Assalto in gioielleria a Monte Urano
Presi i complici della rapinatrice uccisa

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A tre mesi dalla rapina nella gioielleria Cifola di Monte Urano, durante la quale Rosa Donzelli, uno dei banditi, rimase uccisa, i carabinieri hanno fermato due componenti della banda. Si tratta di un uomo e una donna, rintracciati in Campania. A far fuoco contro la Donzelli era stato l’orefice Francesco Cifola. Stando a quanto si è appreso, i due fermati sono di nazionalità straniera, ed erano stati individuati già da alcune settimane. A firmare l’ordinanza di custodia cautelare a loro carico è stato il Gip di Fermo. La rapina, e la fine tragica della rapinatrice Rosa Donzelli, 36 anni, napoletana, un passato di droga alle spalle, un figlio piccolo lasciato in Campania e molte relazioni “sbagliate”, aveva suscitato grande impressione, anche per gli applausi dei compaesani a Francesco Cifola all’uscita dal negozio, il cadavere della donna ancora a terra. Un gesto seguito da polemiche infinite.
Quella mattina, tre banditi, fra cui Rosa Donzelli, erano entrati nel negozio di Francesco Cifola alle 9:45, come normali clienti, a volto scoperto. All’improvviso avevano estratto una pistola, picchiato, legato e incaprettato il negoziante, e, sotto la minaccia dell’arma, gli avevano intimato di rivelare la combinazione della cassaforte. Non riuscendo ad aprirla, gli avevano allentato i legacci ai polsi perchè lo facesse lui stesso. In quel momento, il padre dell’orefice, Duilio, 77 anni, che aveva sentito scattare l’allarme collegato con l’abitazione e la centrale dei carabinieri, era accorso per vedere cosa stesse succedendo. Francesco, temendo una reazione violenta contro il padre, riuscì allora a liberarsi del nastro adesivo, prese il revolver che teneva sotto il bancone, e fece fuoco, centrando in pieno la Donzelli, che si accasciò sul pavimento con il borsone della refurtiva ancora in mano. Poi i rapinatori si allontanarono a bordo di un’auto.


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