Dopo la siccità… piogge da record
Ma l’agricoltura non ne trae beneficio

L'ANALISI - Settembre ricco di precipitazioni dopo una torrida estate. In due giorni sono caduti oltre 100mm di pioggia in quasi tutta la provincia, con punte record a Bolognola
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redo_fusaridi Redo Fusari*

Le abbondanti piogge, che hanno irrorato di acqua le sitibonde campagne delle Marche dopo il gran caldo dei mesi precedenti, hanno nuovamente riportato la nostra attenzione sugli eventi climatici, che volenti o nolenti condizionano la nostra vita. Una dozzina di giorni fa,  proprio su Cronache Maceratesi (leggi l’articolo), ho sottolineato i fatti che maggiormente hanno caratterizzato la stagione estiva 2012, come le temperature che mediamente si sono attestate in provincia su livelli tra i 2 e i 4°C  al di sopra della norma, come la conseguente forte evapotraspirazione e così pure le punte di calore che hanno toccato i 41°C (valore superato solo nel 2003) ed infine  le piogge che si sono limitate al solo 55% del quantitativo che solitamente cade in tale stagione. Grave quindi è risultata la carenza di acqua di cui hanno sofferto sia il mondo vegetale che l’ambiente in generale, con evidenti negative ripercussioni sulla produzione e sull’economia provinciale e regionale. Alcuni articoli di giornale hanno titolato “siamo a secco”, altri hanno addirittura proposto di rivedere i progetti colturali, come quello di piantare banani in Sicilia.
Ma con l’inizio di settembre sulla nostra regione è finalmente arrivata la pioggia e lo ha fatto con  prepotenza,

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Il Fiastra in piena: guado e ponte sono ancora chiusi al traffico

 

inzuppando di acqua i terreni, bagnando le radici profonde degli alberi più imponenti, dilavando i letti fluviali. Vi sono stati anche purtroppo alcuni allagamenti e qualche dissesto, ma in complesso i benefici sono stati di gran lunga maggiori dei danni. Le piogge cadute da giovedì 13 a sabato 15 mattina hanno raggiunto quantitativi davvero notevoli. Ecco alcuni valori, che abbiamo volutamente circoscritto ai due giorni più piovosi, giovedì e venerdì: Civitanova 121 mm, Recanati 70 mm, Macerata 147 mm, Tolentino 119 mm, Camerino 159 mm, Bolognola 254 mm, Ussita 163 mm, e fuori provincia, ad esempio, 174 mm ad Ascoli, 131 mm a San Benedetto del Tronto e 164 mm a Fermo. I valori che precedono hanno superato il record giornaliero della piovosità, in quanto in gran parte delle località citate si è oltrepassato i 100 mm. Si rammenti inoltre che, quanto avvenuto nei predetti giorni, è andato a rimpinguare quanto già accaduto il 3 di questo mese, in cui mediamente erano già caduti di 30 agli 80 mm di pioggia (generalmente in settembre l’acqua precipitata si aggira tra i 60 e gli 80 mm). Nella nostra regione tali precipitazioni particolarmente abbondanti, vengono determinate dalla irruzione sull’area  mediterranea di masse d’aria nordatlantiche relativamente fredde, che poi favoriscono la formazione di un vortice depressionario, che si posiziona con il suo centro sul Tirreno meridionale. Da questo, poi risalgono verso la penisola italiana, con moto circolare, corpi nuvolosi che scaricano sulle zone attraversate il loro contenuto di acqua. Il vapore emanato dal mare contribuisce in modo consistente alla formazione delle nubi e alla caduta delle abbondanti piogge.

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Il maltempo della scorsa settimana a Macerata

A questo punto, ritengo che nessuno possa pensare, che l’avvicendamento di prolungati periodi siccitosi e di alcuni giorni particolarmente piovosi possa ugualmente appagare i bisogni dell’ambiente. Negli ultimi due anni abbiamo avuto mesi con abbondanti precipitazioni (marzo 2011; febbraio, aprile, settembre 2012) e mesi con piogge inferiori alle aspettative ( febbraio, maggio, poi da agosto a dicembre 2011; gennaio, marzo, giugno, agosto 2012). In questa nostra era  sempre più bisognosa di disponibilità alimentari, tali andamenti irregolari non possono che penalizzare la produzione agricola, a meno che non si provveda a raccogliere in appositi bacini le acque nei periodi piovosi, per poi ridistribuirle in quelli siccitosi.  La cosi detta “estremizzazione dei fenomeni meteorologici”, causata dai cambiamenti climatici  e denunciati da anni dal mondo scientifico, ancora una volta ci ha fornito un avvertimento, che sarebbe bene non solo ascoltarlo, ma anche farlo seguire da concreti provvedimenti.

*Meteorologo dell’Osservatorio Geofisico Sperimentale di Macerata 



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