Game Over per il gioco d’azzardo!

L’esperienza dell’Associazione GLATAD onlus

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gioco d'azzardo

Il gioco d’azzardo è  sempre più diffuso nel nostro territorio, spesso la cronaca se ne occupa come nel caso della bisca clandestina di Sarnano (leggi l’articolo), ma il tema può essere affrontato anche sotto l’aspetto patologico, se ne è occupato sul nostro giornale con un approfondimento Giuseppe Bommarito (leggi l’articolo). Molto impegnata sul campo è  l’Associazione Glatad Onlus di Tolentino che ha attivato nel 2007 il progetto Game Over, in collaborazione con la Provincia di Macerata, l’ASUR, e altre Associazioni del territorio. Il progetto ha visto negli anni nascere una serie di iniziative nell’ambito della formazione degli operatori, della raccolta di dati, della prevenzione e della cura di chi vuole superare un distorto rapporto con il gioco“In questi anni il Glatad – raccontano Maurizio Principi e Massimo Tasso, referenti dell’associazione– si è occupato principalmente della presa in carico dei giocatori patologici e del loro nucleo famigliare. A Tolentino, presso la sede del GLATAD, è operativo uno sportello di consulenza (numero verde 800984565) dove psicoterapeuti con esperienza specifica effettuano colloqui individuali e incontri con le famiglie. Sono stati presi in carico finora, in modo continuativo, più di 30 persone e 20 famiglie. L’evoluzione del fenomeno registra una diffusione sempre più preoccupante e il grido di allarme lanciato dagli operatori delle associazioni e dei servizi pubblici, non sembra trovare effettivo ascolto da parte delle istituzioni politiche nazionali, sia perché ci sono grossi interessi “in gioco”, sia perché anche esse coltivano l’illusione di risolvere la crisi con il gioco d’azzardo. Nella rete degli interventi attivati nel territorio, il lavoro proposto dal Glatad si è mosso nella direzione di approfondire, caso per caso, il posto che il gioco viene ad occupare nella storia del soggetto ed il significato che riveste nella sua vita affettiva e relazionale. In questo senso, nella diversità delle storie si possono evidenziare alcuni tratti comuni quali l’aspettativa di migliorare la propria posizione sociale o quella di avere più soddisfazioni nella propria vita. Le “slot”, che, per la nostra esperienza, tra i giochi d’azzardo, rappresentano la scelta più regressiva, offrono con le loro luci multicolori, l’ambiente, i suoni ripetuti, una sorta di paradiso in cui coltivare illusioni e sospendere il tempo rispetto alle difficoltà della vita quotidiana. Il rischio maggiore è rappresentato dall’illusione di risolvere i propri problemi attraverso il caso, l’azzardo e non nel rapporto con gli altri. All’inizio si parte con l’idea di poter risolvere i propri problemi economici, la solitudine, le difficoltà con il piacere ed il divertimento; gradualmente si entra in una dipendenza particolarmente onerosa dal punto di vista sociale, famigliare e personale. Il gioco è una delle dimensioni fondamentali dell’umanità, ma nell’azzardo viene meno proprio la dimensione di confronto, di abilità, che rende questa occupazione rilassante e creativa. Nell’azzardo non si gioca più e solo se questo finisce – giunge al “Game over” –  può ricominciare il gioco della vita.”


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