In più di 200 per l’abbraccio di Mirella

LO SPIRITO DEL NATALE A MACERATA – Alla Trattoria Da Ezio il tradizionale pranzo offerto ai meno fortunati. Un incontro tra culture diverse nel segno della tradizione e della solidarietà
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di Beatrice Cammertoni

“Sindaco, ma sei venuto a piedi o con la Panda?” Con questa battuta sul Pandagate (leggi l’articolo) Romano Carancini viene accolto nel regno di Mirella della Trattoria da Ezio. D’altronde l’atmosfera del tradizionale pranzo di beneficenza organizzato dal ristorante è conviviale, accogliente, quella una rimpatriata tra vecchi amici, che non necessariamente hanno le solite facce. Sedici anni di solidarietà e di altruismo, un appuntamento che scandisce nel segno della tradizione i tempi che cambiano.

Pranzo_da_Mirella-18-200x300Un pranzo a base di risotto alla marinara e spaghetti con le vongole, coda di rospo, brodetto, patate e insalata e dolci di Natale, preparato con cura dalla cucina della più maceratese degli chef nostrani. C’è chi lo mangia al ristorante, finendo a tavola con altri commensali e condividendo con loro lo spirito dell’iniziativa e chi invece lo prende per mangiarlo a casa. All’una, ci dice Mirella, erano già state prese d’asporto più di cento, centodieci porzioni: “Qualcuno si vergogna a fermarsi, altri non possono proprio.” Ad ognuno dei suoi ospiti la padrona di casa dedica ancora una premura speciale prima di andarsene, un pandoro, un panettone, uno zampone o qualche bottiglia, purchè non si vada via a mani vuote. “Questo è il vero Natale, anche se c’è crisi. La superiamo con il sorriso .E’ importante volersi bene. Quest’anno abbiamo preparato tre volte le quantità dell’anno scorso e non è avanzato niente”. Qualche numero? 16 chili di pasta, 16 chili di riso. 40 chili di coda di rospo e altrettanti di brodetto. L’abbraccio di Mirella, con Marco e Gianni ed il resto della squadra, copre ognuna di queste premure, con il sostegno della Parima che offre il pane e di FoodService che invece contribuisce con una parte del pesce.

Pranzo_da_Mirella-14-300x200 All’atmosfera, invece ci pensa la sala, che con le sue storie ed i suoi incontri contribuisce a rendere speciale anche questa edizione. Ci sono gli amici di Mirella e della sua famiglia che condividono con lei questa giornata sempre speciale, ci sono gli ospiti che ormai amici lo sono diventati dopo tante Vigilie insieme, ci sono nuovi arrivati che restano tali solo fino alla prima portata. C’è anche chi, come Maurizio Paduano, al pranzo si trova per caso: “Non sapevamo dell’iniziativa di oggi, conosciamo il ristorante e lo apprezziamo molto per questo volevamo mangiarci. Mirella ci ha invitati a restare ed abbiamo scoperto del pranzo di beneficenza. E’ encomiabile quello che fanno qui, è perfettamente in linea con lo spirito natalizio. Ora li apprezziamo di più.” Al tavolo accanto siede tra gli altri Maria Pennesi, tra una cara amica della proprietaria: “Sono due anni che vengo qua per l’occasione e ogni anno vedo persone nuove. Oggi passiamo la giornata insieme, poi a Natale saremo in pochi, avremo con noi solo la nipotina.”

Pranzo_da_Mirella-16-200x300La piccola Irina poco distante, seduta su una sedia abbondante per i suoi tre anni, ha mangiato oggi con il papà Anwar Marzogui e con due altri ospiti conosciuti in Trattoria. La mamma è a lavoro ed oggi Anwar l’ha portata al ristorante. Sul tavolo apparecchiato i proprietari hanno lasciato tante monete di cioccolato, un piccolo tesoro goloso con cui si diverte. Ci dice Anwar: “L’anno scorso sono rimasto disoccupato a causa della crisi ed ora lavora solo mia moglie. Spero di trovare preso qualcos’altro. Oggi mi hanno detto di questa iniziativa alla Caritas ed ho pensato di portare la bambina, che tra l’altro è nata proprio a Macerata. Avevo paura di venire, non sapevo cosa fare, invece ora sono contentissimo di averlo fatto, c’è una bellissima atmosfera. Ho fatto amicizia con i miei vicini.” Anche Roberto Romagnoli ha mangiato alla Trattoria Da Ezio: “Per me è la prima volta, sono venuto per stare in compagnia”. Carlo Dagher, di origini libanesi, è ormai uno degli ospiti più assidui e attesi da Mirella. E’ venuto la prima volta con la figlia più piccola di sei mesi, ora torna con una bellissima ragazza di dodici anni. “Vengo tutti gli anni, è un appuntamento che non manco. E’ una cosa rara, nessun’altro lo fa. Si mangia bene e c’è una bella atmosfera di famiglia.”

Pranzo_da_Mirella-6-300x224Mirella lo saluta: “Venivi qui anche dopo poco che avevamo aperto, eri più giovane e più magro, ora non lo sei più!” Con lui anche suo fratello Rolando: “Mi piace venire qui tutti gli anni, è una tradizione di fraternità e amicizia. Il Natale è qui, è bellissimo passare la Vigilia insieme. Poi le tagliatelle fatte a mano di Mirella sono buonissime.” In famiglia anche Antonio Tomassini, che da almeno quattro anni non manca con i suoi figli: “E’ una iniziativa splendida, mi dispiace solo che tanti maceratesi si vergognino di mangiare qua e si portino il pranzo a casa. Mi sembra un atteggiamento bigotto.” Al suo tavolo mangia anche Raffaele, che partecipa per la prima volta dopo un anno difficile. “Queste persone sono solidali e di larghe vedute, io sono solo ed in una situazione di indigenza e sono venuto volentieri.” Massimiliano, Davide, Burkm e David, continuano le tradizioni di famiglia partecipando al pranzo di Natale dopo essere stati invitati dallo zio di uno di loro.

Pranzo_da_Mirella-20-300x200Per mangiare la cucina di Mirella abbandona la sua postazione di fedele guardiano dei parcheggi in via Armaroli anche Peppe: “Sono anni che vengo a mangiare. E’ tutto buonissimo e ci fanno mangiare gratis”.

Tra gli ospiti di Mirella anche i vicini di casa di MagaCacao, Lucia e Giacomo, che Mirella invita personalmente ogni anno: “Lei ci tiene tanto e noi veniamo ormai da tre anni. Portiamo sempre uno dei nostri panettoni, che poi lei regala con gli altri.” Come sempre presenti oggi anche le istituzioni. Il Sindaco Carancini con sua moglie, l’assessore provinciale Massimiliano Bianchini e il consigliere comunale Ivano Tacconi hanno partecipato al pranzo, condividendo l’orgoglio per dei cittadini generosi come Mirella, suo figlio Marco, Gianni e tutto il resto della cucina.

Pranzo_da_Mirella-9-300x224“La generosità di queste persone – commenta il sindaco Carancini – e quello che avviene qui la Vigilia hanno in questo momento difficile un valore superiore. Insegna che sarebbe bello ogni tanto bussare alla porta del vicino e sapere se si può far qualcosa per lui con il modo di fare semplice, diretto e vero di Mirella. Avere queste figure che spontaneamente contribuiscono all’azione dell’amministrazione è motivo di grande orgoglio per il Comune. Questa iniziativa è dovrebbe essere di esempio anche per altri. Dobbiamo essere generosi, dirlo a noi stessi e ai nostri figli”.

Il pranzo di beneficenza della Trattoria da Ezio è anche un crocevia di culture e di nazionalità, un luogo in cui si scorge un po’ della nuova Macerata che in questi anni lentamente impara a convivere.

Pranzo_da_Mirella-19-300x200“Tantissime persone vengono perchè Mirella e il suo essere maceratese le attraggono. Riesce ad aggregare tutte queste persone di diversa nazionalità essendo quasi sussidiaria all’impegno del comune. Non possiamo non dirle grazie anche per questo.”

La multiculturalità del pranzo e il ruolo dei padroni di casa in questo scambio è valorizzato anche da Ivano Tacconi: “Mirella pensa a tutte quelle persone che aspettano con ansia l’atmosfera natalizia ma che per varie ragioni sono soli o indigenti. Pranzo_da_Mirella-13-300x237Le loro premure verso il cibo che offrono e regalano tiene conto delle differenze culturali e viene apprezzato. Qui c’è una città che cambia. Quest’anno per la prima volta manca il parroco di San Giorgio, morto nei mesi scorsi.”

Anche da parte di Massimiliano Bianchini grande orgoglio per l’attività di Mirella: “Il pranzo di beneficenza è una tradizione da 16 anni e continua anche in questo periodo drammatico acquisendo ancora più valore. Si lega ad un percorso di fede personale ma ha un significato sociale e culturale di grande portata. L’iniziativa sta superando i confini di Macerata. Il Natale dovrebbe ispirare sentimenti verso le persone fragili, proprio ora che i fragili sono dappertutto.

(foto Cronache Maceratesi)

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