In mostra a Gagliole
l’antenato del mostro di Loch Ness

Il rarissimo plesiosauro trovato negli Stati Uniti è arrivato al Museo di Storia Naturale grazie ad una donazione privata

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Immagine 3D di Vojislav Vukadin

di Monia Orazi

Un nuovo speciale inquilino, “Nessie” è stato amichevolmente soprannominato dal personale, è giunto a fare compagnia ai tanti reperti fossili del Museo di Storia Naturale di Gagliole. Da fine marzo sarà possibile ammirare nella seconda sala lo scheletro fossile di questo esemplare lungo cinque metri, antenato di quello che nell’immaginario collettivo è noto a tutti come Nessie, il mostro di Loch Ness. Dal punto di vista scientifico si tratta di una scoperta molto importante, un esemplare rarissimo da trovare e che fino a questo momento, non è stato esposto nei musei del centro Italia. Si tratta di un plesiosauro, un rettile acquatico vissuto tra il Triassico superiore ed il Cretaceo superiore, in un periodo compreso tra 300 e 65 milioni di anni fa, data in cui tutti i dinosauri si estinsero per un motivo non ancora del tutto chiarito dalla scienza.

“E’ stato trovato negli Stati Uniti – racconta Paolo Paoletti della Fondazione Oppelide che gestisce il museo – è giunto da noi grazie ad una donazione privata, diversi anni fa, contenuto in un gruppo di pietre, senza essere a conoscenza di cosa si potesse trattare. Il personale del museo ha impiegato un anno e mezzo di lavoro, per una minuziosa pulizia che ha permesso di riportare alla luce il reperto”. Fino a 70 milioni di anni fa “Nessie” era un anfibio che viveva tra terraferma ed acqua del mare, poi piano piano le sue quattro zampe si sono trasformate in pinne, sino a diventare completamente acquatico. Va a fare compagnia ad altri due eccezionali reperti, un ittiosauro (antenato del delfino) giunto qui dalle coste africane ed esposto da oltre cinque anni lungo circa due metri, ed un mastodontico dyrosauro, altro esemplare marino che nella catena evolutiva è imparentato ai coccodrilli. L’allestimento di Nessie è quasi completo, mancano sottili lavori di rifinitura per mostrare lo scheletro in tutta la sua forma serpentoide, mentre è in preparazione un diorama, un pannello a colori che ricostruirà l’aspetto dell’animale da vivo. Il collegamento tra il mostro di Loch Ness ed il plesiosauro è dato dal lungo collo. Molti scienziati l’hanno utilizzato come ipotesi per spiegare l’esistenza del presunto mostro. E’ stato ipotizzato che l’anonimo frequentatore del lago scozzese fosse un dinosauro scampato all’estinzione, anche se tecnicamente il plesiosauro è un rettile marino. Molte testimonianze orali sul mostro del lago di Loch Ness, parlano di un animale che periodicamente si recava a cacciare sulla terra ferma, tornando poi in acqua. Gli scettici contrari a questa ipotesi, sostengono che le acque scozzesi non siano adatte a far sopravvivere un dinosauro, anche se in loco sono stati rinvenuti molti fossili di dinosauro, nel maggio del 1995. Per altri la Nessie immaginaria è un archeoceto, mammifero primitivo. La Nessie di Gagliole sarà visibile al pubblico a partire da Pasqua, anche alle numerose scolaresche che si recano a fare quattro passi nella preistoria, con i bambini affascinati dal laboratorio, dove possono toccare, scoprire e fare esperimenti sui reperti fossili.


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