Nelle Marche l’85,91% del parco circolante di auto non è verde

Un’elaborazione di Federpneus (Associazione dei Rivenditori Specialisti di Pneumatici) su dati Aci

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auto-inquinantiL’85,91% del parco di autovetture circolanti nelle Marche all’inizio del 2012 era costituito da modelli alimentati a benzina o a gasolio. Solo il restante 14,09%, quindi, era costituito da auto ecologiche, e cioè alimentate a metano, a gpl o elettriche. Tra le province marchigiane quella con la percentuale maggiore di autovetture ecologiche è Fermo (15,72%), seguita da Ancona (15,64%) e da Macerata (15,62%). Grazie a questi dati le Marche si collocano al secondo posto della classifica delle regioni in base alla percentuale di auto ecologiche sul totale del parco circolante. Sempre ad inizio 2012 in Italia, delle 37.107.223 autovetture circolanti, il 93,37% era costituito da modelli con alimentazione tradizionale, cioè a benzina o a gasolio. Le auto ecologiche (e cioè alimentate a metano, a GPL o elettriche) in circolazione nel nostro Paese erano 2.459.165, che corrispondono al 6,63% del parco. Questi dati derivano da un’elaborazione di Federpneus (Associazione dei Rivenditori Specialisti di Pneumatici) su dati Aci. Dall’elaborazione si evince inoltre che le auto alimentate a GPL in Italia sono 1.776.255 (il 4,78% del parco circolante), quelle a metano sono 680.994 (l’1,84% del parco circolante) e quelle elettriche sono 1.916 (lo 0,01% del parco circolante). Si tratta, come è evidente, di quote marginali del parco circolante, che risulta ancora composto per la grandissima maggioranza da auto alimentate in maniera tradizionale e quindi potenzialmente più inquinanti di quelle alimentate con carburanti alternativi. Dal momento che appare improbabile che la percentuale di auto verdi possa crescere in maniera sostanziale a breve termine, è importante sapere che è possibile, tramite semplici accorgimenti, rendere il parco circolante più ecocompatibile. A questo proposito non tutti sanno che un ruolo fondamentale è giocato dai pneumatici, che hanno anche un’influenza decisiva sulla sicurezza della circolazione. Di particolare importanza è il controllo della pressione di gonfiaggio; una pressione dei pneumatici troppo bassa, infatti, provoca una maggiore resistenza al rotolamento che comporta un maggior consumo di carburante ed un conseguente aumento delle emissioni di CO2 nell’atmosfera (oltre ad una rapida ed irregolare usura del battistrada). Da sottolineare, poi, che anche una pressione di gonfiaggio elevata ha effetti negativi sulle prestazioni del pneumatici e sul comfort di guida. La pressione corretta è quella indicata dal costruttore nel libretto di uso e manutenzione del veicolo. Pneumatici gonfiati alla giusta pressione, quindi, possono contribuire in maniera decisiva a ridurre i consumi e quindi la spesa per il carburante ed allo stesso tempo a diminuire anche le emissioni di CO2 dell’auto su cui sono montati.

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