Trionfo maceratese al Festival di Loreto
Il teatro dei Picari e C.T.R. fanno l’en plein di premi
di Walter Cortella
Cala il sipario sul 1° Festival Regionale di Loreto organizzato dalla UILT Marche e a riflettori spenti è possibile fare un primo bilancio. Sul piano artistico la manifestazione è ampiamente riuscita, grazie alla partecipazione di alcune tra le migliori compagnie amatoriali della regione che hanno messo in scena lavori accurati e di sicura presa sul pubblico. Gli spettacoli hanno toccato vari «generi»: dalla commedia tipicamente americana di Rumori fuori scena alla tragedia shakespeariana di Parlami illusione parlami, dalla commedia borghese di Due dozzine di rose scarlatte a Il diavolo con le zinne che richiama un po’ la commedia dell’arte, dal più che mai attuale Devo dirti una cosa a Non aprire quell’armadio, divertente e gradevole psicodramma. La kermess ha evidenziato performances di prim’ordine a conferma dell’alto grado di maturità artistica raggiunto dalle nostre compagnie amatoriali.
Il pubblico non è stato particolarmente numeroso, ma bisogna considerare che è la prima volta che Loreto ospita una manifestazione teatrale del genere. Tuttavia, è lecito sperare che nella prossima edizione si possa contare su una maggiore affluenza di spettatori. Il festival si è concluso dopo sei serate, seguite puntualmente dal nostro giornale, con la cerimonia della premiazione che ha fatto registrare un vero e proprio trionfo delle due compagnie maceratesi. Questi i riconoscimenti assegnati da un’apposita giuria: premio per il miglior spettacolo a Il diavolo con le zinne di Dario Fo, allestito da Il teatro dei Picari di Macerata, giudicato «…spettacolo di grande presa sul pubblico grazie alla vivacità dell’azione, ai movimenti coreografici delle danze popolari e alle sonorità mediterranee….». Il «Premio Simona Galassi», istituito per ricordare la giovane lauretana prematuramente scomparsa, è stato appannaggio di Devo dirti una cosa della scrittrice Valentina Capecci, ritenuto «Testo nuovo, ben organizzato, che tematizza un aspetto della contemporaneità e di grande rilevanza, quello della maternità in età avanzata, trattato con eleganza e raffinatezza». Francesco Facciolli, de Il Teatro dei Picari, ha ottenuto ben tre premi individuali: per la migliore regia, per la scenografia e come miglior attore protagonista («Tristano») del lavoro di Dario Fo. Un lusinghiero successo personale che premia l’impegno e le notevoli qualità artistiche di questo ancor giovane e molto apprezzato «teatrante».
Il riconoscimento come migliore attrice protagonista è andato a Fulvia Zampa, della Compagnia C.T.R. di Macerata per la sua interpretazione in Devo dirti una cosa, «Per aver saputo interpretare il proprio difficile ruolo con ricchezza di sfumature e con raffinato umorismo di taglio anglosassone». Dopo la cerimonia, la locale Compagnia ArtisticaMente, diretta da Antonella Pelloni, ha messo in scena La grande magia, di Eduardo De Filippo, che sarà prossimamente recensita. Il 1° Festival è ormai in archivio, ma gli organizzatori già si pensano alla edizione del 2013.



Il marcio che più marcio non si può. Spartizioni dei premi delle compagnie di Macerata legate troppo nei direttivi della Uilt Marche. Sembrava che già sapessero l’esito, tutti ad autocelebrarsi per incetta di premi: Migliore migliore migliore. Ma chi ha deciso? Una giuria inesistenti in alcune serate, ma guarda caso presenti in quelle che per loro contano. Uilt è l’esempio del clientelismo del marcio stile Italiano, di un teatro vecchio, stantio, logoro, che non si smuove, ma macera come spazzatura in una discarica.