Riordino Province, il Pdl:
“La sinistra ha penalizzato Macerata”

Il coordinamento provinciale del partito critica anche i criteri della riorganizzazione, che non tengono conto della virtuosità dell'Ente, ed invita gli iscritti a a sostenere il capoluogo. Anna Rombini: "Solo fumo negli occhi"
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Mario Lattanzi, coordinatore provinciale del Pdl

Dal coordinamento provinciale del Pdl riceviamo una nota sulla riorganizzazione delle Province decisa dal Governo:

“Il Pdl, come per altro Pd ed Udc, era per la chiusura delle province, come più volte affermato dai vertici nazionali e nei programmi elettorali. Ma di fronte alla nuova normativa che prevede il riordino delle province e non la loro eliminazione,  il Coordinamento provinciale  chiede a tutti gli esponenti del Partito eletti al CAL, in Consiglio Regionale e in Parlamento di impegnarsi nella difesa dell’identità storica, economica e culturale,  l’ottimale organizzazione dei Servizi del territorio della Provincia di Macerata e quindi di sostenere  con tutti i mezzi  il mantenimento della Provincia di Macerata.  Contrarietà, dunque, ad un diverso assetto territoriale ivi compresa una eventuale individuazione di un diverso capoluogo, in quanto ciò comporterebbe lo smantellamento dell’attuale sistema di reti e servizi, ivi inclusi gli uffici periferici dello Stato, con evidenti gravissimi disagi e disservizi.
Viene  altresì condivisa la posizione dei Consiglieri Provinciali del Pdl e del Ppe  che hanno concordato  un ordine del giorno unitario  ritenendo indispensabile non trascurare i valori in gioco nella vicenda della riorganizzazione delle province e condividere  una posizione con  tutti gli attori istituzionali e sociali del territorio, volta alla tutela dell’identità e dei servizi.  Ma  è giusto anche  individuare  precise responsabilità politiche per l’attuale inconsistenza del capoluogo:  il centrosinistra  da tempo governa il Capoluogo Maceratese e ne  ha negativamente condizionato la crescita, soprattutto con le ultime amministrazioni. L’inerzia di queste amministrazioni e del Pd  ha di fatto reso Macerata subalterna a Pesaro  ed Ancona con pesanti penalizzazioni per il capoluogo.
Nelle  more della  presentazione del ricorso alla Corte Costituzionale, richiesto anche dal C.A.L. Marche, la Regione stessa si adoperi per illustrare con dati certi una proposta di riorganizzazione che mantenga  la suddivisione della regione Marche nelle quattro Provincie storiche anche in deroga agli astrusi criteri approvati dal Consiglio dei Ministri.
Tutto ciò al fine di garantire, nella proposta di riordino delle province marchigiane, l’autonomia della Provincia di Macerata, la più estesa delle Marche. L’imposizione di un assetto  diverso da quello attuale risulterebbe,  per la popolazione della provincia di Macerata, improponibile ed inaccettabile, in quanto essa da un secolo e mezzo si basa  su un sistema di comunicazioni e di servizi che hanno nella città capoluogo, Macerata, il punto di costante riferimento.
La proposta di riordino che tiene conto esclusivamente dei criteri del territorio e della popolazione, mortifica  e penalizza la Provincia di Macerata da sempre  tra gli enti  più virtuosi sul piano della spesa e degli investimenti nel rispetto  degli equilibri di bilancio. Ed è bene anche rimarcare che sempre la Provincia di Macerata è  la prima nelle Marche nel rapporto tra numero di imprese (36.559) e popolazione residente;  la prima nelle Marche per incidenza delle imprese (9.102) a conduzione femminile;  la 18^ in Italia per incidenza del settore industriale (14,9%); una delle prime in Italia per presenza artigiana (32,1%) ben superiore di 4 punti percentuali alla media nazionale; tra le prime in Italia per qualità della vita. In considerazione di quanto sopra esposto, il Coordinamento provinciale del Pdl invita i propri rappresentanti, eletti a tutti i livelli,  a sostenere il mantenimento della Provincia di Macerata anche in deroga ai criteri  recentemente stabiliti”.

 

annarombini

Anna Rombini

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Anche Anna Rombini, segretario provinciale de La Destra, interviene sulla questione: “Sul riordino delle Province ne abbiamo sentite tante, forse troppe, ma nessuno ha mai indicato  quale risparmio si avrà dalla loro riduzione”. La Rombini definisce questa decisione una “coperta di Linus” che rappresenta una goccia nel mare degli sprechi, tutti italiani, che continueranno come nulla fosse. Il tutto solo per far credere ai cittadini che si sta lottando contro i costi della politica. Dietro  il riordino – spiega –  si nascondono i veri contenuti di un provvedimento che punta solo a gettare fumo negli occhi dei cittadini. Insomma, o le Province si toglievano del tutto oppure era meglio non toccare nulla piuttosto che intraprendere vie di mezzo. Invece, così facendo, si finirà per creare degli inevitabili disagi ai cittadini che pagheranno sempre più tasse ma riceveranno sempre meno.  Non lamentiamoci – conclude la Rombini –  se poi la gente si disaffeziona sempre di più dalla politica”.



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