psichiatrica effettuata dallo specialista Impagniatello nel 2007 dopo la separazione dei genitori del giovane. Nel referto pur rinvenendo i tratti di una personalità introversa, lo specialista aveva escluso la presenza di un ritardo cognitivo e non faceva menzione di un ipotetico stato depressivo.
omicidio_porto_potenza (2)La pubblica accusa ha chiesto poi l’ammissione di una prova testimoniale ulteriore di un compagno di cella di Valentino Carelli, Giorgio Palumbo, il quale sarebbe in grado di riferire alcune circostanze relative all’omicidio apprese direttamente dall’imputato in costanza di detenzione. In merito il presidente Bonifazi ha concesso alla difesa termine fino alla prossima udienza per indicare eventuali testimoni da sentire a prova contraria. La difesa ha inoltre depositato agli atti della documentazione medica utile a dimostrare l’effettivo stato di salute di Carelli.
L’udienza riprenderà il prossimo 22 aprile e forse si potrà già assistere all’esame dell’imputato.



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