Referendum sul lavoro, raccolta firme anche nelle Marche
Si è costituito il Comitato Regionale per i referendum sul lavoro, composto dalle organizzazioni delle forze politiche e sociali promotrici dei referendum per la abrogazione dell’art. 8 dell’ultima manovra Berlusconi e per il ripristino dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. Lo rendono noto le forze promotrici Marchigiane: Federazione della Sinistra – PDCI – PRC, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia e Libertà, Lavoro e Società Cgil, La CGIL che vogliamo, Fiom CGIL. Il Comitato è aperto all’adesione delle realtà politiche, sindacali e della società marchigiana, organizzerà la raccolta delle firme per la promozione dei referendum nella Regione Marche e promuoverà la costituzione di analoghi comitati nelle province, nei singoli comuni con il coinvolgimento delle realtà territoriali e sui luoghi di lavoro. Sarà allestito un profilo Facebook per informare i cittadini sui luoghi ove poter firmare e raccogliere le adesioni individuali e collettive ai referendum. “Il Comitato ritiene importante l’impegno – si legge in una nota del comitato – per la riuscita positiva della campagna referendaria, che è una battaglia di civiltà in difesa dei diritti fondamentali, di tutte le lavoratrici e dei lavoratori, a cominciare da quelli più deboli. La precarietà si combatte con più e non con meno diritti. Una iniziativa che può riaprire il confronto nella società e tra le forze politiche sui temi e sulla realtà del lavoro, oggi, poco riconosciuti e rappresentati”
Ho sempre sostenuto che il lavoro e’tema centrale nella vita dei
Cittadini,ne condiziona le relazioni sociali,lo stile di vita e soprattutto la qualità di vita,il benessere psicofisico,la soddisfazione dei propri bisogni,in italia ci sono più di il50.000 senzatetto,senzalavoro,non siamo un paese evoluto,a mio avviso si parla troppo e male di diritti,dimenticando un fatto importante e cioè’che innanzitutto i cittadini hanno dei doveri,ma sento sempre e solo parlare di diritti,i doveri giustamente sono di più dei diritti.c’e’un motivo,a mio avviso,i cittadini non conoscono i loro doveri,il dovere e’presupposto fondamentale per lo sviluppo trasparente di una società’.senza conoscenza dei propri doveri non si ha diritto di rivendicare.una