Crolli a Civitanova Alta
Carassai: “Ecco la verità”

Il Tar sospende l’ordinanza del Comune. Interviene l'assessore uscente

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AGOSTO 2010 - Il crollo della palazzina in via Annibal Caro, a Civitanova Alta (foto Vives)

“Berdini dichiara il falso quando dice che il Tar sentenzia che le grotte sono pubbliche”. L’assessore Ermanno Carassai replica a quanto espresso dal consigliere uscente del Pd Giorgio Berdini che ha reso nota un’ordinanza del Tar (leggi l’articolo) sul ricorso fatto da alcuni cittadini all’ordinanza comunale di messa in sicurezza di una cavità sotterranea sita in via Annibal Caro, nel centro storico della Città Alta.

“In primo luogo è doveroso ribadire che le dichiarazioni dei rappresentanti della sinistra, sono fantasiose e non veritiere. È falso dichiarare, come afferma Giorgio Berdini che il Tribunale Amministrativo ha precisato che le grotte sono considerate patrimonio pubblico e non privato e che l’Amministrazione comunale non poteva trasferire ai cittadini obblighi e costi che sono suoi. Mistificare la realtà, modificare a proprio piacimento le sentenze per trarne un vantaggio politico, è un gioco puerile e di cattivo gusto, come già accaduto in Consiglio comunale a proposito delle aree demaniali – dice Carassai che precisa – Il Tar è entrato nel merito della carenza di legittimazione dell’ordinanza emessa dall’Amministrazione comunale e si è pronunciato accogliendo la domanda cautelare proposta dai ricorrenti, con la conseguente sospensiva alla stessa ordinanza, fissando la trattazione del merito nell’udienze di maggio 2013, decisione del Tribunale amministrativo a carattere provvisorio che riguarda esclusivamente un caso specifico non estendibile ad altri”.

L’assessore uscente sottolinea poi come alcuni interventi fatti dai privati siano stati ritenuti non idonei, rendendo di conseguenza necessaria una seconda ordinanza da parte del Comune: “E’ doveroso puntualizzare che i privati hanno già provveduto ad effettuare interventi provvisori tramite puntelli, ritenuti non sufficienti dai tecnici che hanno eseguito il secondo sopralluogo, per la precisione un geologo, un ingegnere, e un rappresentante dei Vigili del fuoco. Sulla base della loro relazione, l’Amministrazione comunale ha provveduto ad emettere la relativa ordinanza di messa in sicurezza della cavità sotterranea. È opportuno anche chiedersi se per una Amministrazione sia lecito spendere del denaro pubblico per consolidare una grotta con accesso da una proprietà privata, utilizzata da tempo immemorabile da un privato cittadino visto che, nel caso specifico, i tecnici hanno dovuto chiedere allo stesso privato il permesso per effettuare il sopralluogo. Al candidato sindaco Corvatta mi permetto un consiglio: informarsi prima di sentenziare e poi ritornare frettolosamente indietro sulle sue affermazioni, come è già successo più volte. La sentenza del Tar si limita a solo tre pagine, conseguentemente è di veloce lettura”.

l. b.


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