Parte la petizione contro la caccia al capriolo

Il coordinamento che si batte contro l'attività venatoria in provincia di Macerata annuncia la possibilità di firmare anche online
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La protesta contro la caccia al capriolo sulla torre civica a Macerata

Dal Coordinamento contro la caccia al capriolo in provincia di Macerata, riceviamo: 

“È iniziata la stagione di caccia, ma per la fauna selvatica c’è un pericolo in più quest’anno: l’Amministrazione Provinciale di Macerata.
Il coordinamento contro la caccia al capriolo invita tutti i cittadini a firmare una petizione. Il legame storico del mondo venatorio con gli affari della politica è una cosa risaputa. Mentre da una parte c’è chi dichiaratamente sostiene questo “sport”, dall’altra parte c’è chi in campagna elettorale si dichiara contro la caccia e le armi, sostenendo (a parole) la tutela della natura, il diritto alla vita, la prevalenza del diritto pubblico rispetto a quello privato, ma una volta raggiunte le “stanze dei bottoni” approva e concede l’esatto contrario di ciò che ha promesso agli elettori. La vicenda che per la prima volta nella storia ha portato, lo scorso 13 settembre, ad autorizzare l’apertura della caccia al capriolo in Provincia di Macerata, è esemplare della cattiva politica che oramai ha raggiunto livelli di vera e propria emergenza di scarsa democrazia. Il coordinamento contro la caccia al capriolo in questo ultimo anno ha cercato di stabilire un dialogo con i nostri amministratori provinciali per esporre e valutare le varie problematiche che la nuova concessione venatoria pone sul territorio della nostra provincia. I timidi incontri con l’amministrazione, quasi sempre casuali, hanno solo prodotto falsi impegni e successivamente il loro operato ha dimostrato tutta la loro inadeguatezza nel decidere le sorti di questi innocui ed utili animali.
Allora ci chiediamo: perché hanno deciso di “fare fuoco” approvando una delibera e rendendola immediatamente esecutiva tramite una norma che riguarda le procedure d’urgenza? Quale fretta c’era di approvare un’autorizzazione con ancora tantissime questioni tecnico-scientifiche e gestionali da verificare e programmare? Come hanno fatto i componenti della Giunta ad esprimersi positivamente se, come ci hanno riferito successivamente al voto, non avevano ancora visto e quindi neppure valutato i piani di gestione della caccia al capriolo redatti dai cacciatori? Perché dopo ripetute richieste ci è stato sempre negato di visionare gli atti “pubblici” che hanno portato a tale decisione? Perché non è prevalso il principio di democrazia partecipativa e l’interesse socio-economico pubblico rispetto a quello privato? Perché c’è fretta di spendere soldi pubblici per accontentare le lobby dei cacciatori e al contrario non ci sono fondi per la tutela ed il recupero degli animali selvatici? Forse la fretta era dettata dal bisogno di mantenere qualche promessa elettorale!
É stata avviata una raccolta di firme online e in varie piazze per chiedere l’immediato annullamento dei provvedimenti  che sono stati adottati con il voto favorevole, oltre che dal Presidente  Pettinari, anche degli Assessori Bianchini, Biagiola, Palombini, Torresi, Lippi. I cittadini sono chiamati a firmare la petizione in quanto le autorizzazioni che consentono la nuova caccia al capriolo nella Provincia di Macerata, oltre a ledere gli interessi pubblici, mancano di rispetto alla normativa vigente, non c’è chiarezza tecnico-scientifica, amministrativa e politica, ed inoltre non garantiscono la sicurezza pubblica”.



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