A proposito delle dimissioni del Papa
Lasciare potrebbe essere più coraggioso di restare
di Donatella Donati
Dove andrà a vivere Papa Ratzinger, dopo la rinuncia ufficiale padre Lombardi, addetto stampa, l’ha più volte anticipato: un convento che affaccia sui giardini vaticani dove pregherà e studierà in solitudine e ormai estraneo a ogni attività della santa sede, in una specie di soggiorno controllato. Ben diverso fu il destino di Gregorio XII (leggi l’articolo) di cui ormai si comincia a parlare come dell’ultimo Papa che rinunciò al pontificato prima dell’attuale e assai dopo il più noto Celestino V che ha avuto un Dante come cantore. Angelo Correr, dopo aver anteposto l’unità della Chiesa alla sua carica – non nascondiamo una qualche analogia con la scelta di Benedetto XVI – , nominato governatore della Marca di Ancona, uno dei più importanti territori dello stato della Chiesa, sceglie liberamente Recanati.
Lo racconta don Lauro Cingolani, parroco storico della cattedrale e attento studioso della sua storia. Probabilmente Angelo Correr, comunque onorato come pontefice emerito, scelse per residenza l’episcopio di Recanati perché da quel luogo, il più elevato della città, si domina un panorama stupendo: i monti Sibillini che lo separavano da Roma e il mare Adriatico, allora ancora chiamato golfo di Venezia, dove transitavano navi e traffici della sua città natale. «Non è escluso – dice don Lauro – che la presenza della casa di Nazareth nella vallata, richiamasse in lui il culto mariano».

Quando nel 1960 fu aperto il sarcofago che conteneva il suo corpo, bisognava rifare uno spigolo del coperchio, don Lauro era presente. «Lo scheletro era coperto di una seta viola, si indovinava ancora la sagoma di un uomo alto e dritto. Allo scultore Pirrone fu dato l’incarico di scolpire il busto di Gregorio XII da porre davanti alla fiancata della chiesa dove curiosamente è anche l’ingresso principale». In quell’occasione ci fu uno scambio di corrispondenza tra don Lauro e una delle ultime discendenti della famiglia Correr che mandò un ritrattino dell’antenato papa che servì di modello allo scultore. La lunga iscrizione sul fianco del sarcofago è diventata quasi illeggibile. Provarono a decifrarla ai primi del novecento il fisiologo Mariano Luigi Patrizi e il letterato Francesco Moroncini. Ne cavarono fuori la qualifica di uomo di grande fede e cultura e poco altro. Può darsi che un esperto in epigrafia possa trovarci qualcosa di più.
Lasciare potrebbe essere più coraggioso di restare
Nel 1415 rinunciò alla carica. Ancora oggi la sua tomba è meta di fedeli e c’è chi giura di aver sentito odore di rose durante la riesumazione della salma negli anni Sessanta
Dall’Agorà dei giovani a Montorso del 2007 al recente viaggio a Loreto sulle orme di Giovanni XXIII. La devozione per San Nicola di Tolentino, la nomina di Padre Georg ad Arcivescovo di Urbisaglia, il Congresso Eucaristico ad Ancona e l’ultima testimonianza scolpita nella lapide sulla facciata della Chiesa di San Filippo a Macerata
LE REAZIONI – L’Arcivescovo di Camerino fu consacrato proprio da Benedetto XVI ed era stato convocato a Roma il 28 febbraio, giorno in cui il Pontefice si dimetterà. Monsignor Vecerrica si era confrontato con lui sui giovani. Monsignor Giuliodori ricorda l’intervento del Santo Padre nel percorso di beatificazione di Padre Matteo Ricci, intanto continua a guardare a Milano
Inatteso l’annuncio del Pontefice, in latino, durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto. Non accadeva da quasi 600 anni
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati