Night e sfruttamento della prostituzione
Gli indagati respingono le accuse
Interrogatorio di garanzia anche per i sei maceratesi coinvolti

Nel corso dell'operazione è stato sequestrato il Tartaruga, locale notturno di vicolo Santa Fiora a Macerata
di Cristina Grieco
Hanno respinto le accuse gli arrestati a seguito della maxi operazione partita dal comando provinciale dei Carabinieri di L’Aquila nei confronti di 17 persone indagate del reato di associazione per delinquere finalizzata a favorire l’ingresso irregolare in Italia di cittadine extracomunitarie di origine sud americana e asiatica e allo sfruttamento della prostituzione. Dinanzi al gip Garganella del Tribunale dell’Aquila si è svolto l’interrogatorio di garanzia nell’ambito della maxi operazione che ha visto coinvolti, tra gli altri, anche sei maceratesi e ha portato anche al sequestro del club “Tartaruga” (leggi l’articolo). Dei tredici che sono stati sottoposti all’interrogatorio di garanzia, tra cui anche Luigi Morici di Macerata, Luigi Galletto di Civitanova, Oscar Alberto Caligaris di Tolentino, Gianni Talamonti di Morrovalle, Tiziano Giulianelli di Appignano e Giancarlo Toni di Corridonia, la maggior parte si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Coloro che hanno deciso di rispondere alle domande del Gip hanno fermamente respinto ogni accusa. L’operazione sarebbe molto più imponente. Coinvolti infatti non sarebbero solo i diciassette arrestati, di cui sedici agli arresti domiciliari e uno in detenzione in carcere ma, mancherebbero all’appello altre ventiquattro persone che pur essendo coinvolte nella vicenda si trovano ancora a piede libero. L’accusa di associazione per delinquere è stata mossa nei confronti di tutti gli arrestati mentre quella di sfruttamento della prostituzione riguarderebbe unicamente i titolari delle agenzie coinvolte e dei gestori dei locali notturni. I difensori degli indagati oltre a contestare genericamente l’accusa di associazione per delinquere hanno al contrario specificamente rilevato che l’accusa di sfruttamento della prostituzione non emergerebbe dall’ordinanza emessa e nemmeno dalle intercettazioni telefoniche effettuate. Le indagini sarebbero partite a seguito di due denunce sporte da alcune ragazze extracomunitarie ingaggiate dalle agenzie che si occupavano del reclutamento e delle pratiche per l’ingresso nel territorio nazionale. Le indagini partite dall’operazione di polizia giudiziaria denominata “preziosa” si erano inizialmente concentrate su alcune persone e locali del teramano. Da lì poi le intercettazioni telefoniche effettuate hanno allargato il campo coinvolgendo diversi tra locali e persone tra Abruzzo e Marche spingendosi addirittura oltre confine attraverso le ambasciate