Addio a Gino Marotta,
espose al Louvre
Il grande artista è morto a 76 anni a Roma. Camera ardente a Pievebovigliana, suo paese d'adozione. Domenica i funerali. Cordoglio anche a Civitanova
di Matteo Zallocco
Addio a Gino Marotta tra le figure più rappresentative dell’arte italiana del secondo dopoguerra. Era nato a Campobasso nel 1935. La moglie Isabella ha dato notizia all’Ansa, spiegando che ieri il marito “era stato colto da un infarto”. Con lei anche i figli avuti dalla prima moglie Gea e Stefano che definiscono l’artista “assoluta unione tra arte e umanita”.
In questi giorni Marotta era presente con una sua personale alla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma ‘Relazioni pericolose’ un itinerario che intende perlustrare i territori di confine tra moderno e contemporaneo.
L’Alto Maceratese era diventata la sua terra da ormai trent’anni. Otto mesi all’anno viveva a Pievebovigliana dove aveva una casa-laboratorio. “E’ stato qui fino allo scorso mese di ottobre – ricorda il sindaco Sandro Luciani – Alcuni anni fa gli fu conferita la cittadinanza onoraria e lui donò a Pievebovigliana 13 quadri inediti che sono esposti nella Sala consiliare del
Comune da lui stesso ideata, progettata e realizzata. E’ proprio nella Sala consiliare che domani (sabato) dalle ore 18 sarà allestita la camera ardente, mentre i funerali si terranno domenica alle 15 nel cimitero di Fiano. La sua testimonianza – aggiunge commosso il sindaco – sarà sempre viva a Pievebovigliana dove lo scorso agosto è stata anche inaugurata in piazza la sua scultura dedicata all’Avis”.
Gino Marotta è stato anche protagonista dell’edizione 2010 di Herbaria all’Abbadia di Fiastra con la mostra d’arte “Corteo e altri luci colorate”, dedicata alle sculture in metacrilato che affrontano la tematica del naturale-artificiale, dando vita ad un inedito mondo vegetale e animale.
Originario di Campobasso, gia’ nel ’57-’58 e’ presente, insieme a pittori come Burri, Fontana, Capogrossi, Balthus, Licini e Le’ger, in mostre di grande rilievo internazionale come “Pittori d’oggi FranciaItalia” a Torino, “Modern Italiensk Maleri”.

Mostra d’arte del maestro Gino Marotta “Corteo di primavera e altre luci colorate”, organizzata dalla Fondazione Carima all’Abbadia di Fiastra in occasione della manifestazione “Herbaria 2010”.
A lui, come a pochissimi grandi artisti del XX secolo, è toccato l’onore di esporre al Louvre, nel 1969, un ciclo rappresentativo di sue opere. Ha partecipato a grandi esposizioni internazionali di interesse storico, portando il suo lavoro, il suo nome e quello dell’Italia nei piu’ grandi Musei del mondo, da Copenaghen a Tokio, Atene, Il Cairo, Dusseldorf, Berlino, Dortmund, Amburgo, Bruxelles, Anversa, Madrid, Siviglia, Londra, Ginevra, Zagabria, Belgrado, al Museum of Modern Art di New York, alla IX Biennale Internazionale di San Paolo del Brasile, alle Esposizioni Universali di Montreal, Siviglia e Hannover.
Nel 1984 e’ stato invitato a partecipare con una Sala personale alla XLI Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, dove ha esposto “Le Rovine dell’Isola di Altilia”, un’opera-ambiente di grandi dimensioni. A Milano è presente con numerose mostre di rilievo come la grande Antologica alla Rotonda della Besana nel 1973 e l’ormai mitica esposizione “Contatto-Arte-Citta”‘, il primo e piu’ significativo esempio di proposte per l’arredo urbano, alla quale su invito della Triennale di Milano parteciparono, con Gino Marotta, De Chirico, Burri, Arman, Matta, nel Parco del Palazzo dell’Arte.
A Roma presente alle mostre organizzate dopo gli anni Cinquanta sia al Palazzo delle Esposizioni che alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Da ricordare le varie Quadriennali d’Arte, la “Vitalita’ del Negativo”, “L’Arte Italiana degli anni ’60” e la grande mostra personale “Metacrilati” al Complesso del Vittoriano a Roma. E’ rappresentato nella Collezione “Artisti Italiani del XX secolo alla Farnesina” del Ministero degli Affari Esteri. Del suo lavoro e del suo pensiero artistico si sono occupati i piu’ importanti critici d’Arte italiani e stranieri.
Gli sono stati conferiti importanti premi per la scultura, la pittura, il design e il teatro. Titolare della cattedra di Decorazione pittorica presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, ha diretto l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila. Aveva pubblicato un libro di saggi brevi dal titolo “Rosso di Cinabro”. Si era occupato nel corso della sua carriera anche di cinema e di teatro. Collaborando a grandi produzioni come la “Bibbia” di John Huston; aveva esordito in teatro nel 1959, come scenografo, nel Misantropo di Luigi Squarzina, messo in scena al teatro Olimpico di Vicenza, con i costumi di Corrado Cagli.
Ma il cinema e il teatro d’avanguardia lo hanno visto impegnato in numerose imprese come il film “Salome”‘ e la scenografia teatrale di “Nostra Signora dei Turchi” di Carmelo Bene, le scene di “Finale di partita” di Samuel Beckett e, oltre un decennio piu’ tardi, le scene e i costumi di “Hommelette for Hamlet”, che gli fanno meritare nel 1988 il premio UBU per la migliore scenografia.
CORDOGLIO ANCHE A CIVITANOVA – E’ di Gino Marotta la scultura ad albero in acciaio che saluta chi arriva in città. Il sindaco Corvatta ha voluto esprimere il cordoglio alla famiglia dello scultore a nome della cittadinanza: “A nome dell’intera cittadinanza esprimo il mio cordoglio per la scomparsa del maestro Gino Marotta, che con la scultura “Trialone” ha impreziosito Civitanova. E’ un onore per la città avere una Sua opera come parte integrante del tessuto urbanistico”. Il famoso albero, realizzato nel 2007 dall’artista su richiesta della Fondazione Carima, che campeggia nel mezzo della rotatoria di San Marone, è una tra le sculture più imponenti mai progettate dal maestro, amata ed odiata in egual misura, come spesso accade a gran parte dell’arte contemporanea”.






Inserito il messaggio di cordoglio del sindaco di Civitanova, Tommaso Claudio Corvatta.
Da Paola Ballesi, riceviamo:
Si è spento Gino Marotta,
Tra le figure più rappresentative dell’arte italiana del secondo dopoguerra è uno dei più noti artisti italiani in campo internazionale che nel 1969 ha avuto l’onore di esporre al Louvre un ciclo rappresentativo del suo lavoro e nel 1984 di avere una Sala personale alla XLI Biennale Internazionale d’Arte di Venezia. A partire dalla fine degli anni cinquanta è presente, insieme a pittori come Burri, Fontana, Capogrossi, Balthus, Licini e Lèger, in mostre di grande rilievo internazionale come «Pittori d’oggi FranciaItalia» e «Modern Italiensk Maleri».
Ha partecipato a grandi esposizioni internazionali di interesse storico, al Museum of Modern Art di New York, alla IX Biennale Internazionale di San Paolo del Brasile, alle Esposizioni Universali di Montreal, Siviglia,Hannover e le sue opere sono nei più grandi Musei del mondo, da Copenaghen a Tokio, Atene, Il Cairo, Dusseldorf, Berlino, Dortmund, Amburgo, Bruxelles, Anversa, Madrid, Siviglia, Londra, Ginevra, Zagabria, Belgrado. Anche il cinema e il teatro d’avanguardia lo hanno visto impegnato in numerose iniziative di rilievo e gli sono stati conferiti importanti premi per la scultura, la pittura, il design e il teatro.
Era nato a Campobasso nel 1935 “il poeta del plexiglass” che dal 1957 ad oggi ha lastricato le strade della ricerca artistica d’avanguardia con opere contrassegnate dalla cifra del piacere del fare e del pensare per investigare in piena libertà gli infiniti orizzonti dell’immaginario e le sue potenzialità espressive nobilitando la materia attraverso le cangianti trasparenze del metacrilato .
Con un ricchissimo bagaglio di esperienze e già solidamente affermato nel sistema dell’arte, nei primissimi anni novanta è approdato in città come titolare della cattedra di decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata siglando il suo alto magistero della cifra inconfondibile della cultura umanistica con cui, insieme ai saperi tecnici e scientifici, insegnava ad affrontare le problematiche dell’arte e la nobiltà delle pratica artistica.
Abbiamo fatto tutti tesoro del suo insegnamento imparando che nel dispositivo creativo è custodito il senso della vita .
Dal Comune di Camerino, riceviamo:
Il sindaco Dario Conti nel ricordare con grande ammirazione ed affetto Gino Marotta , scomparso a Roma il 16 novembre, sottolinea quanto l’artista fosse legato alla nostra terra e quanto amasse le colline marchigiane “Che paion create da un artista – diceva Marotta – con i proclivi dolci dei Sibillini”.
“Gino Marotta è stato artista significativo nell’arte contemporanea – dice il primo cittadino – in ogni luogo che ha raggiunto nel mondo ha portato con sè anche un po’ di questa terra, con orgoglio sottolineando di essere marchigiano onorario”.”Amo il garbo e la discrezione di questa terra – amava ripetere Marotta- dove tutto ha una qualità estetica altissima”.
“Alla città di Camerino che tanto amava – ricorda il sindaco Conti – Marotta ha donato la significativa “Rosa della Sibilla” (scultura-fontana che rende prezioso il luogo del “Pincetto”) in occasione di una grande rassegna, negli anni Settanta, una mostra antologica”.
“Fu una splendida esposizione, davvero originale -ricorda ancora il sindaco Conti – le opere dell’artista furono collocate in luoghi suggestivi, significativi della città: una sua giraffa in metacrilato si affacciava da Porta Caterina Cibo, un albero, in bronzo, occupava il cortile del palazzo ducale ed altre sue splendide sculture apparivano in ogni angolo del centro storico: l’arte contemporanea e la storica città ducale si mostravano in fusione perfetta, le opere di Marotta erano in piena armonia con il patrimonio storico-artistico camerinese”.
“Nato a Campobasso nel 1935, da oltre venti anni cittadino onorario di Pievebovigliana – dice il sindaco Conti- Marotta soggiornava spesso nella sua casa-atelier nella frazione di Isola e veniva spesso a trovarci a Camerino: amava frequentare il teatro Marchetti in occasione del Camerino festival e di appuntamenti teatrali”.