“Processo a porte chiuse” al Lauro Rossi

RECENSIONI - Nuova produzione della Compagnia Filarmonico-Drammatica contro la violenza sulle donne

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Mauro Cortella e Francesca Valenti

di Walter Cortella

A soli quindici giorni di distanza dalla precedente esibizione, la Compagnia Filarmonico-Drammatica di Macerata, «esce» con un nuovo lavoro, un’assoluta primizia, con la quale prende una chiara posizione nella diuturna lotta contro la violenza sulla donna. E lo fa al teatro L. Rossi con un dramma molto particolare, Processo a porte chiuse, scritto dal maceratese Giuseppe Riccardo Festa, che ne ha curato anche la regia. Il testo si presenta in una veste inconsueta.È redatto in forma poetica, una tessitura che a prima vista sembra appesantirlo con le sue assonanze, ma che in realtà gli conferisce una gradevole musicalità. La cronaca quotidiana ci propone, purtroppo, numerosi casi di violenza sulle donne, consumati il più delle volte all’interno delle mura domestiche, dagli spietati partners delle stesse vittime. La dimensione assunta da questo intollerabile fenomeno ha portato la società civile a dichiarare il 2013 “anno contro la violenza sulle donne e i bambini”.

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L’avvocato di Parte civile

E in questa ottica il dramma messo in scena dalla C.F.D. assume una particolare valenza. Dopo il rituale rinvio a giudizio, la vicenda si dipana all’interno di un tribunale, dove si celebra il processo, nel corso del quale i protagonisti sono chiamati a rievocare i fatti. Sfilano, così, davanti alla giuria lo stupratore, la vittima, il suo giovane fidanzato e la moglie dell’accusato. Ognuno di essi torna dolorosamente con la memoria a quel «maledetto giorno» in cui si è consumato il delitto più vile, quello perpetrato a danno di donne indifese e incolpevoli.

Lautore-regista

L’autore-regista

Le loro sofferte testimonianze sono raccolte da un cancelliere che, ahimè, viene appena sfiorato dalla loro tragicità, preso com’è dai suoi piccoli problemi personali. C’è poi la parte dedicata alle arringhe dei legali e dei magistrati. Con profonde considerazioni antropologiche e accenti diversi, il Pubblico Ministero e la patrocinante di parte civile sottolineano i preconcetti della società nei confronti della donna, la brutalità dell’aggressore (il classico uomo normale), la inadeguatezza di una giustizia «al maschile» e chiedono accoratamente che una volta per tutte la collettività si pronunci con «un no vero, sincero e finale all’impudenza del male». Ha un bel da fare l’avvocato dello stupratore per difendere il suo patrocinato. Le tenta tutte, si arrampica sugli specchi, cerca di ribaltare i ruoli di vittima e aggressore e, non contento, mira a far ricadere addirittura sull’intero genere femminile la responsabilità delle violenze subite dalle donne. Fa ricorso al suo «mestiere» e non disdegna di assumere atteggiamenti teatrali, pomposi ed esagerati, al limite dell’irritazione. Ma alla fine, e non poteva essere diversamente, il suo patrocinato viene condannato da un inflessibile quanto equilibrato giudice. La crudezza del tema trattato è stata stemperata dalla delicatezza dei tre movimenti coreografici, creati per l’occasione da Donatella Roccetti e interpretati da Francesca Valenti, accompagnata da Mauro Cortella nella scena d’apertura dell’aggressione in trenoe da Matteo Cacurri nel tenero tentativo di mantenere saldo, malgrado l’accaduto, il loro delicato legame affettivo, a chiusura del primo atto.

Il-Cancelliere

Il Cancelliere

Il terzo «quadro», nel finale, ha proposto un eloquente assolo della graziosa Francesca, chiara accusa all’imputato. Lo spettacolo, organizzato sotto l’egida del Lions Club Macerata-Sferisterio e con il patrocinio del Comune, ha incontrato il favore del pubblico che ha seguito con grande concentrazione il dipanarsi della vicenda. Trattandosi di una «prima» assoluta, non sono mancate le inevitabili, lievi sbavature. L’auspicabile rodaggio consentirà al regista, anch’egli al debutto, di mettere a punto il complesso meccanismo dell’intera messinscena. Accanto ad una scenografia assolutamente minimalista, «illuminata» da Stefano Zagaglia, da segnalare l’efficace scelta dei brani musicali, selezionati con estrema cura dallo stesso regista. I componenti del cast (Stefano Cosimi, Luca Loncao, Franco Bury, Viviana Bonfigli, Daniela Treggiari, Andrea Tonnarelli, Maurizio Trionfetti, Serenella Ottone, Walter Cortella, Paola Cosimi e Fernando Bianchini), nelle precise caratterizzazioni hanno messo in evidenza buone qualità interpretative individuali ed un livello artistico complessivo di tutto rispetto, seppure suscettibile di ulteriori miglioramenti. Con questo dramma la C.F.D. di Macerata si accinge ad affrontare la prossima stagione teatrale.


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