Acquaroli: “La sanità non può rispondere a logiche di partito”
Il consigliere regionale del Pdl chiede con forza la presentazione dei piani di Area Vasta per avviare un dibattito organizzativo
Dal consigliere regionale del Pdl Francesco Acquaroli riceviamo:
«E’ inaccettabile che l’Assessore, la Giunta regionale e i vertici dell’Asur continuino a non trasmettere ai Consiglieri i piani di area vasta che avrebbero dovuto presentare, come stabilito dal piano socio sanitario, entro il 30 Aprile, evadendo così ad un dovere istituzionale garantito e non consentendo alle minoranze di intraprendere il dibattito organizzativo. Questa fase di discussione è centrale rispetto alla riforma socio sanitaria in atto, poiché vede trasformarsi gli innumerevoli e condivisibili principi elencati nel piano socio sanitario in scelte da effettuare nelle aree vaste e quindi negli ospedali e nelle strutture sanitarie presenti. Questo atteggiamento, non solo evidenzia una visione dispotica, ma è anche la dimostrazione evidente che i nostri timori erano fondati e che dietro a quella enunciazione di principi condivisibili si nasconde invece una volontà politica profondamente differente e contrapposta all’interesse dei cittadini marchigiani. Particolarmente preoccupante però è il fatto che, mentre i Consiglieri regionali ancora non hanno a disposizione alcun documento a riguardo, sui giornali e in altre sedi sembrerebbe ben avviato il confronto su dati certi e precisi e quindi il ritardo, che di per se è già grave, si somma alla mancata comunicazione dei documenti e quindi alla conseguente esclusione di tutta la minoranza da questo importantissimo dibattito.
La violazione delle procedure e la mancanza del rispetto istituzionale, la lesione del ruolo dei Consiglieri regionali e l’ostacolo allo svolgimento delle funzioni stesse in una materia così delicata sono fatti gravi che rischiano di pregiudicare anche i rapporti di collaborazione costruttiva instaurati in Consiglio. Chiediamo che venga subito ripristinata la normalità, e per questo ci appelliamo al Presidente Solazzi affinchè si adoperi in tale direzione, al fine di ricucire lo strappo istituzionale e ricreare le condizioni per un confronto leale e nel rispetto dei ruoli.
La gestione della sanità regionale e la sua riforma vengono trattate in maniera esclusiva dalla Giunta e dai vertici Asur. Si continua a parlare di modello Marche e di come la sanità ne rappresenti il vanto; in realtà quello che sta avvenendo nella nostra Regione non può essere di modello a nessuno sia per l’impoverimento che subiranno i territori e l’azzeramento di tante eccellenze, sia per l’ingombrante politicizzazione della materia che non dovrebbe, invece, rispondere a logiche di partito».
