Rivive il teatro di Hadrianopolis grazie a Università e Sferisterio

Dopo la campagna di scavi dell'Ateneo, uno spettacolo restituisce al pubblico il monumento del sito archeologico albanese

- caricamento letture

 

archeo

La settima campagna di scavi archeologici condotti dall’Università di Macerata nella città romana di Hadrianopolis (Sofratikë, Albania) si avvia a conclusione e nell’occasione verrà messa in scena, il 15 settembre alle ore 17 al teatro antico della città nell’ambito del Progetto Rebed, una serata di musica e letteratura dedicata, per la seconda volta, dopo lo spettacolo del 2010, all’Imperatore Adriano dal titolo “Sul Sentiero di Adriano 2012 – Ne Gjurmet e Adrianit 2012. Il Progetto Rebed si configura come la naturale prosecuzione dei Progetti Tau ed Archadrin, finalizzati alla organizzazione del Parco archeologico di Hadrianopolis e della valle del Drino.

Il teatro dell’antica città – di recente restaurato grazie allo stesso progetto finanziato dalla Regione Marche e coordinato dall’Università stessa, al quale partecipano l’Imk di Tirana, l’Istituto dei Monumenti di cultura di Gjirokaster, la Regione di Gjirokaster, l’Università di Gjirokaster l’Associazione Horizont oltre che, per l’Italia, le Province di Macerata e di Ascoli Piceno, il Comune di Urbisaglia, l’Università di Camerino l’Associazione Sferisterio di Macerata, l’Associazione Museale della Provincia di Macerata e Legambiente Marche – è stato l’affascinante scenario dove, dopo duemila anni di silenzio, sono tornati la musica e la danza.

baccanti“Il nostro dovere di archeologi non può concludersi nell’attività di ricerca e nella pubblicazione di carattere scientifico. Una società complessa e articolata come la nostra, nella quale la tutela dei beni culturali tende ad essere subordinata ad altre esigenze, impone anche a noi ricercatori di porre la valorizzazione tra gli obiettivi principali. Solo diffondendo il più possibile le conoscenze e proponendo modelli di gestione delle risorse e del territorio diversi, si può pensare ad un moderno sviluppo economico e culturale, senza il quale la nostra stessa ricerca perderebbe molto del suo senso”. Sono queste le parole di Roberto Perna, direttore della Missione.

“Questo progetto è importante per la crescita e lo sviluppo dell’Albania dal punto di vista turistico, scientifico e accademico – sottolinea il rettore Luigi Lacchè – e sottolinea la vocazione del nostro Ateneo allo scambio didattico e scientifico con i Paesi vicini, soprattutto, con quelli dell’altra sponda dell’Adriatico. Chi ha potuto vedere la zona degli scavi nel 2005, quando è partita la missione archeologica, noterà un cambiamento radicale in positivo”.

Francesco Micheli, direttore artistico dello Sferisterio di Macerata, è rimasto colpito dalla bellezza del luogo e ha, quindi, fortemente voluto la realizzazione di questo spettacolo, tanto da occuparsi in prima persona della regia.

Tante personalità di rilievo hanno assicurato la loro presenza: tra queste, il Ministro della cultura albanese, l’ambasciatore d’Italia a Tirana, il Consigliere speciale del primo ministro albanese N. Ceka e il Direttore dell’Istituto dei Monumenti di Cultura di Tirana A. Bace che partecipa direttamente al Progetto.

Lo spettacolo, nella filosofia del Progetto che vuole rafforzare i rapporti di amicizia e collaborazione fra i due paesi, presenta un programma di musiche che comprende famose arie d’opera del repertorio italiano e musiche della tradizione popolare albanese, messe in scena da artisti italiano ed albanesi
Le arie d’opera saranno cantate da Aurora Tirotta (soprano) e Gezim Mishketa (baritono), con l’accompagnamento del quartetto d’archi della Radio Televisione Albanese (Rtsh) – composto da Blerta Ristani Jakova (primo violino), Alma Seferaj (secondo violino) Albana Kola (viola) Aristidh Prosi (violoncello).

La serata vuole ridare vita e riconsegnare alla comunità albanese un monumento di così grande interesse creato dall’imperatore Adriano (117-138 d.C). Proprio il filoelleno, fondando una nuova città, volle, infatti, dotarla dell’arredo monumentale degno di un centro urbano pienamente romanizzato, tra i cui elementi essenziali figurano il teatro e l’arte drammatica. Riutilizzare l’antico edifico romano significa, quindi, ripercorrere la strada che Adriano, amante della Grecia e della sua cultura, ci ha indicato nel suo sogno universale: la cultura, la musica e la danza ci permettono di superare le differenze, trovando una unità nei valori più puri dello spirito umano.

La realizzazione dello spettacolo sarà anche l’occasione per presentare al pubblico non solo i risultati dei più recenti scavi in corso, ma anche la conclusione dei restauri dell’orchestra del teatro, realizzati nell’ambito del Progetto Rebed, restauri che hanno finalmente restituito questa parte del teatro alla fruizione pubblica e dove, il 15 settembre, cantanti e musicisti, torneranno a far risuonare musica e parole.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X