Tribunale di Macerata al collasso
Ghio: “Servono subito forze nuove”

Il presidente dell'Ordine degli avvocati ha spiegato le gravi difficoltà in cui versa il palazzo di giustizia e spera nell'assegnazione di un nuovo giudice entro settembre
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Stefano Massimiliano Ghio

di Cristina Grieco

“Il Tribunale di Macerata è in grossa sofferenza” così stamane il presidente del Consiglio dell’Ordine di Macerata l’avvocato Massimiliamo Ghio ha aperto la conferenza stampa per trattare il problema del carico di lavoro eccessivo che grava sugli uffici giudiziari del maceratese. Un organico composto da 13 giudici (più uno se si considera il supporto del magistrato itinerante) sui 16 previsti e il carico di lavoro per i presenti aumenta esponenzialmente e insieme si allungano rovinosamente i tempi della giustizia creando crescente disappunto e sfiducia nei cittadini. Ieri il presidente Ghio si è recato nella sede del Consiglio Superiore della Magistratura per esporre ancora una volta la gravità della situazione in cui versa il tribunale di Macerata. Il palazzo di giustizia potrebbe vedersi assegnato qualora ottenga un buon posto in graduatoria un altro magistrato in qualità di sede disagiata. Al momento infatti sono in piedi dei concorsi per trasferimenti, momentaneamente bloccati affinchè il CSM possa predisporre verosimilmente entro il prossimo 20 giugno il parere riguardo il prossimo assetto di geografia giudiziaria, e presumibilmente verranno assegnati due o tre posti al Tribunale di Macerata, di questi il Consiglio dell’ordine ha richiesto che una venga assegnato come sede disagiata. Ciò in quanto i magistrati in carica difficilmente decidono di scegliere come destinazione Macerata viceversa se venisse classificata come sede disagiata il magistrato che la dovesse eleggere come destinazione non avrebbe un incentivo economico. La messa in concorso dei posti a seguito dell’emanazione del parere è prevista per la fine di luglio. Con ottica invece di più lungo periodo sono 250 i magistrati vincitori di concorso che dopo aver effettuato i 18 mesi (che il CSM conta di ridurre a 12) di preparazione potranno entrare in servizio effettivo. Questi magistrati questa volta verranno assegnati secondo un criterio diverso e nuovo nell’ambito di quello che il CSM ha definito “progetto Miele” attraverso un’effettiva indagine statistica che andrà a verificare il carico reale di ogni magistrato così da individuare i tribunali con maggiore sofferenza. Tuttavia il Presidente Ghio ha confermato l’urgenza della situazione e l’impossibilità di attendere l’insediamento di questi nuovi giudici. “Abbiamo informato della nostra visita al CSM anche il Presidente del Tribunale che speriamo possa attivarsi e fare i suoi passi” ha detto ancora Ghio.  Per protesta nei confronti di quanto sta accadendo a livello nazionale il Consiglio dell’Ordine ha tuttavia deciso, al fine di non aggravare ulteriormente la situazione già compromessa del Tribunale, di non aderire allo sciopero bianco ma in tutti i distretti marchigiani è stata scelta un’assemblea alla quale sono state inviate anche le parti sociali che si terrà nello stesso giorno e alla medesima ora il 14 giugno alle ore 15,. A Macerata l’assemblea si terrà nella sede del Seminario Vescovile e precisamente nella sala rossa. Sarà un’assemblea di approfondimento e di confronto con le parti sociali e alla quale sarà invitata a partecipare la stampa. “Bisogna comprendere che i problemi non sono solo degli avvocati e dei magistrati ma coinvolgono l’intera società”. L’avvocato Maria Cristina Ottavianoni, responsabile del servizio di mediazione e conciliazione dell’organismo creato dall’Ordine degli Avvocati di Macerata, ha diffuso i dati relativi all’andamento dei servizi di mediazione. Sono state 284 le richieste di mediazione inoltrate all’organismo dal primo gennaio 2012 di queste solo una su cinque vede l’effettiva adesione delle parti e solo il 50% si conclude con un  verbale di positiva conciliazione. “Siamo orgogliosi di dire che il dato riscontrato è leggermente superiore alla media nazionale” ha detto la Ottavianoni. Tuttavia a quanto pare si guarda ancora alla mediazione con diffidenza: “Molti sono i margini di crescita e di miglioramento” ha concluso la  Ottavianoni. Un altro problema affrontato è stato quello del discusso accorpamento degli uffici giudiziari. “Se davvero il Tribunale di Camerino dovesse venire accorpato con quello di Macerata –  avverte Ghio – non ci sarebbero strutture adeguate, è un appello alla politica perché intervenga”. Per ampliare il Tribunale ci vorrebbero 16 milioni di euro e un lavoro lunghissimo. Era stato proposto l’istituto Pannaggi ma la Provincia ha bocciato l’opzione in quanto non si è detta disposta a spostare il polo scolastico, se le condizioni rimanessero inalterate questo accorpamento rischierebbe di portare davvero il Tribunale al collasso.



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