Le rose per l’8 marzo
"Non mimose, non fiori, ma vino che è bevanda di vita e di sacralità"
di Carlo Cambi
Il fascino dell’inconsuetudine. C’è un omaggio migliore di questo da rendere alle donne nel giorno in cui – forse con eccesso di retorica – se ne celebra la grandezza? Così per uscire dai luoghi comuni lasciamo da parte le mimose, ma cerchiamo di restituire alle donne il loro mondo interiore, di riconoscerne la forza, la dolcezza, l’immensità del loro mistero. Si può brindare anche in tempi cupissimi all’eterno femminino e una terra come le Marche dove le “vergare” sono la spina dorsale della convivenza, della famiglia, della società, può riscoprire il mistero della Grande Madre, la dea della fertilità che dalla terra genera la vita. Non dunque un fiore che svanisce e appassisce, non dunque uno stereotipo, ma una suggestione, un sussurro, un invito alla speranza. Viene a mente un bellissimo verso di Kahlil Gibran che dice: “L’ottimista vede la rosa e non le spine; il pessimista si fissa sulle spine, dimentico della rosa”. Per non dimenticare la rosa, la donna nella sua eterna complessità. Per l’8 marzo, non mimose, non fiori, ma vino che è bevanda di vita e di sacralità, che è spirito e sostanza, che è universale dono della natura e profumo d’immenso. In forma di rosa. Le Marche sono una straordinaria terra da vino e sono un giacimento di vini rosati di qualità eccelsa, come le sue donne. E dunque ecco l’idea, la proposta, l’inconsuetudine. Non mimose, ma un brindi in rosa per aprirsi alla speranza. Un otto marzo da salutare levando i calci. Nella carta dei vini marchigiani le opzioni sono moltissime. Ma certo la provincia di Macerata ha un suo primato. Là nell’enclave di Serrapetrona dove la vernaccia nera si addomestica a dare rosati fermi e spumanti di assoluta suadenza. Così si può scegliere tra i fermi il Serrarosa della Cantina Colli di Serrapetrona o ancora da questa cantina il Blink spumante di gran frutto. Sempre dalla uve di vernaccia nera ecco un spumante in rosa di assoluta qualità, sorprendente perché è forse il primo e unico metodo classico (rifermentazione in bottiglia) ottenuto da Vernaccia Nera: il Rosè di Fontezzoppa, eccellente in abbinamento con crostacei, con ostriche, con i cibi dell’amore e del fascino. E ancora un espressione sbarazzina della Vernaccia è sicuramente il Ciarliero di Colmone della Marca. Qui Giovanni Meschini ha inteso, dalle vigne di Pitino, fare un frizzante sbarazzino, appunto ciarliero. Stando sempre in terre maceratesi ecco l’Occhio di Gallo di Villa Forano, prova d’autore di come le uve Montepulciano e Sangiovese se vinificate in rosa – procedimento che richiede estrema perizia in cantina – esprimano delicatezze sfumature davvero femminee. E non è un caso che questo vino sia prodotto da una cantina tutta al femminile. Allargandoci verso il sud delle Marche ecco un’altra occasione di grande classe e che porta sempre una firma al femminile. E’ il Thea Rosè Brut metodo classico della cantina Velenosi che ha dato prova d’autore con questo blend di Pinot Nero, uva che comincia a trovare nelle Marche l’attenzione che merita e un terroir che la fa esprime con più forza senza venire meno all’innata eleganza, e chardonnay di grande classe. E sempre tra gli spumanti non si può tacere del Brut Rosè di Garofoli, la più antica casa vinicola marchigiana, che nell’anconetano produce questa bollicina da uve Montepulciano in rosa di classe immensa come del resto il rosato fermo Komaros egualmente da uve Montepulciano. Peculiarissima è la bottiglia dei Poderi si Santa Lucia, un rosato che nasce da un vitigno autoctono per eccellenza la Lacrima di Morro d’Alba. Altra bottiglia del tutto peculiare è senza dubbio quella che viene dalla cantina Terracruda dei colli pesaresi che col Codazzo Rosato esalta la peculiare Vernaccia di Pergola. Questi sono solo alcuni dei sorsi d’eccellenza che le Marche offrono come omaggio alle donne. Per scoprire, anche l’8 marzo, in un calice di vino il fascino dell’inconsuetudine. Ed è questo anche uno dei tratti più significativi dell’Infinito Wine Festival, che si svolgerà nell’incantevole città di Recanati il 27, 28 e 29 aprile e dove si incontreranno le migliori cantine marchigiane per raccontare i segreti delle loro etichette più premiate, meravigliare il palato e conquistare il cuore.
