Bisca a Sarnano
Denunciati 10 giocatori e un esercente
Un esercizio pubblico del centro era diventato luogo di ritrovo per giocatori di "Lotto reale"
A Sarnano durante le festività ha spopolato il gioco del “Lotto Reale” che ha richiamato anche giocatori provenienti da fuori provincia. Il gioco consiste nel puntare su una delle 36 caselle illustrate di un tabellone e naturalmente non è regolamentato dalle norme in materia e, pertanto, è proibito, anche per il sotteso scopo di lucro.
Il “Lotto reale”, per le sue modalità di svolgimento, sembra un avvincente divertimento con momenti di esilarante svago oltre ad assicurare una sostanziosa quanto incerta vincita e queste caratteristiche attraggono molti giocatori. Così è accaduto anche a Sarnano dove un esercizio pubblico del centro abitato era diventato luogo di intrattenimento non soltanto per i giocatori, ma anche per diversi clienti-spettatori.
I Carabinieri della locale Stazione, venuti a conoscenza della pratica, verso l’una di questa notte sono intervenuti con i colleghi in borghese del Nucleo Operativo di Tolentino sorprendendo in flagranza, intorno al tabellone, una decina di giocatori che avevano puntato su alcune caselle decine di euro, mentre un addetto all’esercizio teneva il gioco.
Sul tavolo i militari hanno rinvenuto la somma (compresa quella del “banco”) complessiva di 600 euro circa, che è stata ovviamente sequestrata insieme al tabellone del “Lotto Reale”. Per 11 persone è scattata la denuncia penale per partecipazione a gioco d’azzardo e per il gestore dell’esercizio le conseguenze saranno anche di natura amministrativa oltre che penale.
(a. p.)

Bisca? ma per favore! A Sarnano e dintorni lo sanno anche le pietre dei selciati che nel periodo natalizio, da generazioni, si gioca al lotto reale. E’ vero che la legge è (o dovrebbe essere) uguale per tutti e che le forze dell’ordine, magari tirate per i capelli, non hanno potuto non fare il loro dovere, ma da questo episodio (di per se quasi insignificante) si può capire perché l’Italia si trova come si trova. Se, mentre imperversano ladri, truffatori, molestatori e assassini, possiamo permetterci il lusso di impiegare le forze di pubblica sicurezza e tenere occupata la magistratura penale per reprimere un gioco d’azzardo(!?) dove giovani, donne, e vecchietti puntano pochi spiccioli significa che lo Stato sta perdendo anche l’ultimo debole collegamento con la realtà sociale. Sia chiaro, non me la prendo con chi applica la “dura lex”, ma con chi non è capace di riformare un sistema giuridico che prevede come reati perseguibili penalmente fatti che non creano alcun allarme sociale (come il gioco del lotto reale in un periodo limitato e fatto alla luce del sole -o delle lampadine – in locali aperti).