Domenica a Cingoli la seconda puntata
della serie “Per antichi luoghi”
-
caricamento letture
Per domenica prossima, 10 giugno, il Comune di Cingoli, l’AtC Pro Loco e la Biblioteca civica Ascariana, hanno programmato la seconda puntata della serie “Per antichi luoghi”, proponendo “Tesori e guardiani di serpenti”: nel ricordo di un’antica leggenda del territorio cingolano, è stata organizzata l’escursione al Monte Acuto e alla Roccaccia. Info: 07.33-60.24.44 per le iscrizioni. Il programma: ore 16, ritrovo fuori Porta Piana e partenza in pullman. Dopo la gita, brindisi e “merenda al prato”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La tradizione orale
1- In una grotta che si apre sulle pendici di Monte Acuto, il rilievo lungo il quale corrono i confini dei territori di Cingoli, Treia e S. Severino, una “Signora” tesse da tempo immemorabile con un telaio d’oro. Per impossessarsi del telaio occorre salire sul monte, a mezzanotte, denudarsi, sostenere un bicchiere pieno d’acqua e attendere che un grosso serpente, dopo aver avvolto il nostro corpo nelle sue spire senza che un gesto o una parola tradiscano la nostra emozione, si protenda verso il bicchiere e ne beva l’acqua. Soltanto allora avremo libero accesso ai gradini scavati nella roccia che conducono alla grotta e al telaio. Nessun cercatore di tesori, però, è mai riuscito a giungere fino alla “Signora”: sopraffatti dalla paura, rotto irrimediabilmente il silenzio, tutti si sono ritrovati a molti chilometri di distanza, trasportati da un vento improvviso, privi di sensi, abbandonati in mezzo a cespugli di rovo.
2 – Un giorno un cacciatore, dopo aver rincorso la preda attraverso i boschi della Valle delle Laque, tra Monte Acuto, il Monte di S. Angelo e il Monte Carcatora, si trovò improvvisamente in uno spiazzo erboso mai visto prima di allora, nonostante conoscesse quei luoghi fin da bambino. Nel mezzo della radura, acciambellato, c’era il “regolo”, il re dei serpenti, che somiglia un po’ al ramarro ma ha piccole orecchie ed è notevolmente più grosso di qualsiasi serpente che viva alle nostre latitudini. Quando si muove genera un rumore metallico, simile a quello prodotto da un barattolo che rotoli. È color d’oro ed emana vivi bagliori. Dopo un attimo di stupore il cacciatore imbracciò il fucile e prese la mira ma il serpente, sibilando assordantemente, si alzò in volo in uno splendore abbagliante; accecato dalla luce, frastornato dal sibilo penetrante, il cacciatore perse i sensi. Quando si riebbe del “regolo” non c’era più traccia, c’erano soltanto, nel punto dal quale si era sollevato, tanti piccoli serpenti di varie specie.