Rovazzani: “L’amministrazione esclude i cittadini”
Il sindaco Ubaldi: “Devo garantire il numero legale”

PORTO RECANATI - Continua il botta e risposta dopo che l'opposizione ha abbandonato l'aula nell'ultimo consiglio. Interviene anche Riccetti dell'UPP: "La nostra idea di democrazia è innanzitutto rispetto di tutti"

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Alessandro Rovazzani (Porto Recanati a cuore)

di Stefano Palanca

Rispetto delle regole e diritto di partecipazione da una parte, volontà e possibilità di partecipare dall’altra. E’ ancora acceso il dibattito sull’abbandono da parte della minoranza di centro sinistra Uniti per Porto Recanati-Upp ma anche della lista civica Porto Recanati a cuore dalla seduta di consiglio comunale di tre giorni fa (leggi l’articolo). Il botta e risposta, infatti, prosegue quasi senza esclusione di colpi.
A ribadire i motivi dell’abbandono sono infatti l’ex assessore al Commercio Alessandro Rovazzani della lista civica che, ormai un anno fa, era uscito dalla maggioranza. “Il sindaco parla di mancanza di senso di responsabilità, ma è proprio perché ho senso di responsabilità ho preso questa decisione e ho abbandonato l’aula” chiarisce Rovazzani “Ai cittadini ormai da tempo non si permette di partecipare al consiglio comunale, tantomeno in una seduta così importante”. conclude Rovazzani.
Il sindaco Rosalba Ubaldi, infatti, non si è lasciato intimidire e replica prontamente come già lo aveva fatto in seduta di consiglio, così come a microfoni spenti. “Se i consiglieri erano presenti alle 14,30 significa che avevano le possibilità per partecipare in quell’orario come l’hanno fatto alle 15,30 o alle 18 in altri casi. Per governare devo garantire la mia maggioranza dopo aver preso le decisioni per poi attuarle in sede di seduta” sottolinea il primo cittadino “non posso certo assecondare il volere dell’opposizione e aspettare che siano loro sempre e tutti presenti. Sulla partecipazione dei cittadini sia i nostri elettori che gli elettori delle minoranze non possono sempre ascoltare o venire direttamente in aula, ma la democrazia è anche questo: votare i propri rappresentanti che prendono le decisioni per gli elettori e si oppongono alle decisioni della maggioranza per conto di altri rappresentanti. In merito infine alle decisioni prese e all’importanza di quel consiglio comunale in particolare, come di molti altri in generale, devo assicurare il numero legale. In ogni caso abbandonare l’aula non è una forma di rispetto verso la maggioranza e verso gli elettori”.

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Lorenzo Riccetti (UPP)

In una nota stampa di Upp, anche il gruppo di Lorenzo Riccetti aveva parlato di “Rispetto delle regole e garanzia del diritto di partecipazione della cittadinanza ai consigli comunali” proprio dopo aver abbandonato la seduta di consiglio. “Sono queste, in sintesi, le principali motivazioni per cui il gruppo consiliare UPP sebbene a malincuore ha deciso di lasciare l’aula consiliare” scrive l’Upp di centro sinistra”Dall’inizio del mandato è stato chiesto a più riprese al Sindaco di fissare lo svolgimento dei consigli comunali in orari consoni agli impegni lavorativi dei consiglieri e, non meno importante, dei cittadini, per garantire a questi ultimi l’opportunità di assistere alle riunioni. Richieste queste non solo mai accolte, ma neppure prese in considerazione. Nel primissimo pomeriggio la maggior parte delle persone svolge un’attività lavorativa (se ha la fortuna di avere ancora un lavoro!) e perciò a fatica può recarsi in consiglio. Il coinvolgimento della cittadinanza comincia proprio dalla partecipazione che a questa Amministrazione, come più volte dimostrato, non interessa minimamente anche quando le viene invocato dalla metà dei consiglieri e dunque dei cittadini che essi rappresentano. Così come è abitudine della maggioranza stabilire regole e concedersi subito dopo delle deroghe. Se si stabilisce di svolgere i consigli comunali nei giorni di rientro pomeridiano perché poi, ad insindacabile giudizio della maggioranza, il consiglio viene fissato in un giorno diverso?”. Anche l’Upp, nella sua nota, parla di democrazia come lo aveva fatto anche il sindaco ma spiega: “La nostra idea di democrazia è innanzitutto rispetto di tutti, della minoranza, dei lavoratori, della cittadinanza. Democrazia è ascolto delle esigenze e servizio alla collettività. Per questo il gruppo ha lasciato il consiglio comunale, per la totale assenza di regole chiare, certe e condivise” conclude l’Upp.


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