Tornano a suonare le campane della chiesa Matrice

ESANATOGLIA - Dopo più di 30 anni la riapertura dell'edificio salutata dal suono festoso

- caricamento letture
esanatoglia5

Esanatoglia dall’alto

Dal nostro lettore Bruno Bolognesi riceviamo:
«Le campane della Chiesa Matrice della Pieve di Esanatoglia, dopo un silenzio durato più di trent’anni, sono tornate a suonare e come grandi incensieri ora si affacciano,ora scompaiono dalle arcate del campanile spargendo nell’aria fina di settembre grappoli di rintocchi a distesa. Le luminarie tingono la sera di colori pastello ora verdi ora blu, i monumenti e le chiese sono trapuntati di mille luci puntiformi che ne descrivono i profili. Non è un sabato qualunque, in occasione delle Feste triennali in onore della Madonna Addolorata, dopo lunghi e complessi restauri, la Chiesa Matrice di Santa Anatolia è stata restituita agli esanatogliesi.
La sera del primo di settembre anno Domini 2012 l’Arcivescovo della Diocesi di Camerino e San Severino  ha aperto l’antico portale del Tempio ed insieme a numerosi sacerdoti ha officiato la Messa solenne per l’inaugurazione. Tante e tante persone hanno assistito alla funzione religiosa. L’incenso ed il canto salgono sulla navata di un celeste color del cielo mattutino. Un luogo che spande serenità, semplicità, essenzialità, la Chiesa della Pieve io la ricordo così: la grande casa dove ognuno può mettere del suo, suonare le campane a ceppo, addobbare gli altari con vasi di fiori portati da casa come in occasione dei Sepolcri, stirare e inamidare le stuole e i paramenti dell’Altare maggiore o anche occuparsi delle pulizie. Condivisione vera, sincera di un bene che non è solo pietra e legno cesellato, mi stacco dalle mie riflessioni mentre la Liturgia viaggia sicura sulle teste bianche e sulle guance rosse dei bambini che lanciano lo sguardo sulle canne d’organo per contarle. “ Scambiatevi il segno della pace, stringere la mano al primo che ti capita, senza scegliere, così, d’impulso senza calcoli di opportunità. Chiudo gli occhi un momento e rivedo un bambino con la cotta bianca e nera uscire dalla sagrestia con le ampolline,un po’ intimorito dalla figura austera di Don Nicola, per tutti noi: “Monsignore”, poi tutti a giocare a bigliardino nella sede  in canonica, succhiando una liquirizia comprata da Lina. Le autorità portano il saluto e la Messa finisce.
Domenica sera alle 21,30 il Coro “Ariose Vaghezze” e la corale di voci bianche “Le note””si sono esibiti all’interno della Chiesa davanti ad un pubblico numeroso e attento. Il canto bianco dei bambini e delle bambine sale leggero e festoso sugli strass dei lampadari, allargando i sorrisi sui volti. I ragazzi, terminata l’esibizione, sciamano sulla piazzetta in tutta fretta mentre il Coro delle Ariose prende posto al centro della navata. La musica va: l’Ave Maria di Schubert e l’Ave Verum di Mozart rendono omaggio alla Madonna posta sopra l’Altare. Moon River, Over the raimbow, A wonderful land si staccano dall’intreccio di voci e, girando sulle arcate, investono gli spettatori portandoli via lontano ad incontrare Louis Armstrong con la sua tromba, per fare una “Colazione da Tiffany o far visita al Maestro Henry Mancini per farsi condurre sul set de: “Il mago di Oz”. Bentornata Chiesa antica sorta sui ruderi di un tempio dedicato a Giove, ora le tue mura sono più forti, più sicure, le tue campane suonate a corda o a ceppo ci faranno compagnia nei momenti buoni e meno buoni del nostro viaggio terreno”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X