Sovraffollamento delle carceri, Patrizio Gonnella ne parla a Macerata
Chi sono i 66.000 detenuti che compongono le nostre carceri? Come mai l’Italia, che ha un tasso di criminalità tra i più bassi rispetto agli altri paesi europei, si ritrova le carceri tra le più affollate d’Europa? Domani (giovedì) alle ore 21,15 alla sala Castiglioni della Biblioteca Mozzi Borgetti, Patrizio Gonnella, presidente di Antigone – l’associazione che a livello nazionale raccoglie e divulga le realtà carcerarie – discuterà del problema del sovraffollamento carcerario insieme a Maria Grazia Coppetta, docente di procedura penale dell’università di Urbino ed esperta di diritto penitenziario, coordina Francesca Marchetti, operatrice teatrale nel carcere Barcaglione di Ancona. Per eliminare il problema del sovraffollamento è necessario intervenire in modo drastico sulle tre leggi che hanno prodotto la carcerazione: la legge ex Cirielli, la famosa legge “Salva Previti” che prevede aumenti di pena per coloro che reiterano il reato; la legge Fini-Giovanardi che colpisce il consumo di droghe (anche leggere) e la Bossi- Fini, che criminalizza lo status di immigrato che soggiorna irregolarmente. La dichiarazione di emergenza delle carceri risale ormai al 2010, nulla è stato fatto per risolvere questa situazione di degrado complessivo e di profonda sofferenza umana. Di fronte a questo quadro viene da chiedersi quanto la mancata attuazione di provvedimenti normativi, non sia che una profonda strutturalità che connette il carcere alla nostra organizzazione sociale e alla crisi di un modello sociale. il sovraffollamento non è altro che l’effetto di automatismi che rientrano nelle logiche di controllo sociale di una società in decadenza che non riesce a liberare spinte alternative ma piuttosto richiudersi su se stessa. L’evento è promosso dall’associazione Art’O e dall’Università di Urbino.
