Lotta alla mafia, anche Macerata scende in piazza

Letture, musica e fiaccolata giovedì pomeriggio in piazza Mazzini per la “Giornata delle memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime della mafia”

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Peppino Impastato

Peppino Impastato

“E’ importante il protagonismo degli studenti nell’ambito del progetto che ha coinvolto le scuole durante tutto l’anno scolastico intorno alla figura di Peppino Impastato e al tema delle vittime per mano di mafia. Il 21 marzo anche Macerata con le associazioni, i bambini, i ragazzi e gli studenti partecipa alla mobilitazione internazionale per ricordare da un lato tutti i nomi e i volti delle vittime, dall’altro lato per promuovere l’impegno e ricostruire, a partire dalle nuove generazioni, un tessuto sociale sano. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare e a condividere i nostri gesti di memoria e d’impegno”.

  Parole dell’assessore alla Non violenza, Federica Curzi, che invita tutti a partecipare il  prossimo 21 marzo, alla Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafia, giunta quest’anno alla diciottesima edizione e promossa a livello locale, nell’ambito del progetto La mia scuola per la pace, dal Comune di Macerata insieme all’associazione Libera e all’Arci.

  L’appuntamento dunque è per giovedì prossimo, alle ore 17, in piazza Mazzini con 100 frasi per la memoria, iniziativa durante la quale verranno effettuate letture a cura della Rete degli studenti medi e dell’istituto Ivo Pannaggi e dove ogni cittadino potrà leggere un aforisma o un breve passo a sua scelta in tema con la giornata.

  Alle ore 18, sempre in piazza Mazzini, dopo un momento musicale e una merenda a base di  cibi di Libera,  è stata organizzata la fiaccolata 100 passi per l’impegno.

La giornata maceratese contro le mafie si svolgerà a pochi giorni da quella nazionale che si è tenuta sabato scorso a Firenze. Oltre 900 i nomi letti durante il tragitto di quattro chilometri dalla Fortezza da Basso allo stadio Artemio Franchi percorso dal corteo al quale hanno preso parte più di 150.000 persone. Nomi importanti come lo stesso Don Luigi Ciotti ha detto nel suo discorso finale sul palco: “non uccidiamoli una seconda volta con una memoria rituale, celebrativa, fine a sé stessa; la memoria deve sempre diventare impegno”.


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