Laboratori irregolari e lavoro nero
La Cgil: “Controllate anche i committenti”

CIVITANOVA - La richiesta dei sindacati alle autorità preposte dopo i recenti fatti di cronaca

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Nella foto Sonia Paoloni, responsabile provinciale Cgil Filctem e Marsilio Marsili responsabile della Camera del lavoro di Civitanova

Sonia Paoloni, responsabile provinciale Cgil Filctem e Marsilio Marsili responsabile della Camera del lavoro di Civitanova

 

di Laura Boccanera

“Bene i controlli sui laboratori irregolari, ma si risalga a monte per scoprire chi è che commissiona i lavori”. La Cgil Filctem provinciale commenta il blitz avvenuto qualche giorno fa a Monte San Giusto (leggi l’articolo) e denuncia un fenomeno in crescita fra le aziende del settore moda e gomma plastica. “Quando vengono scoperti questi laboratori clandestini o che impiegano personale dipendente non regolare o costretto ad operare in condizione igieniche e lavorative precarie, le autorità devono cercare anche di risalire a monte, ossia all’azienda cliente che commissiona il lavoro, come sindacato non abbiamo potere di vigilanza” spiega Sonia Paoloni responsabile provinciale Filctem Cgil. E il fenomeno di cui parla è in espansione anche fra le aziende della zona: sempre più spesso insomma le imprese del distretto ricorrono a lavorazioni conto terzi di imprenditori cinesi o pachistani che grazie al mancato rispetto di condizioni salariali e contrattuali adeguate allo standard dei contratti collettivi nazionali possono permettersi di ribassare il prezzo e di conseguenza essere più competitivi sul mercato. “Ma nei contratti nazionali – continua la Paoloni – è ben spiegato che l’azienda che commissiona un lavoro ad un’altra impresa ha la responsabilità di appurare il rispetto delle condizioni del contratto nazionale e di conseguenza anche l’azienda terzista deve essere in regola altrimenti incorre in sanzioni”. Ma la tendenza non è solamente legata alle aziende cinesi, anzi, spesso sono anche italiani che utilizzando lavoratori anomali come pensionati o personale in nero possono spuntarla sulla concorrenza risparmiando sui lavoratori e abbassando il prezzo: “è capitato che una piccola azienda di Civitanova risultasse irregolare: aveva 10 dipendenti 8 dei quali contrattualmente irregolari e tutti italiani. Se si vuole estirpare il problema bisogna andare alla radice, basterebbe un controllo incrociato fra forze dell’ordine e ispettorato del lavoro”. Una pratica, quella di affidare le lavorazioni conto terzi, in crescita esponenziale anche nel settore gomma plastica: “prima le lavorazioni creative come la modelleria erano interne – spiega Vincenzo d’Alessandri – con l’inizio della crisi alcune lavorazioni come la raffilatura e altre ad alta incidenza manuale sono state affidate all’esterno e il principio del prezzo più basso ha avuto la meglio”.

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Proprio oggi la Direzione Provinciale del Lavoro ha reso note le ultime attività, nelle quali sono stati scoperti molti lavoratori in nero nei laboratori cinesi (leggi l’articolo).


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