Per la sicurezza in azienda
arriva il rappresentante territoriale

MACERATA - Confesercenti e sindacati presentano l'accordo provinciale e l'iniziativa "Libera la domenica"
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Michela Verdecchia, Roberto Broglia, Matteo Ferretti, Marco Squartini e Lucia Biagioli

di Gabriele Censi

Primo esempio  nelle Marche nei settori commercio, servizi e turismo, lo strumento del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è operativo a Macerata grazie all’accordo per la costituzione dell’OPP, ovvero l’organismo paritetico provinciale. Ne fanno parte la Confesercenti di Macerata e i sindacati dei lavoratori Filcams (Cgil), Fisascat (Cisl), e Uiltucs (Uil).   Un adempimento di legge che permette di avere strumenti per la tutela dei lavoratori che incontrano l’esigenza di limitare le spese aziendali. Per le piccole aziende avere un rappresentante interno è spesso un costo proibitivo e per il lavoratore segnalare mancanze riferite al proprio datore è più difficile piuttosto che rivolgersi ad un rappresentante esterno. Questi i punti di forza dell’accordo che “si concretizza in una persona fisica a cui rivolgersi” dice Lucia Biagioli di Confesercenti Macerata. Il RLST è Matteo Ferretti che ha già raggiunto la maggior parte delle quasi 30 aziende che hanno aderito: “ con una visita che non ha carattere ispettivo e sanzionatorio ma preventivo e di consulenza per suggerire quali sono gli adempimenti necessari per rispettare la normativa”.  Il presidente dell’OPP è Marco Squartini sindacalista Cisl che ha presentato la nuova struttura con Michela Verdecchia (Cgil) e Roberto Broglia (Uil). “Serve diffondere una nuova cultura della sicurezza anche nelle piccole aziende e in settori che apparentemente sembrano meno soggetti ad incidenti, questo accordo – ribadiscono i rappresentanti sindacali- agevola gli adempimenti con costi ridotti” L’invito ad aderire può sembrare pleonastico considerando che ci sono leggi stringenti che obbligano le aziende ma nella pratica i numeri ancora sono insufficienti e tanti sono a rischio sanzione o blocco dell’attività. “Un fattore di rischio aggiuntivo -dice Michela Verdecchia- è la sempre più elevata turnazione su 6 o sette giorni di lavoro e a maggior ragione si lega la campagna avviata che presentiamo contestualmente”,  Libera la Domenica. E’ una proposta di legge di iniziativa popolare nazionale per restituire alle Regioni la facoltà di decidere sulle aperture domenicali. L’orario continuato e le aperture domenicali non hanno prodotto gli effetti desiderati anzi secondo la Confesercenti, generano problemi di diversa natura. Le aziende medio piccole non sono in grado di sostenere la spinta concorrenziale con le grandi catene distributive che possono avvalersi di un numero ingente di lavoratori per effettuare le turnazioni degli orari; i costi per le piccole aziende diventano insostenibili; i tempi di vita non sono più orientati a supportare un nucleo familiare ma una mera produzione; il riposo settimanale non è più da intendersi come necessario fisiologicamente per la tutela del fisico e della mente, ma è vissuto come tempo sprecato poiché non dedicato alla produzione. “Senza una nuova legge, nei prossimi 5 anni altri 80.000 negozi chiuderanno e le nostre città  saranno sempre più vuote e meno sicure.”



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