La protesta del Caffè Venanzetti
“Tavolini sul suolo pubblico, perché noi no?”

MACERATA - Fabio Morresi, gestore dello storico locale del centro, attende da mesi una risposta dall'ufficio delle attività produttive
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L'ingresso del Caffè Venanzetti da via Gramsci

di Filippo Ciccarelli

Anche se il meteo non se ne è ancora accorto, l’estate sta per fare il suo ingresso ufficiale in calendario. E in questo periodo i locali si attrezzano per offrire ai clienti la possibilità di sedere all’aperto e godersi la bella stagione.
E così in quasi ogni angolo del centro sono fioriti tavolini, gazebo, ombrelloni e sedie: da piazza Oberdan a piazza Annessione, passando per piazza Mazzini. C’è però un locale che non riesce a ottenere il permesso per occupare – dietro il dovuto pagamento, s’intende – il suolo pubblico. E questo nonostante una delibera dello scorso anno che consente agli esercenti di poter occupare il suolo pubblico (salvo i casi in cui non venga creato intralcio alla circolazione e provvedendo alla rimozione delle strutture nei giorni di mercato e della fiera di San Giuliano). Si tratta del Caffè Venanzetti, che vorrebbe poter utilizzare una piccola parte di via Gramsci, antistante all’entrata del locale.

“Da qualche mese stiamo chiedendo all’ufficio delle attività produttive l’occupazione del suolo pubblico, dove parcheggiano le auto. Non ci hanno risposto, non si sa per quale motivo” spiega Fabio Morresi, uno dei gestori dello storico locale del centro. “All’inizio abbiamo richiesto lo spazio che va da colonna a colonna davanti all’entrata di via Gramsci. Si trattavi di una trentina di metri quadri,

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Lo spazio tra le colonne chiesto dai gestori del locale, da lasciare libero per poter far vedere meglio l'ingresso ai passanti di via Gramsci

ma ci hanno risposto con un secco no. Allora abbiamo chiesto almeno uno spazio di 3 metri per 3, che corrisponde a un posto auto, proprio davanti all’ingresso. Non per metterci un tavolino, ma per far vedere il locale, come una sorta di vetrina. E stiamo ancora aspettando”.
Un’attesa che si aggiunge agli altri problemi della Galleria Scipione, dove infiltrazioni d’acqua e pavimentazione sconnessa rendono molto difficile l’organizzazione di eventi per i gestori del Venanzetti.
“Sarei soddisfatto anche se mi dicessero perché noi non possiamo avere una piccola vetrina, pagando ovviamente com’è giusto che sia, mentre invece ad altri esercenti è permesso mettere tavolini e strutture che magari creano sul serio intralcio alla circolazione, o che non vengono rimossi i giorni di mercato” dice Morresi, che chiude con una battuta “Noi il 13 agosto chiudiamo per ferie, se non è troppo disturbo potrebbero farci sapere per quella data…”.



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