Zona Peep a Porto Recanati
Il centrosinistra attacca la maggioranza

Il sindaco Ubaldi: "la sinistra vede il marcio dove non c'è"

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alcune-abitazioni-in-edilizia-popolare-sulla-collina-di-montarice-PEEP3-Copia-300x183di Stefano Palanca

Si torna ancora a parlare di zona Peep e della mancata costituzione di una Commissione di controllo e garanzia per verificare eventuali irregolarità sulla zona edificabile della collinetta di Montarice ma anche di concessioni di suolo pubblico a privati. Uniti per Porto Recanati-Upp, poi, contesta alcune irregolarità nella Peep e chiede ancora l’istituzione di una Commissione consiliare di controllo, tra cui un cartello di un appartamento in vendita quando invece non lo si può fare per cinque anni dall’acquisto. La manovra dell’Upp del capogruppo Lorenzo Riccetti che rappresenta tutta la sinistra della città guarda già avanti, alle elezioni politiche in programma tra un anno abbondante e alla preparazione del campo e dei suoi elettori. Si vocifera, infatti, un incontro pubblico coi cittadini proprio, una sorta di chiamata a raccolta dell’elettorato, ma in largo anticipo. A questo, poi, si aggiungono “le concessioni di suolo pubblico in deroga a in via sperimentale” come spiegano dei volantini dell’Upp con tanto di foto. Il primo cittadino di Porto Recanati, saldamente al governo del paese, risponde colpo su colpo. “Sulla zona peep non c’è niente di irregolare. Inoltre i controlli vengono fatti e sono stati fatti dagli organi preposti, poi spetta al notaio verificare da parte sua e agli altri organi competenti. Nel marzo 2006 è iniziato l’iter del piano regolatore che ha portato all’inserimento del Piano di Lottizzazione nel maggio 2008 mentre l’approvazione del regolamento è avvenuta nel giugno 2008” chiarisce il sindaco Ubaldi “Il piano è diviso in 16 lotti e di questi ben 10 sono andati a cooperative tra cui la cooperativa Ordine e legalità che racchiude un certo numero di militari mentre sei sono imprese di edilizia convenzionata. L’assegnazione dei lotti, poi, è a esclusivo appannaggio degli uffici e non degli amministratori come da legge Bassanini. Se qualcuno sbaglia, o ha sbagliato, paga”. La chiarezza, per il primo cittadino è tutto e i requisiti indispensabili per cui il notaio possa o abbia potuto fare gli atti di vendita, come la residenza in città o il reddito, non hanno nulla di ambiguo. “E’ evidente che quei parametri sono stati stabiliti da noi, dai nostri tecnici e sono attualmente in vigore” prosegue il  sindaco “e su casi specifici come quello contestato abbiamo chiarito direttamente col privato: era in regola e, avendo cambiato lavoro perché l’azienda portorecanatese in cui era impiegato ha chiuso, aveva pensato di vendere casa ma coi termini di legge, ovvero i 5 anni stabiliti dalla cooperativa. In ogni caso il cartello è stato tolto e ogni eventuale agenzia immobiliare è diffidata dal vendere tali appartamenti”. Anche il Pd del segretario Giovanni Brandoni, primo partito locale, ci mette del suo e appoggia l’idea dell’Upp. “E’ un dovere anche dei politici effettuare i controlli, se non un dovere amministrativo quanto meno un dovere morale. La gente si chiese: se i politici non si occupano di far rispettare le regole, che ci stanno a fare?” dice Brandoni che prosegue con un’esortazione – “Un dovere morale che a Porto Recanati il centro-sinistra sente ma che il sindaco Ubaldi non sente. Se così non è, istituite la commissione di controllo che Upp aveva chiesto, per il bene di tutti. Anche il vostro. L’altro attacco di Upp è diretto invece al “fianco” del sindaco, ovvero a un suo consigliere Silvio Cingolani. Per l’Upp di Riccetti, infatti, “Ci sono consiglieri comunali che direttamente o indirettamente beneficiano in via ‘sperimentale’ di concessioni in deroga ai regolamenti sull’occupazione del suolo pubblico. La delibera di giunta (n.78 del 11/06/2012) parla in realtà di arredo urbano e vieta espressamente la somministrazione diretta eppure per una stagione (estiva) accade altro. L’amministrazione, in merito, tace”. In realtà il sindaco ha sempre difeso l’operato dei suoi consiglieri e anche in questo caso non nasconde nulla e chiarisce che il bar al quale è stato concesso il suolo pubblico non è del consigliere Cingolani e neppure della moglie, che è la titolare dell’immobile. “E’ barbaro accusare il consigliere che è estraneo alla vicenda e non lo riguarda minimamente: non può rispondere di quel che fa il titolare della licenza o della somministrazione. L’esercizio commerciale” prosegue la Ubaldi “è stato trattato come gli altri che hanno richiesto occupazione di suolo pubblico, anzi. Non l’abbiamo concessa dove richiesta per motivi di pericolosità: l’indicazione è stata a tutela del Comune e del commerciante. La sinistra vede il marcio dove non c’è”.


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